lunedì , 19 febbraio 2018
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Photo © European Parliament, 2014, www.flickr.com

Tra Grecia e Presidenza della Repubblica, i rebus politici d’Europa

Il 2014 è iniziato all’insegna di un hashtag, #enricostaisereno, rimasto poi a segnare i mesi successivi, il gelido passaggio della campanella da Enrico Letta a Matteo Renzi (febbraio), gli 80 euro e le elezioni europee, il semestre di presidenza italiano, la manovra di stabilità. Tutto in rapida successione, con la stampa sempre più critica nei confronti di Renzi, in un meccanismo già visto per cui alle lodi per il nuovo governo succede l’insoddisfazione per i primi provvedimenti, nel caso di Monti troppo duri, nel caso di Letta troppo vacui, quelli di Renzi troppo confusi. Come inizierà il 2015 e cosa tenere d’occhio? Per l’economia, ci saranno il giudizio della Corte Costituzionale sul referendum per abrogare la riforma Fornero, e il giudizio della Corte di Giustizia Europea sulle OMT. Per la politica, la risposta è tra Roma e Atene.

Roma. L’ elemento di incertezza sono le dimissioni di Giorgio Napolitano, menzionate in autunno e infine annunciate ai cittadini italiani durante il messaggio di fine anno. Non è una sorpresa, visto che da subito questo secondo mandato era stato definito a scadenza, nell’attesa che il quadro uscito dalle elezioni del 2013 si stabilizzasse e producesse un Parlamento ed un governo in grado di avviare le riforme. Una data certa non c’è, anche se il Quirinale non ha confermato la partecipazione di Napolitano ad eventi formali di fine gennaio, per cui sembra probabile che lasci l’incarico intorno a metà mese.

Il rischio è che, nonostante questa volta ci siano una Presidente del Consiglio e un governo che godono della fiducia delle camere, si riproduca la fase di stallo di due anni fa, quando sembrava impossibile trovare un accordo. Il Parlamento è lo stesso, con le sue divisioni, interne al partito di maggioranza (il PD) e tra questo e gli altri componenti dell’emiciclo. Una fase di instabilità sarebbe un male: il semestre si è appena concluso, ma sulla politica economica europea non è riuscito a incidere in maniera significativa. Il corrispondente europeo del Financial Times, Tony Barber, ha scritto che Matteo Renzi potrebbe essere l’ultima opportunità di riscatto per l’élite politica italiana. La stampa internazionale non è sempre stata lucida, nel giudicare l’Italia – l’innamoramento per Monti, la copertina di Time “Can this man save Europe?” – ma se questa è l’impressione, fallire una prova importante come quella di trovare un nome per il Quirinale sarebbe un pessimo segnale.

Atene. Anche la stabilità politica greca deriva dalle elezioni presidenziali: nel sistema greco, se il Presidente della Repubblica non viene eletto dal Parlamento entro la terza votazione – in cui il quorum richiesto è di 180 voti su 300 – il Parlamento stesso viene sciolto e vengono indette le elezioni generali. Il premier Antonis Samaras, del partito di centrodestra Nuova Democrazia (ND), non è riuscito a formare un accordo abbastanza ampio, e la terza votazione, tenutasi il 29 dicembre, ha dato esito negativo. Le elezioni generali sono state indette per il 25 gennaio e il risultato sembra ancora incerto. SYRIZA infatti, la formazione di sinistra guidata da Alexis Tsipras, è data dagli ultimi sondaggi in vantaggio sul partito di Samaras con 34% delle preferenze rispetto al 28% di ND.

L’attuale coalizione di governo intende mantenere gli impegni presi con l’Unione Europea – la Grecia ha ricevuto diversi pacchetti di aiuti – e delle misure di austerità assunte finora, come la controversa chiusura della TV pubblica ERT. Tsipras, che si era candidato come Presidente della Commissione Europea durante le elezioni europee dello scorso maggio, sostiene invece che la sovranità greca venga prima di qualunque misura economica. Se vincesse le elezioni lo scontro con Bruxelles sarebbe duro, ma più ancora quello con la Germania, il cui Ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha dichiarato al settimanale Spiegel che le misure di austerità previste per l’eurozona non sono negoziabili, chiunque vinca le prossime elezioni in Grecia. Immediata la replica di Tsipras, per cui la democrazia non è ricattabile. Durante l’evento di lancio della campagna elettorale di SYRIZA, lo stesso 29 dicembre, è stata suonata “The Wall”, dei Pink Floyd: “Hey, teacher, leave us kids alone”.

Bruxelles. Il politologo Ian Bremmer ha compilato per Time Magazine una lista dei dieci più gravi rischi geopolitici del 2015: vengono indicati la Russia, l’ISIS, Taiwan. Al primo posto però, c’è qualcosa di più vicino: la politica europea.

L' Autore - Andrea Sorbello

Iscritto alla Magistrale in Relazioni Internazionali - Studi Europei a Torino. Appassionato/morbosamente interessato a questioni di politica economica, relazioni internazionali, politica italiana (sic) e auto sportive. Lieto di contribuire a Rivista Europae!

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