martedì , 14 agosto 2018
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«Innovarsi e concentrarsi sui punti di forza». Dal Bled Strategic Forum segnali di ottimismo europeo

Dal 1 al 3 settembre si è svolta in Slovenia l’ottava edizione del Bled Strategic Forum, un appuntamento internazionale dedicato a discutere e progettare il futuro in un’ottica politica europea.  Bled è la possibilità di riunire intorno a un tavolo politici di alto profilo, ma anche esperti e importanti uomini d’affari, così da poter proporre strategie innovative per sfruttare al meglio la potenza economica e politica dell’Europa. I numeri del forum sono immensi: 500 partecipanti da 50 nazioni.

Il “piatto forte” del Forum di quest’anno è stato il programma del secondo giorno, intitolato “Un’Europa che cambia in un mondo che cambia”. All’interno di questo grande contenitore si è discusso in particolare di allargamento dell’Unione Europea. Chi sarà il prossimo? Infatti, è ormai assodato che l’UE è un progetto in divenire. Non solo per quanto riguarda l’assetto politico-economico, ma anche per quanto riguarda la definizione dei suoi confini.

In questo senso, è ormai chiaro che l’allargamento verso i Balcani sembra essere il più naturale. «Lasciare fuori dai confini europei quei Paesi rappresenterebbe una grave minaccia in termini di stabilità per il futuro del Vecchio Continente», ha affermato Kolinda Grabar-Kitarovič, Assistente al Segretario Generale della NATO. Diversi politici, fra cui Ivo Vajgl, membro sloveno del Parlamento Europeo e i ministri macedone e albanese, hanno sostenuto con forza la necessità di non bloccare l’espansione europea. Hanno proposto, anzi, un big bang europeo: ammettere come membri dell’UE tutte le nazioni balcaniche rimaste fin’ora in attesa.

In questo modo perderebbero peso le questioni bilaterali (si pensi alle discussioni fra la FYROM e la Grecia sull’uso del toponimo “Macedonia”) che spesso hanno causato problemi politici. Una soluzione sicuramente originale, ma nella pratica impossibile considerando le differenze esistenti fra i Paesi della regione. Come mettere sullo stesso piano la Bosnia-Erzegovina, ancora incapace di autogovernarsi senza aiuti internazionali, e la Serbia che ha compiuto importanti passi avanti?

Sempre riguardo alle politiche di allargamento dell’UE, si è rispolverata la questione del rapporto fra Europa e Turchia. In seno all’Unione c’è una forte divisione su questo tema. Gli ultimi disordini di piazza Taksim hanno creato maggiori dubbi. Se non è in discussione l’influenza che Europa e Turchia esercitano reciprocamente una sull’altra, cosa lascia perplessi gli europei è la mancanza di riforme e la minaccia ai diritti fondamentali.

Il rappresentante del governo turco al convegno, Mehmet Hasan Göğüş, ha invece espresso la frustrazione del suo Paese davanti ai continui rallentamenti nel processo di adesione. La posizione finale presa dai partecipanti sembra essere una via di mezzo. La Turchia dovrebbe procedere alle riforme richieste dall’UE, non perché necessarie per l’adesione, ma per il bene del popolo turco. Dall’altra parte l’UE deve affrontare le proprie divisioni interne e avviare una collaborazione più stretta con la Turchia.

L’Italia era presente alle discussioni rappresentata dal premier Enrico Letta, che ha avuto anche un incontro bilaterale con la collega slovena Alenka Bratušek. Confrontandosi sui problemi della crisi economica, il governo italiano ha assicurato il proprio appoggio alla Slovenia in sede europea. Lubiana ha avuto una proroga dalla Commissione Europea per il risanamento dei conti pubblici e l’avvio del programma di privatizzazione, ma sembra ancora lontana dai risultati attesi. I premier hanno poi discusso del rigassificatore che dovrebbe sorgere in alto mare Adriatico, questione che verrà affrontata ufficialmente il 12 settembre nell’incontro trilaterale allargato alla Croazia.

Il Forum Strategico di Bled si è confermato un incontro di alto profilo. Come affermato dal Ministro degli Esteri sloveno Karl Erjavec, è sorprendente come in un periodo di crisi e di profonda incertezza, il messaggio sia comunque ottimista e positivo. Questo si nota soprattutto dai documenti del forum dedicati al business: «le difficoltà economiche possono e dovrebbero essere considerate come un’opportunità». «Gli Stati, spinti oltre la propria area di sicurezza, saranno obbligati ad innovarsi per sopravvivere», ma soprattutto: «bisogna concentrarsi sui propri punti di forza, invece che sulle proprie debolezze».

In foto uno scorcio della vasta platea del Bled Strategic Forum. In prima fila anche il premier italiano Enrico Letta (© Nebojša Tejić).

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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