giovedì , 21 settembre 2017
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Uno stand AfD © AfD Wahlkampfauftakt

Germania: elezioni con vista su nuova coalizione CDU-SPD e l’incognita nazionalisti

Camminando per le strade di Berlino in queste settimane l’attenzione viene spesso catturata dai coloratissimi manifesti elettorali appesi ad ogni palo della luce. I partiti principali sono riusciti ad occupare con enormi pannelli anche gli spartitraffico delle vie centrali e periferiche.

Germania verso una nuova Große Koalition?

Fra il traffico delle auto troneggia quindi lo sguardo consapevole e rassicurante di Angela Merkel, che promette ai propri elettori una Germania in cui si viva bene e volentieri. “Für ein Deutschland, in dem wir gut und gerne leben” è lo slogan elettorale della leader della CDU – Christlich Demokratische Union Deutschlands, Unione cristiano-democratica della Germania –, candidata per ottenere il quarto mandato da cancelliera federale. Anche il sorriso di Martin Schulz, il principale sfidante di Angela Merkel e leader della SPD – Sozialdemokratischen Partei Deutschlands, Partito socialdemocratico della Germania – si ritrova frequentemente a sottolineare quanto il futuro necessiti di nuove idee, e di uno che le faccia valere (“Die Zukuft braucht neue Ideen. Und einen, der die durchsetz”).

I due principali partiti tedeschi si trovano attualmente al governo uniti in una grande coalizione e questo elemento ha contribuito a smorzare i toni della campagna elettorale. Anche nel duello televisivo in cui si sono confrontati Merkel e Schulz lo scorso 3 settembre, il leader dei socialdemocratici si è trovato nella difficile posizione di poter criticare solo parzialmente l’operato della cancelliera, in quanto le politiche implementate sono frutto della collaborazione del suo stesso partito.

Il 24 settembre si avvicina dunque in un generale clima di consenso e continuità, con tutti i pronostici a favore della rielezione della cancelliera e con l’unico grande dubbio riguardo ai colori della futura coalizione di governo.

L’impeto nazionalista di AfD

C’è però una eccezione in questo panorama, ed è rappresentata da manifesti elettorali che si trovano solitamente molto in alto sui pali ai quali sono appesi. Per essere più visibili, forse, per sovrastare, ma anche per impedire di staccarli a chi si sente oltraggiato dalla loro propaganda apertamente xenofoba. Si tratta dei manifesti dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland – AfD, Alternativa per la Germania – che spronano il Paese ad avere fiducia in se stesso: “Trau dich Deutschland!”. Un’esortazione che potrebbe essere perfettamente compatibile con valori democratici se non fosse associata ad immagini e slogan di tendenza nazionalistica e anti-Islam.

Alcuni dei manifesti dell’AfD riescono infatti nella non facile impresa di coniugare in una sola immagine elementi xenofobi, razzisti e sessisti. Caso esemplare, la foto di due ragazze “ariane”, o meglio dei loro fondoschiena, ritratte in bikini, con la scritta che ironizza che ai burka AfD preferisce i bikini. Anche la campagna per il sostegno alla natalità viene accompagnata dalla contrapposizione alle politiche di accoglienza che hanno spesso definito i migranti come i “nuovi tedeschi”. Ecco così che sopra l’immagine di una futura mamma, dalla carnagione candida, campeggia la scritta “Nuovi tedeschi? Li facciamo noi stessi”.

Alternative für Deutschland secondo i sondaggi si attesterebbe fra l’8 e il 10% dei consensi. Percentuali che non impressionano se confrontate con quelle raggiunte dal Front National francese nelle scorse elezioni presidenziali, ma che non possono essere sottovalutate. Gli esponenti e i sostenitori dell’AfD si sono spesso lamentati della mancanza di libertà di espressione in Germania, dove idee nazionalistiche o di ispirazione neo-nazista sono perseguibili per legge quando esposte pubblicamente. Il grande dilemma della democrazia è appunto quello di dove porre i limiti delle libertà garantite ai cittadini. La Germania e l’Europa si trovano coinvolte in questo problema, sollevato sempre più visibilmente dai movimenti cosiddetti populisti ormai consolidatesi in molti Paesi.

I manifesti dell’AfD hanno democraticamente trovato il loro spazio all’interno della campagna elettorale tedesca, ma rappresentano un chiaro esempio di quanto sarà sempre più difficile definire i limiti, se possono e devono esistere, della libertà di pensiero ed espressione.

L' Autore - Francesca Capoluongo

Curiosa del mondo e dei suoi abitanti, dedico il mio tempo a comprenderne dinamiche ed emozioni. Amo conoscere lingue straniere, il teatro e camminare. Dopo una doppia laurea italo-tedesca, il Master in European and International Studies dell’Università di Trento mi ha portata a studiare in Turchia, paese a cui sono dedicate le mie attuali attenzioni di ricerca.

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