lunedì , 19 febbraio 2018
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Il confine sud – Barroso e Malmström a Lampedusa

Dopo la tragedia di Lampedusa il governo Letta ha insistito perché il problema dell’immigrazione venisse considerato un problema europeo e perché l’Unione Europea intervenisse a supporto della propria frontiera meridionale. Bruxelles sembra aver risposto alla chiamata, per quanto possibile. Mercoledì infatti il Presidente della Commissione Manuel Barroso e il Commissario agli affari interni Cecilia Malmström hanno visitato Lampedusa, insieme al Presidente Letta e al Ministro degli Interni Alfano. Il primo risultato dell’azione di Letta in Europa è stato ottenere che la questione migranti diventasse parte del prossimo Consiglio Europeo (parte centrale, secondo quando dichiarato dal governo italiano). Il secondo, questa visita.

La disponibilità della Commissione è stata dunque accolta con grande favore dal governo italiano, un po’ meno dai lampedusani. Da giovedì scorso, giorno in cui il barcone è affondato, l’isola vive una rinnovata fase polemica, in cui diversi soggetti tra quelli mediaticamente più esposti hanno attaccato governo e istituzioni. Per non farsi mancare nulla dunque, mercoledì mattina un gruppo di isolani ha accolto le autorità con fischi, grida e cartelli con le foto degli sbarchi e vari slogan, tutti parecchio critici. Non è stata una contestazione molto numerosa – qualche decina di persone – ma piuttosto pesante nelle parole scelte: vergogna, assassini, e altro sulla stessa linea.

Tra i rimproveri più ricorrenti c’è ovviamente la gestione del centro che sull’isola ospita i migranti e che appare inadeguato per grossi numeri e la generale mancanza di mezzi e risorse per gestire l’emergenza. Un contesto nel quale l’arrivo di aerei e automobili per portare in giro sull’isola i governanti italiani e europei è stato visto come uno spreco di risorse, per usare un eufemismo.

Terminati il giro dell’isola e la visita al centro, una conferenza stampa finale ha riassunto l’impegno dell’Europa per modificare questa disastrosa situazione. Enrico Letta ha iniziato scusandosi per le inadempienze del governo e ammettendo dunque che ce ne sono state. Ma sono le dichiarazioni di Barroso a essere più interessanti: il Presidente della Commissione ha infatti promesso maggior coordinamento per affrontare la questione dell’immigrazione, ha sottolineato come questo sia un problema europeo e non certo italiano, e ha promesso 30 milioni di euro per l’Italia da stanziare entro il 2013. Certo, la cifra non è impressionante (possibile che il nostro governo non sia in grado di trovare 30 milioni nel proprio bilancio?), ma resta un impegno concreto inaspettato che ha reso tutto il resto meno fumoso.

Il Commissario agli affari interni Malmström ha ribadito la necessità di lavorare tutti insieme e proposto una task force a livello europeo che condivida uomini e risorse per pattugliare il Mediterraneo. Barroso e Malmström hanno parlato anche in italiano, e ascoltato le domande dei giornalisti senza traduzione: un bel segnale anche questo. Non a caso il Ministro Alfano ha detto che questa è la prima volta che l’Europa si fa sentire così vicina.

A leggere tra le righe del linguaggio sempre molto controllato di questi eventi, un paio di appunti al nostro governo si sono però notati. Barroso ha infatti ringraziato e citato i Paesi europei che ricevono il maggior numero di rifugiati, tra i quali l’Italia non occupa certo la prima posizione, accogliendo un numero di richieste d’asilo, rispetto al totale delle domande, inferiore a quello di Francia e Germania. Il Commissario Malmström ha rincarato con un accenno alle legislazioni sull’immigrazione più restrittive, ricordandone l’inefficacia, probabile riferimento alla Bossi-Fini.

L’isola di Lampedusa ha oggi bisogni molto concreti: tende, interventi sul centro di accoglienza per renderlo pienamente operativo, ponti aerei. Le parole dette mercoledì non avranno alcun significato se non saranno accompagnate da interventi pratici. Le cose da fare non sembrano difficili: quello che non si capisce è perché non si fanno.

In foto Barroso, Letta e Malmström a Lampedusa (Foto: European Commission)

L' Autore - Andrea Sorbello

Iscritto alla Magistrale in Relazioni Internazionali - Studi Europei a Torino. Appassionato/morbosamente interessato a questioni di politica economica, relazioni internazionali, politica italiana (sic) e auto sportive. Lieto di contribuire a Rivista Europae!

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