domenica , 25 febbraio 2018
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Gran Bretagna e UE: Merkel non “salva” Cameron

Era un parlamento inglese trepidante d’attesa quello che giovedì scorso ha atteso il discorso della Cancelliera tedesca Angela Merkel. Un’attesa giustificata dal peso dei temi che ne sarebbero stati oggetto e amplificata dal fatto che il discorso si sarebbe tenuto di fronte alle camere riunite. Il Primo Ministro inglese David Cameron da parte sua aveva già dichiarato che la Cancelliera sarebbe stata accolta sul “più rosso dei tappeti rossi”. Nessun tentativo di dissimulare le aspettative.

La Cancelliera è stata dunque accolta a Westminster, prima di recarsi al 10 di Downing Street per un pranzo privato con il Primo Ministro ed a Buckingham Palace per un tè con la Regina. Punto nodale degli incontri il ruolo del Regno Unito all’interno dell’Unione Europea. Su questo campo di battaglia si affacciano due fronti molto solidi sulle loro posizioni. Da un lato il governo inglese, insistente nella richiesta di revisione dei Trattati europei. Dall’altro i governi di quasi tutti gli altri Stati membri, non disposti a sopportare ingenti sacrifici per mantenere il Regno Unito nell’UE.

Angela Merkel è stata, come di consueto, decisa e determinata nel non dare completa soddisfazione a nessuna delle due parti in gioco. Posizione limpidamente espressa a Westminster, da cui la cancelliera ha deluso sia quanti si attendevano pieno appoggio alla linea Cameron, sia chi sperava in una dura contrapposizione.

Per Angela Merkel, la Germania non ha la benché minima intenzione di supportare una ristrutturazione dell’architettura dell’UE. Nessuna modifica verrà apportata ai Trattati istitutivi, affinché il parlamento inglese possa bocciare a livello interno delle norme europee o recuperare alcune ampie competenze. Il punto è cruciale, dato che Cameron, se rieletto, proporrà un referendum nel 2017 per decidere se rimanere o meno nell’UE. Il Primo Ministro inglese confidava quindi molto nel sostegno tedesco a favore di una partecipazione soft del suo Paese al progetto europeo, ottenendo deroghe sulla sfera sociale e maggiori garanzie economiche per i Paesi non appartenenti all’eurozona.

La chiusura della Cancelliera alle proposte del governo inglese non è però di principio: l’idea di un’Europa che si rinnovi incessantemente è del tutto condivisa. Un rinnovamento costante della struttura del’UE deve essere però funzionale al procedimento di integrazione e non al suo arresto. Angela Merkel sa comunque di appartenere allo schieramento assestato sulle posizioni più sicure quando si frappone tra le ambizioni dei Tories e la realtà europea. Il governo di sua maestà la Regina Elisabetta verrà infatti rinnovato nel 2015 e non vi sono certezze sull’esito delle elezioni. Soprattutto in un periodo in cui lo United Kingdom Indipendence Party sta riscuotendo, con il suo messaggio euroscettico, grandi consensi, mettendo gradualmente all’angolo il primo ministro.

Dal punto di vista continentale, la Cancelliera ha dato alcune rassicurazioni, pur aderendo anche ad alcune linee dei Tories. Il discorso è stato cristallino: il resto dell’Europa non pagherà qualunque prezzo per tenere con sé il Regno Unito. Contemporaneamente però vi è il pericolo, secondo Angela Merkel, che la cosiddetta “immigrazione sociale” divenga un fenomeno troppo radicato in Europa. I Tories, come la CDU tedesca, temono che il protrarsi della crisi economica comporti flussi migratori verso i più garantisti sistemi di welfare nel nord Europa. Un piccolo spiraglio per le deroghe in materia sociale quindi si è aperto, ma non di certo delle dimensioni sperate da Cameron. La sua intenzione infatti è quella di limitare la libera circolazione delle persone nel territorio dell’UE, mentre per la Cancelliera questa è “una delle più grandi conquiste”, da difendere strenuamente.

A termine della sua visita Angela Merkel lascia dunque il primo ministro Cameron in balia dello stesso mare in tempesta che l’aveva accolta. Il portavoce della cancelliera già prima della visita aveva ammonito la stampa inglese, definendo troppo “troppo alte” le sue speranze. Non per nulla a una settimana dall’incontro il The Spectator titolava:  “Solo Angela Merkel può salvare Cameron”, suggerendo di lasciar da parte la special relationship che lega Regno Unito e Stati Uniti, concentrandosi sulla Germania come “alleato indispensabile”. La prossima mossa spetta dunque al Primo Ministro inglese, che non potrà esimersi da un colloquio con gli esponenti dell’Indipendence Party, pronti ora più che mai a dar battaglia sul ruolo del Paese nell’UE.

In foto David Cameron e Angela Merkel a Downing Street (Foto: Flickr)

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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