martedì , 14 agosto 2018
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Intesa Tories-AfD: rotto il fronte anti-Juncker

Proseguono le manovre politiche dei vari gruppi parlamentari in vista della scelta del Presidente della Commissione Europea, che dovrebbe avvenire a luglio. Nelle ultime ore si è verificato un colpo di scena destinato ad avere serie ricadute sulla scelta del successore di Barroso.

Il partito Alternative for Deutschland (AfD), che nelle elezioni di maggio ha ottenuto il 7,04% dei consensi, ha aderito, con i suoi 7 deputati, al gruppo parlamentare dei Conservatori e Riformisti (ECR). Di questo gruppo fa parte il partito conservatore britannico, il cui leader è il premier David Cameron.

Proprio Cameron negli ultimi tempi ha esternato la volontà sua e del suo Paese di non voler appoggiare come Presidente della Commissione il lussemburghese Jean-Claude Juncker, a tal punto da minacciare l’anticipazione dello svolgimento del referendum per l’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna, previsto per il 2017. Secondo il premier britannico la nomina di Juncker come Presidente della Commissione sarebbe antidemocratica, in quanto il lussemburghese non è il vincitore di una tornata elettorale.

Cameron, inoltre, deve guardarsi dall’exploit dell’UKIP di Nigel Farage, che ha rivelato, anche nel Regno Unito, un diffuso sentimento anti europeista. L’attuale leader dei tories inglesi era riuscito a formare una sorta di accordo con la Cancelliera tedesca Angela Merkel che non ha mai manifestato, tranne che nelle dichiarazioni di rito per la vittoria del PPE, un deciso appoggio alla candidatura di Juncker. Questo è stato dovuto forse anche alla possibilità che la nomina ad un posto chiave della struttura europea di un personaggio di spicco come Juncker possa oscurare il protagonismo tedesco e della Merkel sulla scena politica comunitaria.

L’ingresso del movimento Alternative for Deutschland nel gruppo ECR rischia di incrinare quest’asse fra la Cancelliera e Cameron. Il partito tedesco, fondato dal professore di macroeconomia Bernd Lucke, è un feroce oppositore della politica della Merkel. Molti voti persi dalla CDU, nelle ultime elezioni europee, sono andati proprio al partito di Lucke. Quest’ultimo è fortemente conservatore sulle questioni sociali e, soprattutto, vuole uscire dalla moneta unica, ma senza abbandonare l’Unione Europea. Il punto che avvicina di più l’AfD ai conservatori di Cameron è l’opposizione alla piattaforma federalista.

Il gruppo ECR ha votato per l’ingresso del movimento di Lucke con 29 voti favorevoli e 26 contrari, secondo i rapporti ufficiosi. Cameron si è subito defilato, con il suo portavoce che ha dichiarato la contrarietà dei conservatori britannici a questo ingresso. Fonti interne parlano invece dell’appoggio di alcuni “franchi tiratori” inglesi alla candidatura dell’AfD. Con questa adesione il gruppo parlamentare dell’ECR supera anche i verdi e i liberali, diventando il terzo gruppo del PE, alle spalle del Partito Socialista Europeo e del Partito Popolare Europeo.

La decisione sulla nomina di chi dovrà succedere a Barroso sarà influenzata dal Consiglio Europeo del 26-27 giugno. I conservatori e riformisti europei possono però giocare un ruolo decisivo alla nomina del Presidente della Commissione, visto che occorre la maggioranza semplice di 376 voti. L’ingresso di Alternative For Deutschland rischia di essere un’arma a doppio taglio per Cameron: da una parte aumenta il peso politico del suo gruppo all’interno dell’emiciclo, con la conseguente possibilità di bloccare la nomina di Juncker, dall’altra rischia di aver compromesso irrimediabilmente l’alleanza con un potente personaggio come la Cancelliera Angela Merkel.

In foto il Primo Ministro britannico David Cameron e il Cancelliere Angela Merkel (Foto: The Prime Minister’s Office – www.flickr.com)

L' Autore - Luca Rosati

Laureato triennale in Scienze Politiche- indirizzo economico presso l'Università degli Studi di Torino. Appassionato di tutto ciò che concerne la politica e la storia. Attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze del governo, sono felice di portare il mio contribuito per questa rivista.

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