lunedì , 19 febbraio 2018
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Il Forum Ambrosetti 2013: verso la ripresa(?)

La tenuta di Villa d’Este vicino Cernobbio è nota soprattutto per il concorso d’eleganza per automobili, che lì si svolge ogni maggio dal 1929. L’edizione 2013 è stata vinta da una splendida Bugatti Tipo-75. Per chi invece si interessa di politica e economia, Villa d’Este è conosciuta per il Forum annuale organizzato dal centro studi The European House Ambrosetti, dal nome del fondatore. Un grande congresso che affronta temi economici e politici con ospiti importanti provenienti da tutta Europa e in alcuni casi da tutto il mondo. Il Forum quest’anno è iniziato venerdì 6 per concludersi domenica 8 settembre.

Il primo giorno è stato dedicato all’economia globale e in uno dei panel si è affrontata anche la questione siriana, che per la verità non ha ricevuto grandi attenzioni. Sabato è stata invece la volta dell’Europa per poi chiudere domenica, giornata dedicata alla situazione italiana.

Gli incontri del Forum Ambrosetti si svolgono a porte chiuse e sono caratterizzati (non tutti) dalla Chatam House Rule, per cui non vengono riportati gli autori degli interventi e delle dichiarazioni. Il motivo di fondo di questa edizione è stato più o meno lo stesso del G20 che si è appena concluso: una certa aria di compiacimento e di soddisfazione degli europei per quello che è ormai concepito come lo scampato pericolo. Le previsioni BCE per il prossimo anno prevedono infatti una modesta crescita dell’eurozona, inclusi i Paesi dell’area mediterranea (e inclusa l’Italia). Non certo molto, ma un primo segnale che la cura ha funzionato e che il peggio, per l’Europa e per la moneta comune, è ormai passato. Solo l’anno scorso l’intero Forum era stato dedicato alle misure già prese e a quelle ancora da mettere in atto per contenere la crisi: la BCE di Mario Draghi aveva da poco annunciato una nuova fase di intervento e ancora non si sapeva come avrebbero reagito i mercati. L’Europa era in piena recessione. Oggi, nonostante i molti problemi ancora non risolti, dalla disoccupazione giovanile al rilancio dell’industria, la fase più acuta delle crisi sembra superata. Se il Presidente Monti ancora a dicembre 2012 sottolineava l’importanza della discussione sugli Eurobond, a meno di un anno di distanza il Consiglio Europeo di giugno se n’è occupato marginalmente: oggi si parla d’altro.

Il Senatore Monti ha partecipato alla tre giorni di Cernobbio, e nonostante abbia perso l’incarico di Presidente del Consiglio, è apparso ai commentatori come un personaggio sempre molto autorevole e influente, almeno nella ristretta cerchia di politici e economisti che costituisce il pubblico a Villa d’Este. Al Forum è inoltre intervenuta la troika al completo: sono infatti comparsi, seppur in sessioni diverse, Cristine Lagarde, Joaquin Almunia, Herman Von Rompuy. Quest’ultimo ha ringraziato Monti per quanto fatto in Italia e in Europa, e  ha insistito sull’importanza dell’unione bancaria, ricordando che l’Europa è ancora molto lontana dagli obiettivi che si è data. Il Commissario Almunia ha presentato quattro punti per una nuova strategia dell’Unione Europea: l’unione bancaria, il mercato dell’energia, il mercato delle telecomunicazioni e i negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Si è dunque ritornato a parlare di mercato unico dell’energia e del digitale come di strumenti utili alla possibile ripresa economica. Il Commissario europeo alla concorrenza è stato inoltre avvistato mentre conversava con Enrico Letta: il suo ruolo in Italia sarà molto importante nell’immediato futuro, dovendo decidere le condizioni per la ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena, ancora in gravi difficoltà.

Domenica si è infine parlato di Italia: un po’ come per il G20, c’era una certa soddisfazione nel sottolineare come il nostro Paese non sia più al centro della bufera economica, almeno per il momento. L’intervento più interessante e applaudito è stato quello del Ministro per l’Istruzione Carrozza, che ha criticato l’omologazione della classe dirigente italiana (stessi vestiti e stesso sesso da molto tempo) e ricordato che aprirà l’anno scolastico a Casal di Principe, perché l’istruzione è fondamentale per il Sud del Paese. Qualche incomprensione invece tra Letta e Saccomanni, che ha liquidato in breve il documento presentato insieme da Confindustria e sindacati: un conto spese elevato e nessun impegno da parte loro. Letta, intervenuto al termine del Forum e più esperto in equilibrismi politici, l’ha invece elogiato. Le intese, oggi, devono essere più larghe che mai.

In foto un’immagine del Lago di Como sulle cui rive si è tenuto il Forum (Foto: Wikimedia Commons)

L' Autore - Andrea Sorbello

Iscritto alla Magistrale in Relazioni Internazionali - Studi Europei a Torino. Appassionato/morbosamente interessato a questioni di politica economica, relazioni internazionali, politica italiana (sic) e auto sportive. Lieto di contribuire a Rivista Europae!

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