venerdì , 17 agosto 2018
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Francia, rinnovo Senato: altro sgambetto per Hollande

Ritornare in ufficio il lunedì mattina è già di per sé seccante. Se poi il proprio ufficio è l’Eliseo, e ci si chiama François Hollande, non deve essere stata proprio una bella giornata. Il Presidente francese non ha fatto in tempo a riprendersi dal jet lag dovuto al soggiorno negli Stati Uniti, dove ha preso parte alla riunione delle Nazioni Unite, che già deve affrontare un nuovo ostacolo lungo la propria, tormentata, legislatura. Ogni tre anni in Francia si tiene l’elezione del Senato da parte dei Grandi Elettori: quasi 88 mila amministratori (regionali e comunali) chiamati a rinnovare per metà l’aula del Palais du Luxembourg. Si esprimono scegliendo la metà dei componenti, che rimarranno in carica per 6 anni. Lo scorso fine settimana erano chiamati al voto gli amministratori locali di una sessantina di dipartimenti, fra i quali le 4 collettività d’oltremare.

Il rimpasto prevedeva la votazione per 178 delle 348 poltrone da senatore: i restanti 170 senatori erano stati avvicendati nel 2011. La somma totale di questa nuova amalgama dà la maggioranza alla coalizione di centro-destra, battuta alle votazioni di 3 anni fa. L’attuale composizione parla di 191 poltrone per il centro destra contro le 157 del centro sinistra. La coalizione di centro destra guidata da UMP e UDI, supera così di 16 eletti il minimo necessario per la maggioranza assoluta (fissata a 175). Entrambe le parti minimizzano i risultati. Non passa però inosservato il fatto che si tratti di una importante piccola rivincita per l’UMP: il partito di centro destra aveva perso la pluriennale maggioranza al senato proprio nel 2011 con l’arrivo di Hollande. La maggioranza di 7 eletti guadagnata dal Partito Socialista 3 anni fa, è stata invece spazzata via. Il Presidente rimane all’angolo del ring ed incassa così la terza importante sconfitta morale quest’anno: le comunali in marzo, le europee in maggio e ora il Senato.

Ultimamente quando si parla di Hollande in crisi, si finisce in qualche modo per parlare anche del Front National. E il partito di estrema destra anche questa volta non resta fuori dalla scena mediatica, anzi, ne è fin troppo al centro: ha fatto la sua entrata storica nelle fila del Senato francese. Il partito capeggiato dall’europarlamentare Marine Le Pen infatti ha conquistato due poltrone presso la camera alta del sistema politico transalpino. È la prima volta nella storia della Quinta Repubblica che il partito Frontista fa la sua entrata in Senato. L’energica Marine Le Pen ha dichiarato in preda all’entusiasmo di aver cambiato la storia della Quinta Repubblica e di aver aperto così le porte dell’ultima roccaforte istituzionale al suo partito. Un ulteriore piccolo record in questa piovosa giornata francese: una delle due elette del Front National, David Rachline, con i suoi 26 anni è il più giovane senatore della Repubblica a esser mai stato eletto.

Ironico vedere come il Senato, l’istituzione che i francesi odiano per il suo immobilismo e per il ruolo marginale svolto nell’attività repubblicana, contribuisca invece, stavolta, a giocare un ulteriore scherzo a François Hollande. Palais du Luxembourg, sprezzantemente additato anche da De Gaulle come un covo di “vecchi crumiri induriti”, torna così al centro delle critiche nell’ambiente politico francese, complice l’involuzione della legislatura socialista. A gennaio di quest’anno, proprio François Hollande aveva dichiarato rivolgendosi al Senato (presieduto da una maggioranza di centro sinistra): “Non sono mai stato candidato come Senatore, è il solo rimpianto che posso avere… o meglio, non sono sicuro sia un rimpianto”.

Photo © Parti Socialiste, 2012, www.flickr.com

L' Autore - Manuele Franci

Dopo la triennale di Relazioni Internazionali all'Università di Bologna, ho continuato gli studi a Strasburgo. La passione per il giornalismo e le tematiche europee mi hanno aperto le porte per una borsa Schuman nella DG COMM del Parlamento Europeo. Ho il pallino per la Francia e le politiche UE.

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