venerdì , 18 agosto 2017
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Francia: i sindacati boicottano il premier Valls

Manuel Valls è Primo Ministro francese da quasi cento giorni, ma dei grandi cambiamenti promessi nel suo discorso d’insediamento non si vede nemmeno l’ombra. Con lui alla guida del governo, François Hollande sperava di riacquistare consenso in una Francia dove il bacino elettorale della sinistra sembra si stia riducendo alla città di Parigi e all’Île-de-France, la regione circostante (nemmeno tutta ad essere sinceri). Con la nomina di Valls, Hollande ha voluto  ridare credito alla sua amministrazione, anche in seguito agli scandali legati alla sua vita privata, rilanciando il partito con qualcosa di nuovo ed eterogeneo rispetto alla tradizione dell’apparato del PS, dopo la vera e propria Caporetto delle elezioni municipali.

Valls é una figura particolare all’interno della sinistra francese: giovane (52 anni), più liberal che comunista, pinker than red, naturalizzato francese (è catalano), è stato uno degli antagonisti di Hollande nella corsa all’Eliseo durante le primarie immediatamente precedenti le elezioni presidenziali. Ambizioso, decisionista e sicuro di sé, sotto il governo di Jean-Marc Ayrault ricopriva l’incarico di Ministro dell’Interno, poi, dopo il rimpasto, il 1 aprile 2014 diviene la seconda carica più alta della République.

Il premier non si è espresso con toni veementi contro le espulsioni di Rom promosse sotto il governo Sarkozy, anzi ha applicato lo stesso atteggiamento ambiguo in merito  al provvedimento riguardante l’espulsione dei genitori di Leonarda, un’adolescente  romena, che è diventato l’affaire politico di Stato nel dicembre 2013.

La Francia,  nel 2014, è un Paese che si ritrova ad affrontare molti problemi, non da ultimo il fatto che per il secondo anno di fila sforerà il limite per il disavanzo eccessivo del 3%. Questo significa che negli ultimi anni i tagli ai sussidi e la riconversione della produzione dell’apparato industriale francese hanno fatto aumentare malcontento e disoccupazione. La recessione non piace mai a nessuno, men che mai ai francesi che, quanto a manifestazioni di dissenso, hanno pochi rivali.

Emblematico è stato infatti lo sciopero dei lavoratori “intermittenti” ( si riferisce a un contratto di lavoro particolare,non a una tecnica di sciopero) di SNCF che ha paralizzato l’Île-de-France, mettendo in difficoltà i ragazzi che dovevano sostenere le prove scritte del BAC, l’equivalente  del nostro esame di maturità. Ma un’occasione per cominciare a ricomporre il conflitto sociale in corso c’é stata: il 7 e l’8 luglio scorsi si é tenuta la Conférence Sociale, un momento in cui il governo e le parti sociali  discutono sui provvedimenti da prendere per le riforme strutturali, la cui necessità diviene ogni giorno più evidente.

Tutta l’opinione pubblica concorda con il fatto che si è chiusa l’era Hollande nella gestione di questo  evento:  Valls non assume toni concilianti con i rappresentanti delle parti sociali, ha in mente un suo progetto e pone tutti i suoi interlocutori davanti a un aut aut. Il risultato è arrivato subito: due dei sindacati dei lavoratori più rappresentativi, CGT (Conféderation Générale du Travail) e FO (Force Ouvrière), hanno boicottato la seconda giornata di negoziazioni. Jean-Claude Mailly, presidente di FO, ha spiegato che non  aveva alcun senso sedersi a un tavolo dove la persona che doveva mediare non nascondeva il suo disprezzo per i sindacati.

Dichiarazioni che sono state accolte freddamente dai patron industriali, che  hanno sottolineato una mancanza di responsabilità dei sindacati operai. Nonostante questo, Valls non si dà per vinto: è vero che il Ministero dell’Economia e delle Finanze di palazzo Matignon ha annunciato tagli da 18 miliardi di euro da qui al 2015, che il piano di rettifica relativo alla sicurezza e previdenza sociale non è stato approvato dal Parlamento e che  la riforma della giustizia  penale  ha subito una battuta d’arresto, ma Valls continua a cercare l’appoggio della classe media e ha annunciato una riduzione delle tasse per il prossimo anno, forse per acquisire un bacino elettorale più ampio in vista delle elezioni nel 2017.

In foto il Primo Ministro Manuel Valls (Foto: Fondapol -Fondation pour l’innovation politique – www.flickr.com, 2009)

L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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