giovedì , 16 agosto 2018
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Ungheria
Migranti siriani in Ungheria © Freedom House - www.flickr.com, 2015

L’Ungheria rispetta i diritti umani dei migranti?

La scorsa settimana il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, ha espresso le sue preoccupazioni in merito alla decisione del governo austriaco di trasferire migranti richiedenti asilo nel territorio ungherese. Queste le sue parole, pronunciate davanti alla Corte europea per i diritti umani: “nel momento in cui l’Austria stabilisce di trasferire rifugiati in Ungheria incorre nel rischio di violare i diritti umani”. Il Commissario ha ora intrapreso due inchieste nei confronti di Vienna, che sembra aver deciso di voltare le spalle a molti migranti aventi diritto alla protezione internazionale.

L’Ungheria e i diritti umani

L’Ungheria già da diverso tempo è al centro dell’attenzione delle istituzioni internazionali ed europee che si occupano di tutela dei diritti umani: l’UNHCR, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Consiglio d’Europa e l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODHIR) hanno condannato duramente quella parte della politica ungherese che alimenta paure e intolleranze verso i migranti e che ha contribuito a diffondere nel Paese un generale sentimento xenofobo.

I confini dell’Ungheria sono presidiati da tempo dall’esercito e la linea ferroviaria con la Serbia è chiusa dallo scorso settembre. Il Cancelliere austriaco Werner Faymann pochi mesi fa aveva paragonato le politiche dell’Ungheria sulla gestione dei migranti, in particolare con riferimento ai camion che al confine respingevano i migranti irregolari e ai controlli stringenti alle frontiere, alle deportazioni razziste.

L’Europa dei muri

Come è noto, diversi Paesi, soprattutto del Nord e nell’Est dell’Europa (tra cui, oltre l’Ungheria, anche la Repubblica Ceca, la Bulgaria, la Slovacchia, la Macedonia), già dalla scorsa estate hanno iniziato ad erigere muri, contribuendo a costruire un’Europa sempre meno ospitale e sempre più divisa al suo interno. Il risultato di queste politiche è il complessivo indebolimento del sistema Schengen, che, anche se viene formalmente rispettato, è messo a repentaglio ogni giorno di più.

Il Commissario Muiznieks aveva lanciato l’allarme a novembre: aveva detto infatti che “non c’è dubbio che la gestione dei flussi migratori non sia facile, ma gli Stati europei non devono servirsi di questo come scusa per calpestare gli obblighi che hanno di proteggere chi fugge da guerre e persecuzioni”. Una richiamo alle responsabilità dei singoli Paesi che tuttavia è rimasto purtroppo di fatto inascoltato da troppi Stati europei.

Lo scontro fra Budapest e Bruxelles

In particolare, tornando alla situazione politica in Ungheria, la Commissione Europea ad ottobre aveva chiesto a Budapest dei chiarimenti sulle politiche migratorie adottate dal governo nazionalista di Viktor Orban, mentre a dicembre sempre la Commissione ha inviato una lettera di messa in mora al governo ungherese, primo passo della procedura di infrazione, in merito alla legislazione  prevista in materia di diritto di asilo, ritenuta “non conforme al diritto europeo”.

Segnali poco rassicuranti che danno l’idea della mancanza di vere garanzie di tutela dei diritti umani dei migranti in Ungheria, un Paese che rimane sotto monitoraggio, anche se, come molti altri governi europei, sembra muoversi seguendo sempre più le priorità nazionali piuttosto che agire nel rispetto di un impegno condiviso e reciproco verso gli altri Stati europei.

L' Autore - Elisabetta Sartor

Studentessa all’ultimo anno di giurisprudenza all’Università di Udine. Vorrei raccontare l’impegno europeo per una maggiore tutela dei diritti, soprattutto degli ultimi. Scrivere mi dona felicità, è un modo per conoscere se stessi e la realtà multiforme e imprevedibile che ci circonda.

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One comment

  1. Un’altro articolo sensato da scrivere, ma che nessuno scrive mai, è quello che potrebbe intitolarsi: ” Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, eccetera, non vogliono i migranti: ma perché?” A questa domanda, si potrebbe abbinare anche questa: ” quanti migranti , eventualmente ospitati in tali Paesi e accolti con generosità, rimarrebbero in queste nazioni? Diciamo, a essere larghi, un 10%, a fronte del restante 90% che cercherebbe di scapparne perchè i livelli di welfare non sono sufficientemente alti?” O forse non è noto che, nonostante fuggano da guerre, la maggioranza dei migranti preferisce fuggire verso Germania, Olanda e Svezia, guarda caso? Non merita un articolo questo fatto?

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