venerdì , 17 agosto 2018
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Il Partito Socialista Francese attacca Angela Merkel e prepara la “sfida democratica” per l’Europa

Quanto sono lontani i tempi di Merkozy, quando l’alleanza franco-tedesca, il cosiddetto motore europeo, era la guida politica tanto indiscussa quanto criticata dell’Unione Europea! Secondo anticipazioni del quotidiano francese Le Monde, il Partito Socialista Francese (PSF) del Presidente della Repubblica François Hollande si starebbe preparando a presentare quest’oggi un clamoroso documento, durissimo nei toni, nel quale si attacca frontalmente il governo tedesco del cancelliere Angela Merkel e la sua politica europea. Il progetto, coordinato da Jean-Cristophe Cambadélis, deputato e vicepresidente del Partito Socialista Europeo e realizzato nell’ambito dell’organizzazione di una convention ad hoc del partito sulle tematiche europee da tenersi il prossimo 16 giugno, è, sempre secondo Le Monde, tacitamente sostenuto dal governo francese. Il documento potrebbe tuttavia essere oggetto di modifiche e emendamenti prima della sua pubblicazione formale.

Da quanto si legge nel testo ottenuto dal quotidiano francese, il PSF considera che il progetto comunitario sia oggi attaccato da una «alleanza di circostanza tra gli accenti tatcheristi dell’attuale Primo Ministro britannico e l’intransigenza egoista della cancelliera Merkel». Quest’ultima, secondo i socialisti francesi, non penserebbe ad altro che ai risparmiatori tedeschi, «alla bilancia commerciale di Berlino e al suo futuro elettorale». La Francia, insiste il documento, «ha oggi il solo governo sinceramente europeista tra i grandi Paesi dell’Unione».

L’attacco durissimo del PSF va oltre la contingenza della politica europea della Germania. A dover essere affrontato e sconfitto sarebbe infatti il trittico di «deregolamentazione, deindustrializzazione e disintegrazione». In questo senso, «l’amicizia tra la Francia e la Germania non è l’amicizia tra la Francia e la politica europea della cancelliera Merkel». Il PSF, dando pieno sostegno all’attività diplomatica e interna alle istituzioni dell’Unione Europea del Presidente Hollande, chiede che i socialisti europei diano battaglia, nell’ambito di uno «scontro democratico», ai conservatori e agli alfieri del mercato, che sempre più spesso, a detta del PSF, è stato anteposto agli interessi dei popoli.

I toni bellicosi del documento, qualora fossero confermati dai vertici del partito, rappresenterebbero una “dichiarazione di guerra diplomatica” alla Germania senza molti precedenti nella storia dell’integrazione europea. Dettata senz’altro da ragioni interne – la popolarità di Hollande presso l’opinione pubblica francese e la sua stessa base elettorale è in rapida discesa da mesi e la disoccupazione ha raggiunto nelle ultime settimane livelli senza precedenti nella storia recente della repubblica francese – la tempistica della pubblicazione del documento non può che essere letta nell’ottica di un generale riequilibrio del potere all’interno dell’UE.

In primo luogo, sono forti i segnali di una svolta di politica economica più volte paventata nei giorni scorsi da parte di esponenti della Commissione Europea, come il suo Presidente José Manuel Barroso e il Commissario agli affari economici e monetari Olli Rehn, che poche ore fa ha detto che la politica di austerità andrà attenuata. In secondo luogo, la formazione di un governo di grande coalizione in Italia potrebbe dare alla Francia di Hollande un alleato prezioso. Se finora la politica del governo italiano di Mario Monti era stata quella di mediare tra le esigenze dell’Europa del Sud e le ragioni del blocco settentrionale guidato da Berlino, pur rappresentando con forza gli interessi italiani, le dichiarazioni del premier incaricato Enrico Letta lasciano intendere che anche l’Italia seguirà una politica più assertiva all’interno dell’UE.

Se confermata, la ritrovata spavalderia dei socialisti francesi assieme alla forza politica di un governo italiano di larghe intese, potrebbe davvero segnare una svolta in Europa. La situazione di Angela Merkel si fa dunque preoccupante, costretta all’interno da un’opposizione radicale all’euro rappresentata dal neonato partito di destra “Alternativa per la Germania” e dal Partito Socialdemocratico Tedesco e all’esterno da un nuovo fronte ostile alla sua politica di rigore e di bilanciamento dei conti degli Stati membri. I partiti del socialismo europeo si preparano, pare, a lanciare un attacco politico continentale all’attuale maggioranza conservatrice del Partito Popolare Europeo che governa non solo la Germania, ma anche le istituzioni europee, con l’eccezione del Parlamento Europeo, presieduto dall’intraprendente Martin Schulz. Le elezioni tedesche sono in arrivo, mentre quelle europee sono previste per l’estate del 2014. Nel frattempo, però, lo «scontro democratico» sembra già iniziato.

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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