lunedì , 19 febbraio 2018
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Crescita e occupazione, l’Italia valute le iniziative UE

Il Consiglio Affari Generali (CAG) svoltosi ieri a Bruxelles costituisce una tappa importante per l’applicazione di quanto stabilito al Consiglio Europeo del giugno scorso in materia di crescita, occupazione e competitività. La Presidenza italiana ha proposto infatti un rapporto che esamina lo stato di avanzamento di molte delle iniziative europee messe in campo, non solo a giugno ma negli ultimi anni.

Il CAG ha operato per oliare il passaggio fra i diversi appuntamenti istituzionali europei. Presieduto dal Sottosegretario italiano agli Affari Europei, Sandro Gozi, il Consiglio ha innanzitutto stabilito le priorità che saranno oggetto di discussione al prossimo Consiglio Europeo in programma il 23-24 ottobre. Una prima bozza di agenda prevede in primo luogo una discussione e, preferibilmente, una decisione finale sul pacchetto di misure riguardanti energia e clima. Gozi ha confermato che l’impegno a raggiungere un accordo è forte: allo stesso tempo rimangono alcuni ostacoli, soprattutto in materia di sicurezza energetica, interconnessioni fra le reti dei Paesi UE e condivisione degli oneri, finanziari e non (burden sharing).

Oltre alla politica energetica e climatica, saranno discusse nuove misure per rilanciare l’economia europea, che rimane per larghi tratti in forte difficoltà. Sin da subito appare chiaro come il tema degli investimenti sarà centrale, anche dopo l’annuncio estivo di Juncker del piano per mobilitare fino a 300 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati.

La discussione del CAG si è quindi incentrata sul rapporto presentato dalla Presidenza italiana sui progressi delle iniziative europee in materia di crescita, occupazione e competitività negli ultimi due anni, in linea con le priorità strategiche individuate a giugno. Si tratta di un utile strumento di controllo su molti ambiti di azione: investimenti, occupazione, servizi finanziari, commercio, per citarne alcuni. L’obiettivo della Presidenza è quello di garantire l’effettiva applicazione di quanto stabilito dalle conclusioni del CE, anche in vista della Conferenza sull’Occupazione, che si terrà a Milano l’8 ottobre, alla presenza dei capi di Stato e di governo.

Il rapporto evidenzia come siano molti gli sforzi messi in campo a livello europeo, ma come allo stesso rimangano importanti problemi di implementazione a livello nazionale. Ad esempio, le Raccomandazioni Nazionali promosse dalla Commissione Europea nell’ambito del Semestre Europeo  in materia di riforme strutturali e coordinamento delle politiche economiche sono applicate in modo molto differenziato, a seconda del Paese in questione. Per quanto riguarda il settore dei servizi, sono necessari aggiornamenti annuali sulla liberalizzazione in atto, in cui molti Paesi, Germania in testa, latitano. Allo stesso modo, in materia di occupazione, su cui l’UE non ha competenza esclusiva, l’impegno a livello nazionale acquista un ruolo fondamentale, senza il quale nessuna iniziativa europea può avere realmente successo.

Proprio l’occupazione è un tema su cui l’UE ha promosso degli strumenti importanti, come la Garanzia per i Giovani: il rapporto nota con soddisfazione che l’assistenza finanziaria da 6 miliardi di euro per l’applicazione della Garanzia, tramite l’Iniziativa per l’Occupazione Giovanile, è pienamente operativa dal 1 gennaio scorso. Altre misure in via di discussione o applicazione sono la creazione di una rete fra i centri per l’impiego dei Paesi UE e una nuova normativa per EURES, il servizio di collocamento europeo.

Le altre due priorità sono crescita e competitività: per entrambe sono fondamentali gli investimenti. In questo senso, la Presidenza sottolinea il ruolo crescente della Banca Europea degli Investimenti, che dovrebbe essere coinvolta anche nel piano di Juncker, grazie all’aumento di capitale da 10 miliardi dello scorso anno. I prestiti della BEI aumenteranno così del 49% fra il 2013 e il 2015. Inoltre, sempre la BEI sta portando a conclusione un progetto di finanziamenti per le PMI, soprattutto in Paesi vulnerabili come Grecia, Cipro e Portogallo.

Altre aree in cui è però necessario fare dei passi avanti significativi sono la creazione del mercato digitale unico, che dovrebbe essere concluso entro il 2015, ma su cui rimangono pesanti perplessità, e la chiusura di importanti accordi commerciali, come il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) con gli Stati Uniti e altre intese bilaterali con Giappone, India e Canada.

Photo: Sandro Gozi © Council of the European Union, 2014

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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