lunedì , 19 febbraio 2018
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Il nuovo governo bulgaro nasce fra le polemiche

Dalle elezioni parlamentari svoltesi in Bulgaria il 12 maggio scorso non è scaturito un vincitore netto, bensì un Parlamento frammentato composto da quattro forze politiche: Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB – conservatori – 97 seggi), Coalizione per la Bulgaria (sinistra – 84 seggi), Movimento per i Diritti e le Libertà (DPS – partito schierato a tutela delle minoranze- 36 seggi) e Ataka (estrema destra- 23 seggi). Il 23 maggio il Presidente della Repubblica, Rosen Plevneiliev, ha conferito il mandato al socialista Plamen Orešarski, che, dopo essersi consultato con gli altri partiti, ad eccezione di Ataka che ha rifiutato il confronto, e con le forze extraparlamentari, ha presentato la sua squadra di governo.

Il 29 maggio dopo tante incertezze e difficoltà il nuovo governo ha avuto l’approvazione del Parlamento. Affinché potesse iniziare la seduta era necessario che si registrassero almeno 121 deputati, quindi oltre alla presenza dei parlamentari dei partiti che partecipano al governo, ossia Colaizione per la Bulgaria e DPS, era necessario ancora un deputato. Il quorum è stato raggiunto quando il segretario di Ataka, Volen Siderov, dopo essersi presentato in Parlamento con una scorta rafforzata perché a suo dire avrebbe ricevuto minacce da GERB, si è registrato ed è così potuta iniziare la seduta.

La discussione è durata quasi cinque ore ed è stata caratterizzata da forti polemiche e accuse reciproche. GERB ha accusato Ataka di essere complice del nuovo governo. A queste accuse Siderov ha risposto dicendo di essersi registrato per senso di responsabilità e che bloccando l’attività del Parlamento non si ottiene nulla. Il leader di GERB, Bojko Borisov, si è congratulato ironicamente con Cvetan Vasilev, principale azionista della Banca Commerciale Corporativa, accusandolo di essere il burattinaio del nuovo governo. Durante la seduta vi è stato poi uno scambio di accuse molto acceso tra Cvetan Cvetanov, ex Ministro degli Interni e vicesegretario di GERB, uno dei principali accusati in un maxiscandalo legato a intercettazioni definito Watergate bulgaro, e Deljan Peevski, deputato di DPS, vicino alla già citata banca. Mentre si svolgeva questa difficile assemblea la situazione fuori dal Parlamento non era più tranquilla, a causa di proteste contro il nuovo esecutivo.

La natura del governo è ambivalente: esso viene definito governo politico-tecnico di programma. Vi fanno parte sia politici che tecnici. Dei 17 membri, il Consiglio dei Ministri conta 7 parlamentari dei quali 5 della Coalizione per la Bulgaria e 2 del DPS. I critici del nuovo governo, però, evidenziano il fatto che i dieci tecnici per la maggior parte sono vicini a diversi partiti, anche a partiti di centrodestra. Quattro membri del governo sono stati vicini all‘Unione delle Forze Democratiche, uno dei primi partiti d’opposizione nati alla vigilia del collasso del regime comunista e guida di tre governi, che però è stato indebolito da scissioni e non ha superato lo sbarramento alle ultime elezioni. Uno di essi è lo stesso premier. Plamen Orešarski, economista di fama internazionale, è stato infatti sottosegretario all’economia del governo Kostov dell’Unione delle Forze Democratiche (1997-2001), per poi tornare a insegnare e infine venire nominato Ministro dell’Economia del governo Stanišev (centro-sinistra 2005-2009).

Il governo ha diversi aspetti in comune con i nostri governi Monti e Letta.  È un “governo dei professori”, 11 dei suoi membri sono dottori di ricerca e 7 sono anche docenti universitari. È anche un governo giovane: l’età media è di soli 48 anni. Vi fanno parte personaggi della società civile: oltre alle figure del mondo accademico, è stato nominato sottosegretario allo sport e alle politiche giovanili l’ex-ginnasta Jordan Jovčev, una figura molto popolare.

Una delle principali innovazioni del nuovo Consiglio dei Ministri è la creazione di un nuovo ministero, quello della progettazione degli investimenti, sulle cui funzioni il nuovo governo ha fornito solo spiegazioni approssimative. Proprio su quella poltrona siederà la figura più controversa del nuovo esecutivo, Kalin Tiholov, la cui nomina ha provocato malumori anche nella stessa Coalizione per la Bulgaria. Mentre l’ala ambientalista della coalizione propone di creare un “Parco Nazionale della costa del Mar Nero” per raggruppare diverse aree protette e tutelarne l’ecosistema dagli abusi edilizi, il neoministro è autore di un piano edilizio nel parco naturale “Strandža”, per il quale la Commissione Europea aveva avviato una procedura di infrazione contro il governo. I critici accusano il governo di aver creato il ministero ad hoc per i progetti di Tiholov.

Il neopremier ha dichiarato che le tre priorità assolute del nuovo governo saranno: rafforzamento della democrazia, ricostruzione economica e giustizia sociale. La situazione è difficile e i problemi sono tanti. Il lavoro del nuovo governo non sarà affatto semplice.

In foto Plamen Orešarski, nuovo premier bulgaro. Foto: BGNES.com via Wikimedia Commons

L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

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