giovedì , 21 settembre 2017
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elezioni in Bulgaria
Il Primo Ministro bulgaro Boyko Borisov © Di publicsbg - originally posted to Flickr as Boiko Borisov, Prime Minister of Bulgaria, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12216073

Elezioni in Bulgaria: sarà difficile formare un governo

La Bulgaria si appresta a tornare al voto con un anno di anticipo, a seguito delle dimissioni del Primo Ministro Boyko Borisov. Il 26 marzo prossimo, dunque, il popolo bulgaro sarà chiamato a scegliere i nuovi componenti dell’Assemblea Nazionale. Le nuove elezioni sono state fissate con un anno di anticipo per via dell’impossibilità dei partiti di formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Borisov avvenute lo scorso novembre. Il Primo Ministro, durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali dello scorso anno, aveva promesso di fare un passo indietro qualora la candidata del suo partito, Tsetska Tsacheva, non avesse portato a casa la vittoria. Le elezioni presidenziali del novembre 2016 hanno tuttavia premiato l’ex generale e candidato indipendente Rumen Radev, facendo dunque registrare una sonora sconfitta per il partito di governo e le conseguenti dimissioni del Primo Ministro.

Il sistema elettorale e il quadro politico

Il parlamento bulgaro, ufficialmente Assemblea Nazionale, è composto da una sola camera e da 240 seggi. I membri vengono eletti per un mandato di quattro anni tramite un sistema proporzionale a lista aperta, tra 31 distretti elettorali suddivisi su tutto il territorio ed i quali possono assegnare dai 4 ai 16 seggi parlamentari. La soglia di sbarramento per poter entrare nell’Assemblea Nazionale è fissata al 4%. La natura multipartitica del sistema politico bulgaro rende molto difficile per un solo partito riuscire ad avere la maggioranza dei voti: la conseguenza è che generalmente i partiti si aggregano in coalizioni politiche al fine di riuscire a formare un governo.

L’8 febbraio scorso si sono chiusi i termini per presentare le candidature parlamentari. Un totale di dodici partiti e nove coalizioni sono ormai entrati nel vivo della campagna elettorale e si stanno confrontando per i 240 seggi a disposizione. La lista dei candidati include leader dei maggiori partiti politici, figure di spicco della società bulgara, ma anche alcune novità assolute nel panorama politico.

La partita si giocherà principalmente nelle maggiori città del Paese, ed in particolare nella capitale Sofia, dove gli occhi degli osservatori saranno puntati sul venticinquesimo distretto elettorale, di cui fanno parte l’ex Primo Ministro nonché leader di GERB, Boyko Borisov, e la leader del Partito Socialista Bulgaro Kornelia Ninova, i due principali candidati alla guida del prossimo governo. I sondaggi prevedono infatti un testa a testa tra i due partiti, che si attestano con una percentuale intorno al 30% per entrambi. La campagna elettorale tra i due candidati è già entrata nel vivo, con la Ninova che è stata criticata soprattutto per le sue idee riguardo il ritiro delle sanzioni dell’UE alla Russia. Borisov a tal proposito ha dichiarato che una simile presa di posizione metterebbe la Bulgaria in una situazione di grave isolamento.

Un elemento di preoccupazione per l’andamento di queste elezioni è poi, sicuramente, la  tendenza nazionalista e populista di parte del panorama politico. Se da un lato non destano particolare sorpresa le idee di quei partiti tradizionalmente nazionalisti, ora raggruppati nella coalizione dei Patrioti Uniti, dall’altro è invece significativo che partiti tradizionalmente liberali si appoggino ora a valori tradizionali come la nazione, la famiglia e la chiesa cristiana ortodossa.

Prospettive dopo le elezioni in Bulgaria

L’ex Presidente Plevneliev e  Borisov hanno dichiarato il loro scarso ottimismo circa la  possibilità di formare un governo dopo questa tornata elettorale, azzardando la previsione di nuove elezioni in questo stesso anno. I sondaggi prevedono una corsa a due tra GERB e PSB, con la coalizione nazionalista dei Patrioti Uniti in terza posizione a fare da ago della bilancia.

Lo scorso 2 marzo Borisov ha dichiarato che qualora il suo partito non vinca le elezioni, non cercherà di formare un governo, preferendo restare all’opposizione. La Ninova al contrario ha dichiarato di voler cercare di formare un governo anche nel caso non raggiunga la maggioranza dei voti. In un tale scenario risulta difficile fare delle previsioni, tuttavia quello che preme ai vari candidati è la necessità di assicurare al Paese un governo stabile almeno per il prossimo anno e mezzo, in vista del semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea che passerà alla Bulgaria nel gennaio 2018.

L' Autore - Nicandro Rosni

Laureato in giurisprudenza presso l'università La Sapienza di Roma discutendo una tesi in diritto comparato. Nel 2010/2011 ho partecipato al programma Erasmus. Da sempre appassionato di tematiche europee, negli ultimi anni ho collaborato con diverse organizzazioni non governative nell'ambito del programma erasmus+. Nel 2016 ho partecipato al Servizio Volontario Europeo lavorando per una Ong bulgara in materia di diritti umani. Attualmente vivo e studio in Svezia presso la Lund University.

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