martedì , 20 febbraio 2018
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Francia: Hollande promuove la riforma territoriale

Clima di riforme in Francia. Il governo del Presidente socialista François Hollande, guidato da Manueal Valls, per rilanciare il governo dopo l’impasse delle elezioni europee, ha annunciato nei primi giorni di giugno un importante riforma territoriale. La proposta sarà presentata e discussa oggi nel Consiglio dei Ministri. Questa manovra comporta innanzitutto una diminuzione nel numero di regioni. L’Hésagone è composto attualmente da 22 regioni. La riforma ne prevede la diminuzione a 14. E’ così che Hollande si mette in testa l’elmetto giallo da architetto e illustra le caratteristiche del suo piano, una maestosa operazione di redifinizione geografica interna. Numerose regioni saranno fuse insieme per formarne una unica, più grande.

La riforma scalda gli animi e suscita dibattiti nel Paese. Il criterio di accorpamento seguito è quello di una omogeneità e solidarietà economica territoriale. Le maggiori innovazioni introdotte sono, per esempio, l’unione della bassa e alta Normandia, a favore di un unica grande Normandia, oppure la fusione delle due regioni per lungo tempo contese da tedeschi e francesi: l’Alsazia e la Lorena.

Dal 1982 la Francia è uno Stato sulla carta decentralizzato. Ma queste regioni, secondo François Hollande, restano troppo deboli politicamente in Europa. E se c’è una cosa che Cesare ha insegnato ai Galli, è che l’unione fa la forza. Quindi ecco le basi per creare 12 super-regioni francesi che possano guardare negli occhi le istituzioni assimilabili dei Paesi vicini, in primis Italia e Germania, quando si siedono insieme attorno ai tavoli di Bruxelles.

Ma questa riforma non è unicamente di impronta strategica per affermarsi in Europa. E’ un’operazione ritenuta indispensabile per tagliare le spese e rilanciare la crescita. La Francia si riorganizza quindi risistemando il corredo e gli interni di casa. Queste super-regioni sono progettate inoltre per gestire poteri e responsabilità più significativi. Lo Stato cederebbe loro competenze complete per quanto riguarda le politiche di trasporto, istruzione, lavoro e sostegno alle imprese.

Seguendo l’onda, François Hollande ha recentemente dichiarato che, a suo dire, la società civile francese ha ormai superato le divisioni imposte dall’organizzazione territoriale e sente la necessità di un cambiamento. Le changement arriva con due disegni di legge : il primo riguarda le regioni, mentre il secondo concerne una ridefinizione delle competenze nella gestione locale del territorio.

Le altre due linee sulle quali si sviluppa la riforma coinvolgono i dipartimenti, che sono un centinaio e corrispondono alle province italiane. Hollande ne vuole modificare costituzionalmente il ruolo, ma su questo argomento sa già di trovare battaglia in Parlamento, dove difficilmente avrà la maggioranza necessaria. Si ipotizza che il Presidente voglia svuotarli di significato e togliere loro competenze, attraverso un processo molto più lento e complicato, senza dover cambiare la sacra Carta Costituzionale francese.

Cambia l’etichetta, ma gli obiettivi di gestione statale rimangono invariati. Nel complesso i dipartimenti cederanno competenze alle nuove grandi regioni e all’ente che uscirà rafforzato da questa riforma: l’inter-municipalità. Proprio le inter-municipalità sono al centro della questione. Questi enti conoscono già differenti incarichi che sono loro riservati, come per esempio la gestione dei rifiuti. La riforma prevede comunque di rispettare le identità delle singole municipalità e quindi salvaguardare ogni sorta di campanilismo fra i comuni, con buona pace dei cittadini più passionali. Allo stesso tempo la manovra vuole schierare sul territorio un ente che prenda direttamente le veci dello Stato per le questioni prettamente locali: proprio le inter-municipalità. Attualmente la soglia minima per costituirne una è di 5.000 abitanti : la riforma prevede come numero minimo abitanti il quadruplo, ossia 20.000. Si tratta di un’accelerazione verso la fusione di più comuni, in direzione di un taglio netto della spesa pubblica interna.

Questo è dunque l’impervio sentiero attraverso il quale Hollande vuole passare nei prossimi mesi, per riprogettare la struttura statale a livello territoriale. Il fine ultimo è di attuare una semplificazione, migliorando in qualità ed efficacia i servizi. E’ la grande scommessa di Hollande : rilanciare con una nuova mano di vernice fresca il suo governo e cambiare faccia all’organizzazione territoriale interna francese.

In foto un paesaggio dell’Alsazia (Foto: PhillipC – www.flickr.com) 

L' Autore - Manuele Franci

Dopo la triennale di Relazioni Internazionali all'Università di Bologna, ho continuato gli studi a Strasburgo. La passione per il giornalismo e le tematiche europee mi hanno aperto le porte per una borsa Schuman nella DG COMM del Parlamento Europeo. Ho il pallino per la Francia e le politiche UE.

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