lunedì , 19 febbraio 2018
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Dramma immigrazione, proclami e rinvii dal Consiglio Europeo

Le ultime rivelazioni nell’ambito dello scandalo Datagate, con la presunta intercettazione del cellulare della Cancelliera Angela Merkel ad opera della NSA a partire dal 2002, hanno messo in secondo il dibattito sulla politica europea di immigrazione. Il dossier è entrato con urgenza nell’agenda del Consiglio Europeo all’indomani del naufragio avvenuto a Lampedusa i primi di ottobre, che ha portato alla morte di più di 400 migranti provenienti dal Corno d’Africa. Al suo arrivo al Justus Lipsius, il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha sottolineato la necessità che l’Europa cambi atteggiamento su questo tema e ha aggiunto: «Noi vogliamo che questo Consiglio europeo sia concentrato sulla necessità di dare una risposta sulla questione dell’immigrazione. Quello che è successo a Lampedusa non può ripetersi».

In apertura del Consiglio, anche il Presidente del PE Martin Schulz è intervenuto sul tema immigrazione, chiedendo un maggiore sostegno verso i Paesi del Mediterraneo (Italia, Malta, Spagna, Grecia) che ricevono il numero maggiore di migranti irregolari, oltre che una maggiore cooperazione e solidarietà tra gli stati membri nella gestione della politica migratoria in Europa. Nonostante le premesse, i Capi di Stato e governo dei 28 riuniti a Bruxelles non si sono soffermati lungamente sulla questione migratoria, al punto che solo una pagina (su 20) del comunicato finale è dedicata a questo tema. I leader europei hanno espresso la propria «profonda tristezza» per quanto avvenuto poche settimane fa al largo della piccola isola siciliana e hanno convenuto che è necessario intraprendere subito una serie di azioni concrete per far sì che una simile tragedia non si ripeta più.

Per usare le parole del Presidente Van Rompuy, tre saranno i principi-cardine dell’azione europea: «prevenzione, protezione e solidarietà». In primo luogo, Il Consiglio ha ribadito la necessità non solo di rafforzare le attività di Frontex nel Mediterraneo e di velocizzare l’adozione da parte degli Stati membri del sistema di sorveglianza delle frontiere EUROSUR, ma anche di affrontare alla radice il tema, instaurando una più stretta cooperazione con i Paesi di origine e transito dei migranti al fine di combattere il traffico di esseri umani. Barroso ha poi fatto sapere, nel suo discorso conclusivo, che il gli Stati membri hanno chiesto alla Commissione di guidare una task force con il compito di effettuare una valutazione sull’emergenza immigrazione, per poi riportare i risultati al Consiglio europeo del prossimo dicembre.

Quattro sono le priorità nell’agenda della task force: rafforzamento delle operazioni “search and rescue”, supporto ai Paesi di frontiera che risultano più esposti all’emergenza immigrazione, collaborazione con i Paesi di origine e transito e, infine, lotta al crimine organizzato e al traffico di esseri umani. Tuttavia, il Consiglio Europeo ha affermato in chiusura che affronterà il dossier asilo e immigrazione con un’ottica di lungo periodo non prima del giugno 2014, quando verranno definite nuove linee-guida strategiche di ampio respiro. Nonostante di fatto il Consiglio abbia rimandato a dicembre l’adozione di misure immediate per far fronte all’emergenza rifugiati nel Mediterraneo, Enrico Letta ha definito «sufficienti» le conclusioni del summit. In altre parole, Roma appare soddisfatta a patto che i Ventotto diano seguito alle dichiarazioni programmatiche con impegni concreti.

Le conclusioni del Consiglio arrivano proprio mentre la Marina militare e la Guardia Costiera intercettano e salvano più di 700 migranti al largo della costa siciliana. In realtà, come scrive il Wall Street Journal, i leader europei hanno fatto capire chiaramente che al momento manca la volontà politica di rivoluzionare la frammentata politica migratoria europea. Il Presidente francese François Hollande, nella sua conferenza stampa conclusiva, si è soffermato soprattutto sulla necessità di rafforzare la capacità dei Paesi vicini – in particolare la Libia – di far fronte alle esigenze dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato la necessità di cooperare attivamente con i Paesi d’origine al fine di proteggere i rifugiati stessi. La Merkel ha però anche ribadito che al momento la Germania non ha alcuna intenzione di modificare il proprio sistema di quote e di accogliere quindi un numero maggiore di rifugiati. In effetti, secondo un rapporto dell’agenzia EASO, la Germania è il paese europeo che riceve il numero più elevato di richieste d’asilo (77.660 nel 2012), seguita da Francia e Svezia.

In foto, Enrico Letta ed Angela Merkel a colloquio (© Council of the European Union – 2013)

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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