domenica , 18 febbraio 2018
18comix
Vera Jourovà durante l'audizione al Parlamento Europeo © European Parliament, 2014

Jourovà: una scelta contestata per giustizia e tutela consumatori

La Commissione Europea nata sotto l’egida di Jean-Claude Juncker ha subìto non poche modifiche rispetto alla  Commissione Barroso. Innanzitutto, con una revisione e ristrutturazione delle deleghe. Si è così creato lo spazio adatto a un nuovo settore trasversale: giustizia, tutela dei consumatori e pari opportunità. Il compito di guidarne le politiche è stato affidato a Vēra Jourová, politica ceca, nonché avvocato e imprenditrice.

La Jourová, cinquant’anni e un Ministero per lo Sviluppo regionale sulle spalle, proviene, a livello nazionale, dal partito Akce nespokojených občanů 2011 (ANO 2011; tradotto: l’Azione dei Cittadini Insoddisfatti). Il partito, di centro-destra, è stato costituito sulle ceneri dell’omonimo movimento e nel 2014 si è unito, a livello europeo, all’Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa (ALDE). Nella precedente tornata elettorale nazionale, Vēra Jourová ha rivestito, presso il medesimo dicastero, il ruolo di Vice Ministro. Prima dell’esperienza con l’ANO 2011, il Commissario era stato membro del gruppo socialdemocratico ceco.

Con una doppia laurea (una in lettere e una in giurisprudenza), nel 1991 venne nominata vice direttore del Centro Culturale Comunale (MKS) a Trebic, nel quale mosse i primi passi politici sotto l’insegna dell’integralismo culturale. Grazie all’opera svolta presso il centro, venne nominata segretario del Comune di Trebic per lo sviluppo del quartiere ebraico, che nel 2003 è divenuto  parte del patrimonio dell’UNESCO. Successivamente si è occupata di gestione delle risorse umane, sviluppo regionale e fondi UE presso la società di consulenza DHV CR. Indagata per corruzione nel 2006, è stata prosciolta due anni dopo con un cospicuo risarcimento per danni.

Approdata come Commissario designato di fronte al Parlamento europeo (PE), ha riscontrato non poche difficoltà a superare il vaglio dei parlamentari. L’audizione della Jourová è stata molto vaga, al punto da ricevere per ben due volte una quarantina di domande scritte alle quali fornire pronte risposte. Ciononostante, il 7 ottobre scorso è stata confermata con grande gioia dell’ALDE.

Le deleghe assegnate a Vēra Jourová costituiscono il risultato dello parcellizzazione degli incarichi di due predecessori. Da un lato Vivien Reding per la giustizia e i diritti fondamentali, dall’altro Neven Mimica per la tutela dei consumatori. Dal primo punto di vista la sfida primaria sarà costituita dalla politica delle quote rose, grande vanto  e orgoglio del Commissario uscente. Un tema per il quale la Reding non ha mai smesso di lottare, attaccando di recente anche Juncker nella sua decisione di confermare il numero di sole 9 donne nel team della Commissione. Un barlume di speranza si può intravedere, forse, nell’esperienza personale di Vēra Jourová, che, come donna, ha scalato i vertici imprenditoriali e politici con grande determinazione.

Il nuovo Commissario dovrà poi occuparsi di seguire la corretta implementazione della direttiva 2011/83/Ue sui diritti dei consumatori, entrata in vigore il 13 giugno scorso. La direttiva, fortemente voluta dal Commissario Mimica, armonizza i tratti salienti delle normative nazionali in difesa di chi acquista. Tra le novità, la direttiva impone la fornitura di corrette informazioni al consumatore prima dell’acquisto di beni e servizi, nonché il diritto di annullare un acquisto online. La Jourová dovrà perciò proseguire il cammino consumer friendly inaugurato dal predecessore, ma i sospetti che non ne possa (o peggio, non voglia) essere in grado sono molto diffusi.

Infatti, una delle maggiori critiche rivolte al nuovo Commissario ruota attorno al suo legame con Andrej Babis, industriale di spicco nel settore alimentare, chimico e mediatico. Le società controllate da Babis hanno ottenuto negli anni un ingente quantità di finanziamenti europei, tanto da far dipingere da più parti il proprietario come una sorta di Silvio Berlusconi dell’Est, a causa dei suoi strettissimi rapporti con politici di spicco. Se i timori si rivelassero frutto di una macchina del fango ben congegnata, la situazione non darebbe adito a problemi. Tuttavia, serve ricordare come il codice di condotta dei Commissari europei imponga loro la massima neutralità rispetto a qualsiasi interesse. Un aspetto, questo, che di certo non passerà inosservato ai detrattori del nuovo Commissario, che, vedendo in lei una pedina di Babis, hanno ritenuto prova della propria tesi la scarsa preparazione per l’audizione davanti al PE.

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

Check Also

aborto

Aborto, a maggio il referendum “tabù” in Irlanda

Il popolo irlandese a maggio sarà chiamato alle urne per scegliere se abolire la severa …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *