giovedì , 16 agosto 2018
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Lettonia nell’eurozona: la visita di Van Rompuy

Le Lettonia ha adottato la moneta unica europea, l’euro, nel momento in cui questa è criticata da più parti, soprattutto negli Stati periferici dell’UE, dove molte forze politiche vi individuano la causa delle difficoltà economiche dei propri Paesi. Il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy si è dimostrato consapevole di questa complessa situazione, quando ha visitato Riga per festeggiare l’ingresso della Lettonia nell’eurozona. Un processo che, dopo l’adozione formale dell’euro a partire dal 1 gennaio, si va completando in questi giorni, quando scadono le due settimane di transizione in cui la vecchia moneta nazionale, il lats, è circolata ancora legalmente a fianco della valuta europea.

La scelta strategica di Riga assume un doppio significato: dal punto di vista geopolitico, costituisce l’ultimo passo del lungo percorso di affrancamento del Paese baltico dall’egemonia di Mosca, iniziato con la conquista dell’indipendenza nel 1991. Un percorso fatto di scelte di campo precise, ma non privo di lati oscuri, come dimostra la contorta vicenda della cittadinanza per la minoranza russa del Paese. Come ricordato proprio da Van Rompuy, l’adozione dell’euro rafforza ulteriormente l’appartenenza della Lettonia allo scacchiere europeo, ribadendo una decisione già consolidata con l’ingresso nell’UE (2004) e nella NATO (2006). La Lettonia è il secondo Paese baltico ad adottare l’euro, dopo l’Estonia, in attesa che anche la Lituania la segua nei prossimi anni.

Questa decisione storica riflette in secondo luogo la vitalità della moneta unica, come ha sottolineato con forza il Presidente del Consiglio Europeo. La visita a Riga è stata l’occasione per Van Rompuy di rivendicare il percorso di riforma dell’eurozona degli ultimi anni, ma anche di descrivere i benefici che l’euro comporta per i Paesi aderenti. Il politico belga ha invitato l’opinione pubblica lettone, non troppo entusiasta dell’abbandono del lats, a non guardare troppo lontano per comprendere i benefici della propria scelta: i vicini estoni, a suo dire, non si rammaricano affatto della loro partecipazione all’eurozona.

Herman Van Rompuy elenca quindi i vantaggi che la Lettonia conoscerà grazie all’euro. Dopo l’incontro con il Primo Ministro Valdis Dombrovskis, Van Rompuy ha affermato che i lettoni sperimenteranno il primo vantaggio dell’euro viaggiando più liberamente in futuro in Europa, un beneficio che molti cittadini europei sembrano ormai dare per scontato. Dal punto di vista economico, la partecipazione all’eurozona aumenta poi la trasparenza dei prezzi, elimina il rischio di cambio negli scambi commerciali con molti Paesi europei e ne riduce i costi, facilitando, più in generale, commercio e investimenti.

Certamente, adottare l’euro significa anche accettare di sottostare a rigide regole di finanza pubblica, ma la Lettonia pare essere pronta a questa sfida, data la situazione macroeconomica del Paese. Lo stesso Van Rompuy ha espresso soddisfazione per la performance economica di Riga negli ultimi anni.

Ma al di là del dato geopolitico ed economico, in quanto rappresentante dell’unità europea, il Presidente ha ribadito come l’adozione dell’euro non costituisca una scelta esclusivamente ‘tecnica’. Certamente, la leadership lettone ne ha tenuto in considerazione principalmente i risvolti economici, ma Van Rompuy intende sottolinearne anche il significato culturale e identitario non solo per la Lettonia, ma per l’intera Europa. Durante le celebrazioni ufficiali dell’avvenimento, Van Rompuy ha espresso ammirazione per la sede in cui queste si svolgevano, l’antica sede della gilda commerciale della città di Riga. La Lettonia, in quanto membro della Lega Anseatica, conosce bene i vantaggi della partecipazione a un progetto comune.

Ma Riga sarà anche città della cultura europea nel 2014 e non avrebbe potuto scegliere un momento migliore. A partire da questi giorni, le monete con i simboli della Lettonia viaggeranno per l’Europa a fianco degli euro con le icone nazionali di Grecia, Irlanda, Francia e di tutti gli altri Stati dell’eurozona. Un simbolo questo, per Van Rompuy, del fatto che ormai gli europei sono “una grande famiglia”. Un messaggio che però cade nel vuoto, sommerso dal diffuso scetticismo dell’opinione pubblica europea e dall’uso spregiudicato che ne fanno le élite nazionali in crisi di legittimità.

In foto l’incontro fra il Primo Ministro lettone  Valdis Dombrovskis, il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy e il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso (Foto: Council of the European Union)

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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