mercoledì , 21 febbraio 2018
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Herman Van Rompuy in Slovenia, tra gelo e timidi segnali di ripresa

In Slovenia l’inverno si accanisce, al punto da bloccare i trasporti, costringere alla chiusura delle scuole e lasciare senza elettricità numerose zone del Paese. Malgrado però il freddo mostri i denti ed incuta paura, Lubiana sembra sulla via giusta per uscire dalla morsa della crisi economica. Ad affermarlo non sono solo il calo dei tassi di rendimento dei titolo di Stato, ma anche le parole del Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Il Presidente si è infatti recato in Slovenia per incontrare gli studenti universitari e soprattutto per discutere di alcuni punti con la premier Alenka Bratušek.

Fra gli argomenti, la situazione economica slovena e più in generale europea: in rapporto al 2013 il clima è migliorato. Un anno fa, infatti, Lubiana aveva rifiutato gli aiuti europei, preferendo affrontare la crisi con strumenti nazionali. Le riforme proposte e quelle già attuate sono state promosse a pieni voti da Van Rompuy, che si è complimentato per il lavoro svolto, pur ricordando che è necessaria continuità politica e che sarà fondamentale non arrestare il processo di riforme cominciato.

Pur affermando di non essere arrivato a Lubiana per dare lezioni, il Presidente ha sottolineato, ad esempio, l’urgenza di riformare il sistema pensionistico ed il settore bancario. “L’Unione Europea – ha affermato – non lascerà la Slovenia da sola, sia nella battaglia contro il generale inverno, sia contro le maggiori sfide economiche che l’attendono”. Nel primo caso, il sistema di protezione civile europeo è già stato attivato ed i primi aiuti stanno arrivando dai Paesi vicini: generatori e aiuti di prima necessità da Germania, Austria, e Repubblica Ceca.

Nel secondo caso, l’UE assisterà Lubiana nel difficile compito di limitare la disoccupazione giovanile, problema discusso anche durante l’incontro con gli studenti, i quali hanno mostrato preoccupazione per il futuro, ma anche speranza nel sistema Europa. In questa direzione guarda il Programma per l’occupazione giovanile approvato l’anno scorso dall’UE, finanziato con 8 miliardi di euro. Sempre durante la tavola rotonda con gli studenti, Van Rompuy ha sostenuto la necessità di dare vita all’unione bancaria, per un’Europa più forte e competitiva. Unione che, spera il politico belga, potrebbe prendere forma già prima dell’instaurazione del nuovo Parlamento.

Van Rompuy si è poi complimentato con la premier Alenka Bratušek per il ruolo di guida che la Slovenia sta svolgendo nei confronti di quei Paesi, come la Serbia, che si stanno avvicinando sempre più all’Europa. “Il percorso da seguire non è dei più semplici e l’appoggio e i suggerimenti di un Paese vicino culturalmente e geograficamente non possono che aiutare. Ne è la dimostrazione il successo della Croazia, oggi ventottesimo Stato Membro dell’Unione”, ha affermato. 

Infine si è scagliato contro chi non vede e non crede in un futuro per l’UE: “non si può tornare indietro ad un’Europa dominata dagli Stati nazionali, con proprie valute. L’unica via possibile è proseguire, continuando il processo di allargamento assicurandoci un futuro di pace, democrazia e prosperità”. Il Presidente del Consiglio Europeo ha poi concluso ricordando che il 2014 sarà un anno importante soprattutto per le elezioni europee, per le quali i politici nazionali devono lavorare non solo con l’obiettivo di scoraggiare i gruppi anti-europeisti, ma soprattutto per comprendere i bisogni e le aspettative dei propri cittadini.

Nell’immagine, il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy stringe la mano al Presidente sloveno Borut Pahor (© European Council).

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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