venerdì , 23 febbraio 2018
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Photo © Claudio.Ar, 2008, www.flickr.com

Estonia: il voto di domenica, il ruolo della Russia

L’Estonia è andata al voto domenica scorsa: a vincere è stato Taavi Roivas, con il suo partito Riformista di centro-destra, ottenendo il 27,7% circa dei suffragi e 30 seggi. Un risultato molto simile a quello del 2011, quando aveva conquistato il 28,6% delle preferenze. L’Estonia, entrata nell’Unione Europea 11 anni fa, è indipendente dal 1991, e basa le sue istituzioni su una costituzione ri-scritta nel 1992.

Il vincitore

Roivas, con i suoi 35 anni, sarà il più giovane Primo Ministro europeo. E’ considerato un forte sostenitore dell’alleanza atlantica (NATO) e tendenzialmente favorevole a politiche economiche conservatrici. La sua vittoria dunque dovrebbe dare continuità e mantenere stabile la posizione della NATO nella regione. Da mesi infatti truppe NATO sono state stanziate nelle zone ritenute sensibili, in risposta a movimenti e esercitazioni di truppe russe oltre confine. E’ importante tener conto del clima di tensione in cui la campagna elettorale si è tenuta e dal quale è uscito vittorioso il partito di Roivas.

La campagna elettorale

Il fattore “politica estera” ha fortemente influito anche sul risultato delle elezioni. Gli estoni hanno espresso la loro scelta privilegiando posizioni nazionalistiche, malgrado l’importante risultato ottenuto dal partito che promuove gli gli interessi dei cittadini di nazionalità russa, il Partito di Centro. Il Partito di Centro ha da tempo posizioni vicine a quelle del Cremlino, tanto che un anno fa il suo leader, Edgar Savisaar, aveva definito l’annessione russa della Crimea come legittima. Una dichiarazione che nel contesto estone assume contorni molto importanti.

Le operazioni militari russe vicino ai confini infatti, con frequenti violazioni dello spazio aereo estone, hanno contribuito a tener alta la tensione ed a dar luogo ad accesi dibattiti politici. Questo tipo di manovre sono state condotte fino a qualche giorno prima delle votazioni. L’Estonia si è ritrovata così, suo malgrado, ad essere un altro terreno di confronto (anche se ad un’intensità più bassa che altrove) fra la Russia e la NATO.

Roivas in una recente intervista ha commentato tale situazione, ritenendo che questa situazione di tensione con il vicino russo non sia destinata a finire presto, ma potrebbe anzi rivelarsi più duratura del previsto.

Le prospettive future

Malgrado abbia ottenuto il 24,8% dei voti, Roivas ha immediatamente escluso la possibilità che il Partito di Centro venga coinvolto in una coalizione per governare. Probabile invece che Roivas apra ai Social Democratici, come già fatto in precedenza, per ottenere la maggioranza dei seggi.

Non solo la politica estera ha influito sul risultato elettorale. Altra questione importante era legata alla proposta di triplicare il salario minimo – giudicato troppo basso e importante causa di emigrazione – portandolo a circa 1000 €. Il tutto in un Paese duramente colpito dalla recessione, che solo da poco tempo comincia a vedere la fine del tunnel. La disoccupazione è passata dal 16,7% del 2010, al 7% odierno.

Tante sfide pertanto per il nuovo premier. Ritrovare l’armonia sociale e coinvolgere anche i cittadini di nazionalità russa senza per questo dare spazio a tentativi di ingerenza del Cremlino. Il suo ruolo sarà fondamentale, non solo per l’Estonia ma per la stabilità dell’intera regione.

L' Autore - Manuele Franci

Dopo la triennale di Relazioni Internazionali all'Università di Bologna, ho continuato gli studi a Strasburgo. La passione per il giornalismo e le tematiche europee mi hanno aperto le porte per una borsa Schuman nella DG COMM del Parlamento Europeo. Ho il pallino per la Francia e le politiche UE.

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