domenica , 18 febbraio 2018
18comix

Dodici mesi di UE: 2013, l’anno dei cittadini europei ai raggi X

Come ogni anno, il 2014 è stato inaugurato dalla pubblicazione della Relazione generale sulle attività dell’UE nell’anno precedente: prodotto dalla Commissione Europea e presentato entro il primo trimestre al Parlamento Europeo. La prefazione, a firma di Manuel Barroso, si apre con un’immagine molto significativa: l’UE come una barca al centro di una tempesta. La tempesta è ovviamente quella che ha sconvolto i “mari” economici, sociali e finanziari. Secondo il Presidente Barroso, però, la terraferma è in vista e l’UE ha tenuto fermo il timone.

Fuor di metafora, il progresso nazionale e quello europeo sarebbero innegabili e si sostanzierebbero in una lotta all’eccessivo indebitamento nazionale, nel miglioramento della vigilanza finanziaria e nella riduzione degli squilibri sociali. L’affermazione è limpida e diretta: “Nel 2013 vediamo che i nostri sforzi hanno iniziato a fruttare. S’intravede ormai la ripresa ma, pur riconoscendo i progressi già compiuti, c’è ancora molto lavoro da fare”. L’elenco di punti ancora deboli inizia con il lentissimo progresso, quasi inerte, dell’integrazione politica della zona euro. Su questo aspetto Barroso insiste parecchio, ritenendolo funzionale a una posizione solida dell’Europa dei 28 a livello globale.

L’unione politica è infatti al centro del primo capitolo: l’ingresso della Croazia nell’UE e quello della Lettonia nella zona euro sono certo i traguardi più importanti, ma non si trascuri l’elezione del 2013 ad Anno europeo dei cittadini nel 20° anniversario dell’istituzione della cittadinanza europea. 50 eventi di dibattito tra cittadini e istituzioni europee, nazionali e territoriali per formare consapevolezza, prim’ancora che quella partecipazione necessaria ad elaborare politiche economiche e sociali altrimenti inattuabili, così come emerge anche dal quarto capitolo dedicato a diritti, giustizia e sicurezza.

Aumentare la sensibilità al progetto europeo e curare la disaffezione dei cittadini è anche l’obiettivo di “Un nuovo modo di raccontare l’Europa”, progetto che coinvolge artisti, scrittori, intellettuali, scienziati nella creazione di un’Europa più vicina ai cittadini. Un’Europa, dunque, che conduce per mano i cittadini al voto di fine maggio, il primo da quando il Trattato di Lisbona ha valorizzato il ruolo della cittadinanza europea.

Come emerge dal secondo capitolo, il 2013 è stato anche il terzo anno del semestre europeo, il periodo di convergenza massima delle politiche economiche nazionali, caratterizzato dall’entrata in vigore del “two-pack”, come accordo per il coordinamento e una maggiore responsabilità degli Stati nelle loro politiche di bilancio. Il Meccanismo Europeo di Stabilità ha vissuto il suo primo anno di attività integrale a sostegno della stabilità finanziaria della zona euro, nella cui direzione vanno anche l’approvazione dei nuovi requisiti patrimoniali per le banche e il sistema di vigilanza unico come prima tappa dell’unione bancaria.

Ma è ancora sui cittadini europei e, nello specifico, all’integrazione sociale, che volge lo sguardo il terzo capitolo. Prendendo atto della crisi che da 5 anni attanaglia gli Stati membri, l’UE ha così varato la Strategia Europa 2020. Obiettivo ultimo: realizzare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, attraverso 5 tappe fondamentali (occupazione, ricerca e sviluppo, cambiamenti climatici ed energia, istruzione e inclusione sociale) che dovranno trovare il giusto spazio nella programmazione pluriennale 2014-2020, oltre che la dovuta copertura finanziaria a livello di politiche di bilancio nell’ambito del semestre europeo.

Appurato lo status dell’Unione al termine del 2013, il 2014 dovrà essere l’anno diretto “Verso un rafforzamento del ruolo dell’UE nel mondo”, come recita il quinto capitolo della Relazione. In esso emerge il ruolo di Catherine Ashton, Alto Rappresentante dell’UE per gli affari esteri, nella conclusione nel 2013 del negoziato sul programma nucleare iraniano ma anche il ruolo dell’Unione come principale fonte mondiale di assistenza umanitaria per le vittime del conflitto siriano, nonché di mediatore tra Kosovo e Serbia.

La Relazione si chiude con un capitolo dedicato al lavoro delle singole istituzioni europee nel raggiungimento dei traguardi del 2013, con non poche riflessioni sugli scenari futuri. Un futuro per cui il presidente Barroso, in prefazione, cita Nelson Mandela, ricordando che “il più grande orgoglio non consiste nel non cadere mai, ma nel rialzarsi dopo ogni caduta”.

In foto, il commissario per le politiche dei consumatori Niven Mimica nel corso del Citizens’ Dialogue di Zagabria del 3 marzo  (foto European Commission – 2014)

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

Check Also

aborto

Aborto, a maggio il referendum “tabù” in Irlanda

Il popolo irlandese a maggio sarà chiamato alle urne per scegliere se abolire la severa …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *