domenica , 25 febbraio 2018
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La Commissione preme per una legislazione europea più snella

Per crescere felici bisogna essere magri. Così la pensava (e forse la pensa ancora) un noto e controverso medico italiano. Mentre una famosa giornalista scriveva, vent’anni fa, a proposito del legame tra snellezza e bellezza.

Avere dimensioni adeguate è importante non solo per il corpo umano, ma anche per il corpus normativo. Per questo, la Commissione Europea nel dicembre 2012 ha lanciato il programma REFIT – Regulatory Fitness and Performance Programme, finalizzato ad identificare oneri e incongruenze della legislazione europea. Il termine “fitness”, oltre ad indicare come molti sapranno la forma fisica, ha anche il significato di “adeguatezza”. Attraverso tale programma, infatti, la Commissione si propone di adottare e monitorare iniziative volte a ridurre costi e complessità in materia di produzione legislativa e oneri amministrativi per imprese e individui.

Lo scorso mercoledì, in questo quadro, la Commissione Europea ha adottato una comunicazione a seguito della valutazione dell’intero stock di norme europee. L’UE è stata spesso accusata per il soffocamento della crescita delle piccole e medie imprese, nonché per l’eccessiva incidenza sulla vita quotidiana dei cittadini. Per questo – ha commentato il Presidente Barroso a settembre – è necessario che l’Unione Europea sia “grande sui grandi temi, e più modesta nelle piccole cose”.

Barroso ha invitato a valutare di volta in volta l’utilità di un intervento normativo europeo, affermando che in certe circostanze esso può risultare anche non necessario o opportuno, alla luce dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il primo principio vuole che l’intervento normativo avvenga al livello territoriale maggiormente vicino ai cittadini. Il secondo richiede che l’azione sia proporzionata agli obiettivi fissati nei Trattati.

La Commissione ha reso conto degli sviluppi degli ultimi anni: dal 2005, sono state approvate 660 iniziative a fini di semplificazione o codificazione, mentre più di 5.590 leggi sono state abrogate. Le consultazioni con la piccola e media imprenditoria hanno permesso di inserire in agenda misure come la semplificazione dei requisiti per i tachigrafi in materia di trasporti su strada per quel tipo di imprese. Ulteriori iniziative legislative per la semplificazione riguardano la salute animale, la sicurezza del consumatore, gli appalti pubblici e i test clinici in ambito farmaceutico.

Alcuni significativi risultati in termini di alleggerimento sono peraltro già stati raggiunti: tra il 2007 e il 2012, infatti, la diminuzione degli oneri amministrativi per le imprese è stato del 26%, equivalente ad un risparmio di circa 32 miliardi all’anno. Nel biennio 2013-14 verranno intraprese ulteriori azioni, attraverso l’introduzione di emendamenti e il consolidamento di dette norme, ad esempio nelle aree delle statistiche aziendali e del diritto societario. E’ però essenziale che, in seguito all’adozione delle nuove versioni dei testi normativi, si provveda alla valutazione dell’impatto legislativo. Tali verifiche sono in programma, ad esempio, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, lavoro temporaneo, inquinamento acustico e rimedi giurisdizionali in materia di appalti pubblici.

Un’altra parte del progetto di rinnovamento legislativo consiste nel ritiro di proposte pendenti e nell’abrogazione di norme esistenti. Sotto la prima azione ricadranno, tra le altre, le proposte che hanno poche possibilità di proseguire nell’iter di adozione (tra di esse, la proposta sullo statuto delle società private europee). Accanto a tali misure, la Commissione si occuperà anche di identificare gli obblighi amministrativi che scaturiscono dalla legislazione europea e dalla relativa attuazione, rivedendoli periodicamente e valutandone possibili riduzioni. Le imprese continueranno ad avere la possibilità di avanzare suggerimenti sulle aree da assoggettare al cambiamento.

Il prossimo passo prevede il coinvolgimento delle altre istituzioni – Parlamento Europeo e Consiglio –, necessario per l’adozione delle misure proposte. L’ottica complessiva di queste ultime dovrebbe essere quella di evitare leggi e sforzi superflui a vantaggio delle misure veramente utili. Perché, come ha affermato Barroso citando Montesquieu, « les lois inutiles affaiblissent les lois nécessaires » : le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie.

In foto il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso (Foto: European Commission) 

L' Autore - Anna Malandrino

Laureata in Scienze Internazionali e diplomatiche, attualmente dottoranda borsista in Diritti e Istituzioni presso l'Università di Torino con progetto di ricerca sul management pubblico nella fornitura di servizi sanitari. Ho lavorato come formatrice specializzata sull'Unione Europea presso il Punto Europa di Forlì e ho partecipato come relatrice al 13mo Mediterranean Research Meeting, presso il Centro di Studi Avanzati Robert Schuman dell'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze), e alla Student Conference "Reckoning with the past in post-dictatorial societies", presso l'Università di Bucarest

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