lunedì , 19 febbraio 2018
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EUCO: nomine, Ucraina e Gaza nell’ordine del giorno

“Probabilmente più corta rispetto a quanto qualcuno si aspettasse”, come ha dichiarato in conferenza stampa il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, ma di certo abbastanza densa di contenuto la riunione straordinaria del Consiglio Europeo (EUCO) del 16 luglio. Tre i punti all’ordine del giorno, che avevano portato alla convocazione del meeting. Prima e fondamentale questione, quella delle nomine per i posti chiave delle istituzioni europee. Secondo punto, la situazione ucraina (che ieri ha subito un’ulteriore imprevista evoluzione a seguito dell’abbattimento del velivolo della Malaysia Airlines). Infine, Gaza, Israele e Hamas.

In tema di poltrone europee, il Consiglio si è concluso con un sostanziale nulla di fatto. In pochi – forse nessuno – avrebbero sperato di raggiungere durante questo incontro un accordo sui nomi del Presidente del Consiglio Europeo, dell’Alto Rappresentante per politica estera e sicurezza comune, della squadra dei Commissari. Qualcuno, più ingenuo, aveva forse sperato in un accordo di massima, ma nemmeno quello è arrivato. L’attribuzione delle cariche, lungi dall’essere un semplice gioco di assegnazione di poltrone, rappresenta lo sforzo massimo dell’Unione per garantire la partecipazione effettiva di tutti i suoi membri alle decisioni e per rispettare, pertanto, un difficile bilanciamento di poteri tra diverse aree geografiche.

Equilibrio non semplice da raggiungere, che dovrà tenere conto anche degli esiti delle elezioni europee, con i due partiti maggiormente votati che dovranno essere equamente rappresentati. Le decisioni sono state posticipate a fine agosto, con l’impegno dichiarato, nelle conclusioni, a chiudere il toto nomine entro il 31 del mese prossimo. Un accordo non è stato ancora raggiunto, ma i nomi papabili sono noti. Primo fra tutti quello di Federica Mogherini. L’attuale Ministro degli Esteri italiano, candidato al ruolo di Alto Rappresentante, non raccoglie tuttavia il favore degli Stati dell’est Europa. Questi ultimi, infatti, hanno interpretato molteplici dichiarazioni e atteggiamenti del Ministro italiano come tendenzialmente filorussi (in tal senso gli eventi di ieri potrebbero non giovare alla sua candidatura). Alla candidata italiana si contesta egualmente la giovane età e l’inesperienza per quanto, complessivamente, i restanti Stati sembrino concordi sul suo nome.

Si parla, alternativamente, su proposta dei PECO, della bulgara Georgieva. Un’altra donna dopo la Ashton, casualità? Alcuni maligni sussurrano che la scelta sia intenzionale, in quanto gli uomini sarebbero in lizza per le cariche davvero importanti. Il Presidente Van Rompuy aveva anche manifestato, pur non ufficializzandola, una simpatia per l’eventuale candidatura dell’ex premier italiano Letta. Relativamente alla carica attualmente rivestita dal belga Van Rompuy, l’equilibrio geografico imporrebbe un orientale alla guida del futuro Consiglio Europeo. Ai nomi polacchi (Donald Tusk, principalmente), estoni e lettoni si accompagna però anche quello del danese Thorning-Shmidt.

Intanto, il Consiglio si è accordato sui nomi di quattro nuovi Commissari, tra cui l’italiano Ferdinando Nelli Feroci, ex Rappresentante Permanente d’Italia presso l’UE, che ricoprirebbe l’incarico di Commissario per l’industria e l’imprenditoria. La riunione del 16 luglio ha inoltre costituito un primo momento di confronto col neoeletto Presidente della Commissione, Jean-Claude Junker, in ordine alle priorità europee dei prossimi cinque anni. I leader europei hanno infatti discusso le cinque priorità già definite a fine giugno nell’agenda strategica europea (Strategic Agenda for the Union in time of change).

Rilevanti erano stati anche i due restanti punti all’ordine del giorno. Per quanto concerne l’Ucraina, in particolare, il Consiglio Europeo aveva deciso di applicare le misure restrittive non solo ad individui, ma di estenderle ad entità russe che starebbero sostenendo i ribelli orientali. Il Consiglio Europeo aveva inoltre chiesto alla BEI di sospendere eventuali accordi di finanziamento con Mosca. Da rivedere anche eventuali programmi di cooperazione UE-Russia facenti capo alla Commissione. Infine, aveva esortato la Russia ad operare attivamente per la de-escalation nell’Ucraina orientale. Questo, ovviamente, prima del tragico abbattimento dell’aereo malese.

Relativamente a Gaza, i leader europei, dopo aver espresso particolare preoccupazione per l’acuirsi delle violenze, avevano ribadito la proposta di una soluzione a due Stati offrendo, in caso di accordi di pace, un pacchetto di aiuti economici e politici per entrambe le parti.

Photo © European Council, 2014, www.flickr.com

L' Autore - Livia Satullo

Responsabile UE-Russia - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (“R.Ruffilli” di Forlì), ho da sempre nutrito una tripla passione per il giornalismo, l’Unione Europea e la diplomazia. Ex stagista preso la Rappresentanza Italiana all’UE e giornalista pubblicista dal 2011, ho fatto diverse esperienze all’estero tra cui un semestre di studio a Mosca che mi ha suscitato un’incredibile curiosità per la cultura e la lingua russa. Preparo il concorso diplomatico e nel tempo libro faccio atletica e scrivo racconti.

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