sabato , 24 febbraio 2018
18comix
Algirdas Butkevicius, primo ministro lituano, ritira al bancomat una banconota da 10 € appena dopo la mezzanotte del 1 gennaio © European Commission - 2015

Lituania nell’eurozona, una storia di successo

L’adozione della moneta unica rappresenta un passo importante nel processo di inserimento della Lituania nel cuore politico e istituzionale dell’UE. Storicamente e culturalmente, la Lituania è infatti parte integrante dell’Europa. Per vederla coinvolta nel processo di integrazione europea si è dovuto però aspettare il crollo del comunismo. Alla fine degli anni ’80, proprio in Lituania si svilupparono quelle forti spinte indipendentiste che avrebbero portato alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Riacquistata l’indipendenza, l’integrazione nelle strutture euro-atlantiche e una politica di buon vicinato divennero per la Lituania priorità assolute. Migliorarono le relazioni con la regione scandinava, che hanno una lunga storia ma furono interrotte dalla Guerra Fredda. Migliorarono gradualmente anche le relazioni con la Polonia, rese difficili per le diatribe storiche e la questione della minoranza polacca nel Sud-Est lituano.

A meno di un anno dall’indipendenza, Lituania e CEE firmarono l’Accordo per il Commercio e la Cooperazione Economica, un tipo di accordo che la CEE propose ai Paesi dell’Europa Centro-Orientale (PECO) dopo il mutuo riconoscimento con il COMECON, dunque ancor prima degli eventi del 1989. Nel 1994 iniziarono invece i negoziati per lo Europe Agreement, un Accordo di Associazione simile a quello firmato recentemente da Ucraina, Moldavia e Georgia. Lo scopo era quello di assistere i PECO nelle riforme, ma il Consiglio Europeo di Copenaghen del 1993 aprì alla prospettiva dell’allargamento e gli Europe Agreement divennero uno strumento per preparare i PECO all’adesione.

L’anno successivo, firmato l’Accordo di Associazione, la Lituania presentò la propria domanda di adesione all’UE. Il Consiglio Europeo di Lussemburgo del 1997 accolse le proposte della Commissione e iniziarono i negoziati con i primi PECO. La Lituania, inserita nella Strategia di Pre-Adesione Rafforzata insieme ad altri 4 Paesi orientali, iniziò però i negoziati di adesione con l’UE solo dopo il Consiglio Europeo di Helsinki del 1999.

Una questione centrale dei negoziati fu la centrale nucleare di Ignalina. Il governo lituano riuscì ad ottenere un accordo per la chiusura in condizioni più favorevoli rispetto alla Bulgaria, che aveva un problema simile con la centrale di Kozloduj. Il 16 aprile 2003 venne firmato ad Atene il trattato di adesione. Quello stesso anno, il trattato venne sottoposto a un referendum e il 91,1% dei votanti (affluenza del 63,4%) votò a favore. La Lituania aderì all’UE insieme ad altri 7 PECO, Malta e Cipro il 1° maggio 2004.

Con l’adesione all’UE, la Lituania aderì anche al meccanismo AEC II (Accordo Europeo di Cambio) e iniziarono i preparativi per l’adozione della moneta unica. Inizialmente, Vilnius puntava ad essere il primo dei nuovi membri ad adottare l’euro insieme alla Slovenia nel 2007. L’obiettivo però sfumò quando il Rapporto BCE sulla Convergenza del 2006 bocciò la Lituania a causa di un elevato rischio di inflazione. In seguito alla crisi finanziaria, che colpì pesantemente il Paese (nel 2009 il PIL crollò del 14,9%), l’obiettivo venne ancora rimandato.

Negli ultimi anni, l’adesione all’Eurozona è diventata nuovamente una priorità del governo di Vilnius e lo scorso giugno il Rapporto sulla Convergenza ha promosso la Lituania che dal 1 gennaio è formalmente il diciannovesimo Paese dell’area euro. L’adozione dell’euro, già decisa durante i negoziati di adesione, era solo questione di tempo.

Si tratta di un evento di grande rilevanza sia per la Lituania che per l’UE. Dopo la Lettonia l’anno scorso, l’adesione della Lituania e le prospettive di una prossima adozione dell’euro da parte di Polonia e Romania hanno ridato lustro o quantomeno speranza sulle prospettive di tenuta dell’Eurozona.

La storia della Lituania nell’UE rappresenta di per sé una storia di successo. In questi dieci anni e mezzo, nonostante le modeste dimensioni, la Lituania ha avuto un ruolo di spicco nella costruzione del mercato comune dell’energia e nel varo del Partenariato Orientale. La Lituania, per altro indicata da molti come modello virtuoso di gestione delle finanze pubbliche, avrà adesso voce in capitolo anche sulla politica monetaria europea.

L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

Check Also

parlamento

Parlamento Ue, il nuovo assetto post Brexit

di Erica Gatti Nella seduta plenaria del 7 febbraio il Parlamento Europeo si è riunito a …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *