mercoledì , 21 febbraio 2018
18comix

Il fronte anti-austerità segna un primo punto nella nuova partita politica europea

Il dibattito sull’austerità e sull’opportunità di continuare a percorrere la strada del consolidamento fiscale ad ogni costo è più che mai acceso in Europa. La Germania, sempre più isolata, è rimasta pressoché l’unico grande Paese dell’eurozona a chiedere il rispetto integrale dei vincoli di bilancio prescritti dai Trattati e dagli accordi sottoscritti nei mesi più drammatici della crisi finanziaria. La situazione economica che si sta facendo sempre più preoccupante in tutto il territorio dell’Unione Europea sta infatti indirizzando non solo i governi di molti Stati membri, ma sempre più le stesse istituzioni comunitarie verso considerazioni di altra natura.

La settimana scorsa, dopo aver presentato una nuova serie di dati macroeconomici a dir poco allarmanti, la Commissione Europea ha deciso di dar seguito alle aperture del suo Presidente Manuel Barroso e del Commissario agli affari economici e monetari Olli Rehn. La mossa, politicamente molto significativa, è stata quella di concedere alla Francia ulteriori due anni di tempo per centrare gli obiettivi di bilancio, ovvero per far rientrare il proprio rapporto deficit/PIL al di sotto del 3%. La decisione della Commissione sembra implicare la presa d’atto del fallimento del governo francese nel raggiungere gli obiettivi di bilancio concordati in sede europea: già nel 2012, infatti, il deficit che avrebbe dovuto fermarsi al 4,5% del PIL, aveva fatto segnare il 4,8%, mentre il debito pubblico francese ha raggiunto nello stesso anno il livello record di 1.800 miliardi di euro, pari al 90,2% del PIL, rispetto all’85,8% del 2011. Le previsioni per il 2013 parlavano di una riduzione del rapporto deficit/PIL significativa al 3,7%, ma comunque insufficiente per centrare l’obiettivo del fatidico 3%. Simili problemi sono stati rilevanti anche per i Paesi Bassi: il deficit olandese dovrebbe infatti restare anch’esso al di sopra dei parametri previsti, attestandosi nel 2013, secondo le previsioni della Commissione, al 3,6%.

Oltre che dalla realtà dei numeri, la mossa della Commissione è legata alle previsioni molto pessimistiche sulle prospettive dell’economia francese, colpita dalla recessione al pari dei Paesi dell’Europa meridionale. Rilevante è inoltre la considerazione di natura strettamente politica per cui è indubbiamente più conveniente e politicamente meno costoso dilatare adesso i tempi per il consolidamento fiscale, piuttosto che trovarsi costretti a decidere, a ridosso delle elezioni politiche tedesche del prossimo settembre e quelle europee del 2014, sull’apertura o meno di una procedura d’infrazione per deficit eccessivo nei confronti della Francia.

Che lo scontro sul consolidamento fiscale sia ormai una questione politica continentale è provato dai toni delle dichiarazioni di molti esponenti dei governi nazionali. Da sempre fra i più ostili a mantenere una politica economica di austerità, il governo francese ha espresso piena soddisfazione per quella che il Ministro delle Finanze Pierre Moscovici è arrivato a definire «la fine del dogma dell’austerità». In un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica francese Europe 1, Moscovici ha salutato la decisione come «decisiva», una «svolta nella storia del progetto europeo dal varo dell’euro».

Rinfrancata dalle decisioni dell’esecutivo comunitario e dalla formazione in Italia di un governo di coalizione dichiaratamente pronto a combattere in Europa per l’allentamento dei patti fiscali, Parigi sembra essere diventata la centrale politica della contro-offensiva antirigorista. Il Primo Ministro Jean Marc Ayrault ha annunciato che presenterà la prossima settimana un piano di investimento decennale di vasta portata. Il Presidente François Hollande (in foto) ha anticipato che il piano riguarderà tutti i punti cruciali del sistema economico: l’impiego giovanile, la sanità, le infrastrutture, le energie rinnovabili, le nuove tecnologie e le politiche per la terza età. Un punto centrale del piano di rilancio francese sarà l’avvio, entro il primo semestre del 2013, della BPI (Banca Pubblica degli Investimenti) creata fondendo la Cassa dei Depositi, la Banca delle Start-Up e il Fondo Strategico di Investimento. La BPI francese sarà dotata di un capitale complessivo di 42 miliardi di euro, pronti ad essere investiti per ridare fiato all’economia e rilanciare la crescita.

Le grandi manovre sull’asse Parigi-Bruxelles interessano direttamente Berlino. Il governo tedesco ha dato finora prova di tranquillità, riducendo i segnali arrivati da più parti negli ultimi mesi come un semplice adattamento della politica economica europea alle difficile circostanze congiunturali del momento. In merito alla proroga concessa dalla Commissione Europea alla Francia, è intervenuto in prima persona il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble. In un’intervista esclusiva concessa al quotidiano economico francese Les Echos, il tedesco ha ribadito il tema caro a entrambi i Paesi della «responsabilità particolare» di Francia e Germania in Europa e ha sottolineato come accanto alla proroga dei tempi di rientro del deficit, la Commissione abbia rimarcato «l’obbligo di un impegno chiaro a realizzare le riforme necessarie». Rispondendo al durissimo documento del Partito Socialista Francese contro la politica economica ed europea della Germania, Schäuble ha detto che, piuttosto di esaminare le cause reali alla base degli attuali problemi economici, «alcuni politici preferiscono cercare un capro espiatorio».

La situazione di Angela Merkel, alle prese sia con la pressione europea per un maggiore allentamento della politica di rigore, sia con quella interna per abbandonare la propria politica di sostegno alla moneta unica, si fa sempre più problematica. L’opposizione interna tenuta dai socialdemocratici dell’SPD è tuttavia assai meno radicale di quella transnazionale proveniente da Parigi contro la presunta «intransigenza egoista» di Merkel. Axel Schäfer, vicepresidente del gruppo SPD al Bundestag, ha gettato acqua sul fuoco del dibattito tra socialisti francesi e governo tedesco, chiedendo di distinguere maggiormente tra il dibattito tra governi e quello tra partiti politici. Il 23 maggio prossimo, la SPD ospiterà Hollande ai festeggiamenti per il centocinquantesimo anno di vita della socialdemocrazia tedesca, un partito che oggi più che mai è messo alla prova agli occhi degli elettori tedeschi per distinguersi dalla politica economica ed europea del governo di Angela Merkel.

La grande partita per la politica economica europea si lega più che mai ai due grandi appuntamenti politici del prossimo anno: le elezioni politiche tedesche a settembre e quelle europee la prossima estate. Nel frattempo, tra i due grandi poli politici tradizionali, quello conservatore-popolare e quello socialista, sta emergendo un nuovo rivale, più pericoloso che mai per il futuro politico dell’UE. Gli euroscettici qua e là in Europa, dall’Alternativa per la Germania al Movimento 5 Stelle, dal Fronte Nationale francese allo United Kingdom Indipendence Party, aspettano solo che il combinato disposto dell’austerità ad ogni costo e dell’incoerenza programmatica dia gli esiti politici ed elettorali che in Italia abbiamo già imparato a conoscere.

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

Check Also

parlamento

Parlamento Ue, il nuovo assetto post Brexit

di Erica Gatti Nella seduta plenaria del 7 febbraio il Parlamento Europeo si è riunito a …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *