domenica , 25 febbraio 2018
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Grecia: la Germania paghi i suoi debiti di guerra

La recente visita del Presidente tedesco Joachim Gauck in Grecia ha riportato al centro delle relazioni fra i due Paesi l’irrisolta questione dei debiti di guerra, ovvero il risarcimento per i danni subiti dalla Grecia durante l’invasione tedesca del 1941. Secondo l’opposizione governativa e alcune associazioni per le vittime di guerra, la cifra che la Germania dovrebbe ancora pagare alla Grecia ammonterebbe a 162 miliardi di euro, ovvero circa la metà del debito pubblico greco.

Questi numeri, che secondo alcuni esperti risulterebbero decisamente sovrastimati, durante lo scorso anno sono stati tirati in ballo più volte dal governo greco, che però non ha mai appoggiato in pieno le rivendicazioni provenienti sia dall’estrema destra di Alba Dorata che dalla sinistra di Syriza, il partito guidato dal candidato della Sinistra Europea alla presidenza della Commissione Alexis Tsipras. La fragile coalizione di governo, desiderosa di ricucire i rapporti con la Germania, ha infatti accettato di insistere nel richiedere il risarcimento, come richiesto da varie forze politiche, ma si è fermamente rifiutata di utilizzare l’argomento come merce di scambio nelle trattative di salvataggio che hanno interessato il Paese.

La Germania, dal canto suo, ha sempre negato l’esistenza di tale debito con la Grecia: con i 116 milioni di marchi corrisposti al paese ellenico nel 1960, ogni risarcimento legato all’invasione tedesca del 1941 è stato pagato. I vari governi alternatisi ad Atene invece sono sempre latentemente rimasti dell’opinione che quello fosse solo un acconto e che il resto del risarcimento sarebbe poi dovuto essere discusso e saldato dopo la riunificazione tedesca. Saldo che, nei fatti, non è mai stato discusso né versato.

Durante l’incontro dello scorso 6 marzo fra il Presidente Joachim Gauck e il Presidente greco Karolos Papoulias – uomo di ottantaquattro anni ed ex-membro della resistenza ai tempi del secondo conflitto mondiale –, quest’ultimo ha affermato che sarebbe necessario riprendere quanto prima le trattative sulla questione dei debiti di guerra. Secondo il Presidente Gauck invece, la Germania ha ormai esclusivamente un “debito morale” per i massacri perpetrati dalle truppe naziste negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Berlino non ha dunque nessuna intenzione di discutere ulteriormente della questione delle riparazioni.

La Germania propone piuttosto di creare un fondo per promuovere la memoria e gli studi sugli atroci crimini di guerra commessi dai soldati nazisti in Grecia. Gauck ha poi aggiunto che verrebbero stanziate in favore del fondo somme adeguate, affinché tutti possano continuare a confrontarsi con questa tragica pagina della storia. Non è chiaro se e come Atene deciderà di dar seguito a rivendicazioni ancora forti nel Paese. L’opposizione accusa il governo di non essere sufficientemente audace e fermo nelle richieste, bloccato dal timore di una reazione negativa della Germania. Questo nonostante il Ministro degli Esteri Akis Gerontopoulos abbia dichiarato davanti al Parlamento che la Grecia non abbandonerà nulla di ciò che gli spetta di diritto.

Resta da capire quanto, dietro queste rivendicazioni, ci sia realmente la richiesta di riavere indietro dalla Germania il denaro dovuto o se, piuttosto, ciò che parte del popolo greco chiede sia semplicemente espressione della voglia di riscatto di un Paese vessato dai piani di risanamento. Il debito della Germania, ma in generale dell’Europa, verso la Grecia potrebbe essere infatti, più che altro, un debito di rispetto. Il rispetto dovuto ad un Paese e ad una popolazione fiaccati dalle continue manovre in nome dell’austerità e della troika. Anche per sanare questo tipo di ferite probabilmente non basterà un semplice fondo.

Nell’immagine, il massacro di Creta, civili uccisi dai tedeschi nel giugno del ’41 (© Bundesarchiv, Bild 101I-166-0527-04/Weixler, Franz Peter/CC-BY-SA).

L' Autore - Francesca De Santis

Laureata in Studi Europei presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, ho vissuto per sei mesi a Bruxelles nel quadro del progetto Erasmus. Questa esperienza è stata molto significativa ed ha alimentato ancora di più la mia passione per le questioni europee. Il mio percorso professionale si snoda nel campo della comunicazione: ho fatto diversi stage in Uffici Stampa, in particolare in quello della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Mi piace pensare all’Europa come opportunità per costruire una società più giusta per tutti. Sono molto felice di essere parte di questo meraviglioso progetto chiamato Europae.

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