giovedì , 14 dicembre 2017
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© Andrea Floris

Immigrazione e terrorismo: la rappresentazione di media e opinione pubblica

Navigando sul sito della Commissione Europea, pagina delle statistiche Eurobarometro, le ultime dell’autunno 2016, si legge che i cittadini europei continuano a ritenere che l’immigrazione e il terrorismo siano le sfide principali con cui si confronta l’UE e sostengono fortemente le priorità politiche della Commissione europea.

Terrorismo e migrazioni internazionali sono indubbiamente due degli argomenti più importanti della storia recente; in più, assumono sfumature decisamente inquietanti se interpretati come due realtà correlate. La necessità di sicurezza interna ha infatti portato alla formulazione di quello che la studiosa americana De Ming Fan definisce una correlazione illusoria e un errore di ricerca: l’equazione “immigrato = terrorista”. Quanto ne è responsabile il discorso pubblico e politico?

Per rispondere, il metodo più immediato è effettuare una ricerca sulle testate mediatiche. In quanto specchio del dibattito pubblico, infatti, gli articoli giornalistici dovrebbero rifletterne gli argomenti, in frequenza di pubblicazione e tematiche affrontate. Sfruttando le emeroteche online di alcuni quotidiani europei (La Repubblica, The Guardian, Le Monde, Die Zeit) si è quindi monitorato come, nel tempo, si sia evoluta l’attenzione verso i temi dell’immigrazione e del terrorismo. Grazie a una ricerca di parole chiave si è potuta osservare la frequenza con cui sono stati utilizzati, in uno stesso articolo, i termini “Terrorismo” o “Immigrazione”, ma anche “Terrorismo e Immigrazione”; questo a partire dal 1984, fino all’altroieri.

Anni Duemila: mutano le tendenze nella percezione di immigrazione e terrorismo

Nella figura a lato sono riassunti i numeri registrati; notare che valori assoluti sono diversi e ogni valore è cumulativo per i quattro anni indicati. Senza farsi fuorviare da questi dettagli tecnici, è possibile osservare come gli andamenti qualitativi siano sostanzialmente identici per entrambe le curve. C’è per entrambe un brusco aumento subito dopo gli anni 2000: internet consente certamente di produrre più articoli, ma soprattutto siamo nel dopo 11 settembre e sono in corso gli interventi in Iraq e in Afghanistan.  Le curve raggiungono poi il massimo attorno al 2008, dopodiché subiscono una deflessione: i media focalizzano l’attenzione sulla crisi economica e altre tematiche.

 

Tutto cambia nell’ultimo segmento, relativo agli anni 2016-2017. Due aspetti in particolare sono degni di nota: innanzitutto le due curve divergono. Mentre l’utilizzo di “immigrazione” o “terrorismo” procede all’incirca secondo i trend delineati negli anni immediatamente precedenti, la frequenza dell’associazione dei due termini subisce un deciso cambiamento di pendenza, risalendo improvvisamente.

Il secondo aspetto riguarda i numeri in gioco: va ricordato che ogni punto del grafico si riferisce, in maniera cumulativa, ai quattro anni indicati. Partendo dal 1984 e procedendo a quadrienni, però, non si completa in maniera precisa l’intero arco temporale: 2016 e 2017 sono infatti gli unici due anni che compaiono nell’ultima coorte. Per questo motivo la linea blu scende: comprende un numero di anni pari alla metà rispetto a quello degli altri blocchi. È invece incredibile che la linea rossa sia già in ascesa, nonostante il campionamento temporale sia inferiore. Se la tendenza venisse rispettata anche negli anni che completeranno il quadriennio, la linea rossa potrebbe schizzare ben oltre il massimo raggiunto nel 2004-2008.

Conclusioni: scenari preoccupanti

Da questo tipo di analisi emerge quindi l’ingresso del dibattito politico e pubblico, portati all’attenzione della stampa, in una nuova fase. Se, da un lato, aumenta nuovamente la preoccupazione verso i fenomeni migratori e terroristici, dall’altro sta diventando centrale la possibilità di connessioni tra i due fenomeni. Cresce, in seguito a particolari affermazioni di personaggi politici e alle contingenze storiche, l’attenzione mediatica e il dibattito pubblico su ciò che sta assumendo l’inquietante status di “problema sociale”: l’associazione tra immigrazione e terrorismo, che rischia di diventare centrale nel brevissimo periodo.

L' Autore - Daniele Proverbio

Intrigato dalla complessità del mondo, mi piace affrontarla con un approccio scientifico. Sono attualmente studente della laurea magistrale in Fisica dei Sistemi Complessi e allievo della Scuola di Studi Superiori di Torino. Nel tempo libero faccio sport, suono la chitarra e organizzo cose.

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