giovedì , 16 agosto 2018
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Martin Schulz: il Presidente “scomodo” che ha cambiato il Parlamento Europeo

Articolo tratto dal mensile n. 3 (Giugno 2013) di Europae: “La camera bassa. Il Parlamento Europeo da Lisbona al 2014“, pp. 24-27. 

L’elezione a Presidente del Parlamento Europeo (PE) nel 2012 è stata una grande conquista, ma non significherà la conclusione dell’esperienza in politica di Martin Schulz. Durante questo anno e mezzo, il Presidente ha infatti dimostrato di avere il carisma, il polso, la competenza e l’umiltà per pro- seguire il suo cammino all’interno delle istituzioni europee. La carriera politica di Martin Schulz è iniziata fin da giovanissimo. A diciannove anni si iscrisse al Partito Social-Democratico tedesco e già a 31 anni era il più giovane Ministro-Presidente del suo Land, la regione del Nord Reno-Westfalia. Nel 1994 la svolta europea: Schulz divenne membro del PE, sedendo fra i deputati del Partito del Socialismo Europeo (PSE), partito di cui divenne presidente nel 2004.

Il 17 gennaio 2012 Martin Schulz è stato eletto Presidente del Parlamento Europeo con 387 voti su 670, battendo due deputati inglesi: Nirj Deva (che ottenne 142 voti), del Gruppo Europe- o dei Conservatori e Riformisti, e Diana Wallis (141 voti), indipendente. La sua candidatura era frutto di un accordo tra i due maggiori partiti dell’emiciclo, il PSE e il Partito Popolare Europeo, che avevano stabilito di spartirsi le presidenze del periodo 2009-2014. Così, mentre nel turno precedente (2009-2012) era stato eletto Jerzy Buzek, deputato polacco del centro-destra, ora toccava a Schulz, deputato tedesco del centro- sinistra. Questo patto tra i due partiti non era gradito alle altre forze politiche, che arrivarono a parlare di tradimento della democraticità dell’istituto parlamentare. Schulz si è insediato così tra le polemiche, ottenendo un risultato modesto se comparato a quello del Presidente uscente, che nel 2009 aveva ricevuto voti da record, ben 555 su 644, il migliore risultato dalle prime elezioni del 1979. Nonostante il suo risultato elettorale si allontanasse di gran lunga dall’unanimità, Schulz nel suo discorso di insediamento non mancò di affermare che sarebbe stato il Presidente di tutti i parlamentari e che si sarebbe adoperato per difendere i loro diritti.

È proprio dai discorsi di Schulz che prenderà avvio questo approfondimento, che non vuole essere né una biografia, né una valutazione della sua presidenza: manca ancora, infatti, quella dovuta distanza dagli eventi che servirebbe per dare di essa un giudizio sereno. Quello che a questo punto ci è consentito è ricavare un profilo del Presidente Schulz partendo innanzitutto dai suoi discorsi: chi decidesse di andare a riascoltare o rileggere le parole dette in questo an- no e mezzo, si accorgerebbe di concetti chiave che si ripetono da sempre, che vanno oltre la semplice retorica e che anzi confermano il pensiero di Schulz a proposito dell’Unione Europea e di questo particolare momento storico.

Il primo punto chiave dei discorsi di Schulz è l’attenzione alla cittadinanza europea, non solo perché il PE è eletto direttamente dai cittadini europei, ma anche perché l’intero progetto d’integrazione europea ha ragione di esistere solo se riesce a rispondere alle esigenze della sua popolazione. Dal secondo dopoguerra in poi, l’Europa unita si era dimostrata vincente in quanto aveva garantito un miglioramento dello stile di vita dei suoi cittadini, generazione dopo generazione. Oggi, riconosce Schulz, questo processo si è interrotto, minacciando la sopravvivenza stessa dell’UE. Per questo motivo vi è più che mai la necessità di dare risposte immediate e concrete ai cittadini, senza aspettare il rinnovo dei Trattati o di superare il cavillo burocratico del momento, smettendo di attuare una politica piegata ai diktat dei mercati finanziari. «Dobbiamo renderci conto che la gente in Europa si interessa poco di dibattiti istituzionali», disse Schulz nel suo discorso di inaugurazione alla presidenza del PE il 17 gennaio dell’anno scorso. «Li preoccupa molto di più il futuro dei loro figli, il lavoro, la pensione e la giustizia sociale. Ai cittadini interessa la garanzia di generi alimentari sani e di un ambiente pulito: faremmo meglio ad ascoltarli».

Va da sé che per Schulz bisogna andare oltre le politiche di austerità, le quali, se attuate da sole, non fanno che alimentare l’idea che l’UE obbedisca alle banche o alle agenzie di rating americane. Per quanto il rispetto del vincolo di bilancio sia necessario, per rispondere alle esigenze dei cittadini è necessario pensare alla crescita e Schulz ha così proposto nel corso del tempo di avviare un programma di stimolo per l’economia del Sud Europa e un sistema di microcredito per le imprese. Inoltre, ha appoggiato le misure volte a regolamentare i mercati finanziari, come la tassa sulle transazioni finanziarie.

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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2 comments

  1. Roberto De Pascalis

    Sono sicuro che già in questo consesso di Presidenza Euroea ed in futuro saranno poste serie basi
    per avviare gli Stati Uniti d’Europa cioè l’unione Politica, Militare, Economica e Sociale.
    Sono a disposizione per ogni sostegno e contributo per questa grande finalità.
    Al riguardo propongo umilmente il contributo offerto per il tramite del mio recente ebook online
    Il Paese senza Progetti_ora basta!
    Saluti Roberto de Pascalis

  2. Roberto De Pascalis

    Vorrei scrivere una lettera al Presidente C.E. On. Schultz potrei avere il suo indirizzo mail?
    Grazie ing. Roberto De Pascalis

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