martedì , 14 agosto 2018
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L’Albania dall’affascinante dialettica convince l’Europa

L’Albania cambia volto, o almeno questa è l’immagina che il suo nuovo Primo Ministro Edi Rama vuole diffondere. Il nuovo Governo, uscito da elezioni finalmente pulite e senza sospetti di brogli, è composto per il 31% da donne e numerosi sono i giovani alla prima esperienza governativa. Infatti Edi Rama, alla conferenza stampa seguita all’incontro con la commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, ha citato proprio il fattore generazionale. In Albania c’è una nuova generazione che chiede a gran voce più Europa. «Gli ostacoli da superare non sono dovuti a confini territoriali, bensì mentali», ha affermato Rama.

Più che mentali, i problemi albanesi sono cronici. Primi fra tutti la corruzione e la fruizione delle libertà civili: nell’elezioni parlamentari del 2009 erano state registrate numerose irregolarità nelle votazioni e nella campagna elettorale come il tentativo di influenzare i media, pressioni politiche sui dipendenti statali e episodi di violenza. La corruzione pervade ogni livello, e non sono pochi i politici indagati, alcuni dei quali hanno ricoperto importanti cariche. Anche la libertà di espressione non è sempre garantita: i media sono spesso soggetti a pressioni dai due partiti maggiori, il PS, partito di sinistra e da poco al Governo, e il conservatore PD. Questione che accomuna l’Albania agli altri stati della regione sono i rapporti con la minoranza Rom, continuamente discriminata in ogni campo: dall’educazione alle cure mediche. Le donne sono solitamente sottorappresentate nei centri di potere politico ed economico, anche se il nuovo Governo è un esempio positivo di rottura con il passato. L’UE da tempo ripete all’Albania la necessità di riforme e di una vera battaglia contro la corruzione. Edi Rama ha assicurato che il suo esecutivo si impegnerà al massimo per risolvere il problema, affermando che è necessaria una modernizzazione del Paese, ma aggiungendo che la corruzione è transnazionale e che per sradicarla completamente è fondamentale una collaborazione internazionale.

Secondo problema, questa volta storico, è quello di instaurare buoni rapporti con i Paesi vicini, mantenendo un occhio di riguardo verso il Kosovo. «Nulla ci impedisce di sederci intorno ad un tavolo e discutere di cooperazione e progetti socio-economici comuni. La pace non deve essere vuota e sterile». Tanti sono gli interessi dell’Albania nella regione: numerose sono infatti le minoranze albanesi che vivono in Grecia, in Macedonia e naturalmente in Kosovo che si aspettano protezione dalla madrepatria.

Il Parlamento Europeo ha giudicato incoraggiante il discorso di Edi Rama, anche se si dichiara in attesa dei fatti. I buoni propositi non sono sufficienti, serve l’azione: le prossime settimane saranno cruciali per il futuro europeo dell’Albania. Sarà infatti in questo periodo, e a seconda del lavoro che svolgerà il nuovo Governo, che si deciderà se e quando il Paese diventerà candidato all’adesione all’Unione Europea. Anche in vista della decisione, il Presidente dell’Europarlamento Martin Schulz ha accettato l’invito di Rama a visitare Tirana. Lo stesso Barroso sembra ottimista e dichiara che «l’Albania può raggiungere lo status di candidato entro la fine dell’anno». La dialettica del neo Primo Ministro Rama ha decisamente convinto l’Europa, ora deve mantenere fede alle aspettative, onorando le promesse fatte.

In foto, conferenza stampa congiunta del premier albanese Edi Rama e del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz (© European Union 2013 EP)

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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One comment

  1. Vaggelis Merkouris

    “la storia volle… che facessero…”.Scusate il barbarismo..

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