martedì , 20 febbraio 2018
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Photo: il Commissario designato Jonathan Hill al Parlamento Europeo © European Parliament, 2014

Hill, un britannico ai servizi finanziari?

Nominato da David Cameron come Commissario designato del Regno Unito, classe 1960, leader della casa dei Lord, Jonathan Hill è stato rapidamente ribattezzato «Lord Who?» dalle malelingue londinesi. Il sarcastico motteggio non ha tardato a risuonare nei corridoi di Bruxelles. Semi-sconosciuto dal pubblico domestico ed europeo, Hill ha una lunga carriera nei Tories alle spalle: dal Conservative Research Department, passando ai Ministeri del Lavoro, del Commercio e della Salute, fino alla segreteria politica di John Major nei primi anni ’90, quando il Regno uscì dallo SME.

Di sé dice di essere «old-fashioned» e di non voler intervenire nei gossip della stampa. Sfiancato dal lento progresso – culminato in successo grazie alle sue doti di negoziatore – delle riforme dell’istruzione nel Parlamento britannico, cercò di rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato alla Scuola nel 2012. Né fece mistero sulla stampa inglese del proprio disinteresse per una carriera alla Commissione. Ciò non è bastato a convincere Downing Street, che ha voluto un «lealista» per tenere d’occhio Bruxelles.

Come Commissario designato alla Stabilità Finanziaria, ai Servizi Finanziari e all’Unione dei Mercati di Capitali, Lord Hill andrebbe a presiedere a un’omonima Direzione Generale, ancora da crearsi. Questa integrerebbe direzioni e unità prima in capo alla DG ECFIN (Direzione Generale agli Affari Economici e Finanziari) e alla DG MARKT (Direzione Generale al Mercato Interno e ai Servizi). La DG MARKT continuerebbe a occuparsi dei mercati dei beni e dei servizi, cedendo le competenze sui servizi bancari, assicurativi, pensionistici, mentre la DG ECFIN manterrebbe le proprie prerogative in campo macroeconomico e fiscale, cedendo quelle unità che si occupano delle infrastrutture finanziarie europee e nazionali.

La DG FINCAP (una tra le tante sigle possibili) avrebbe allora in dote l’implementazione dell’Unione Bancaria, l’uniformità delle regole riguardanti gli intermediari finanziari, le politiche macro- e microprudenziali, l’unione dei mercati dei capitali. In particolare assicurerebbe coerenza normativa nell’interazione tra Stati membri e non-membri dell’Unione Bancaria, coordinandosi con la BCE e le agenzie nazionali per la supervisione bancaria e le politiche macroprudenziali. Avrebbe infine l’ambizioso compito – con l’unione dei mercati di capitali – di favorire il reperimento di liquidità sul mercato, invece che tramite il sistema bancario.

Quella di Lord Hill è una nomina in bilico, non protetta dal patto PPE-PSE, che ha generato numerose polemiche nelle scorse settimane. «Non posso immaginare che Lord Hill, le cui opinioni sono radicalmente anti-europee, ottenga una maggioranza in Parlamento», affermò il Presidente Schulz. E come ci si aspettava, la sua è stata tra le audizioni più tese del primo turno. L’unico a essersi guadagnato un secondo hearing, da tenersi oggi. Ma non è solo l’appartenenza ai Conservatori britannici ad avergli reso accidentato il cammino verso il Berlaymont.

«Viene dal mondo della politica», ha commentato il Presidente-eletto Juncker. Eppure, prima del suo ritorno nel 2010, Hill aveva fatto carriera nel mondo della consulenze e delle lobby di Londra, servendo in particolare i clienti della City che ora dovrebbe regolamentare, detenendo anche pacchetti di azioni in alcune di esse. Dato l’evidente conflitto d’interessi, Hill ha deciso di vendere le azioni poco dopo la sua nomina. Come nel caso dello spagnolo Cañete, ciò non ha impedito ad alcuni europarlamentari di mettere in dubbio l’integrità del Commissario designato.

Nella prima parte dell’audizione, interrogato sull’idea d’Europa che avrebbe portato avanti come Commissario, Hill si è difeso bene da numerosi fendenti, aiutato anche da un suo vago charme alla Hugh Grant. È sugli aspetti tecnici del suo portafoglio che si è invece dimostrato più incerto, dimostrando poca conoscenza della legislazione UE in materia finanziaria. Vanificando così gli sforzi di Barnier, Commissario uscente al Mercato Interno, che aveva chiesto di non giudicare Hill per la sua provenienza. Timore che si ha anche per Moscovici, designato agli Affari Economici.

La nomina di Hill ai servizi finanziari è un ramo d’olivo offerto a Cameron, avverso a Juncker sin dall’indomani delle elezioni. Il discorso iniziale di Hill «nella lingua di Molière» è stato un ramo teso a chi vede la BREXIT (l’uscita della Gran Bretagna dall’UE) come un’alternativa desiderabile, «muoia [Cameron] insieme con [gli europei]» (Giudici 16, 30).

L' Autore - Sebastiano Putoto

Laureando magistrale tra Italia e Germania in International Business and Economics, con specializzazione in Macroeconomia. Nato e maturato a Bruxelles, emigrato presso le Università di Pavia, Tolosa e Tubinga, mantiene il suo campo base in territorio belga-fiammingo. E’ co-fondatore di TRAM:E (Teoria, Riflessione, Azione, Movimento: Europa). Poca dimestichezza con i confini, nazionali e individuali. Poliglotta.

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