martedì , 20 febbraio 2018
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Di Todor Bozhinov / Тодор Божинов / Martyr (Opera propria) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) o CC-BY-SA-3.0-2.5-2.0-1.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

Niente maggioranza bulgara: a Sofia un parlamento ingovernabile

Domenica 12 maggio si sono tenute le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, l’unica camera del parlamento bulgaro. Il partito di maggioranza uscente, di centrodestra e membro del Partito Popolare Europeo Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (il cui acronimo “GERB” in bulgaro significa anche stemma) ha ottenuto la maggioranza relativa con il 30,74% dei voti. Sono entrate in parlamento altre tre forze politiche: la Coalizione per la Bulgaria composta dal Partito Socialista Bulgaro (erede riformato del partito comunista) e altri partiti di sinistra guidata da Sergej Stanišev (ex premier e attuale presidente del Partito del Socialismo Europeo) con il 27,06%. Il Movimento per i Diritti e le Libertà (DPS), membro dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa e schierato a tutela dei diritti delle minoranze, in particolare di quella turcofona pur non essendo ufficialmente un partito a base etnica, ha ottenuto il 10,46% con la guida dal nuovo segretario Ljutvi Mestan. Il congresso in cui venne eletto lo scorso 19 gennaio balzò agli onori delle cronache per una tentata aggressione armata al leader dimissionario Ahmed Dogan. Infine, è entrato in parlamento il partito di estrema destra Ataka con il 7, 4% dei consensi.

Non superano lo sbarramento del 4% numerosi partiti anche di un certo rilievo. Tra i più importanti citiamo: il Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria, coalizione di estrema destra; il Movimento “Bulgaria dei Cittadini” dell’ex Commissario Europeo per la tutela dei consumatori Maglena Kuneva; la coalizione di centro-destra composta dal Forum Democratico Bulgaro e dai Democratici per una Bulgaria Forte guidati da Ivan Kostov (premier dal 1997 al 2001) e infine lascia il parlamento l’Unione delle Forze Democratiche, il principale partito di opposizione nato alla vigilia del crollo del regime e guida di tre governi negli anni ’90, ma indebolito da scissioni interne.

Con questi numeri il parlamento monocamerale ha una composizione molto frammentata: GERB ottiene 98 seggi, la Coalizione per la Bulgaria 86, il DPS 33 e Ataka 23. Per formare un governo saranno quindi necessarie intese tra le forze politiche. Un’ipotesi di cui si sta parlando molto è quella di un governo di “tutti contro GERB”. Il socialista Janaki Stoilov ha infatti dichiarato di non escludere che il suo partito faccia da paciere tra due diversi tipi di nazionalismo. Volen Siderov, segretario di Ataka, ha fatto però sapere di non avere intenzione di sostenere partiti, ma politiche. Inoltre, l’avversione del suo partito a quelli che definisce i “privilegi delle minoranze” sembra far escludere un suo appoggio a un governo che includa il DPS. Un governo simile a quello italiano per ora non sembra inoltre possibile, dato che la segreteria del partito socialista si dichiara indisponibile a un’alleanza con il GERB. E’ evidente che siamo di fronte a un ingorgo istituzionale che avrà bisogno di tempo per essere risolto.

Un altro dato importante è l’astensionismo. Solo il 51,33% degli aventi diritto al voto si è infatti recato alle urne e circa il 20% dei restanti ha votato per partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento. Ben il 70% dei bulgari non è quindi rappresentato nel nuovo parlamento. Il sociologo Živko Georgiev ha accusato per questo i piccoli partiti di aver disperso il voto di protesta.

Le elezioni si sono tenute in un clima teso. Il giorno delle elezioni ci sono state manifestazioni contro il governo e in generale contro la classe politica. Sono stati segnalati circa 60 casi di compravendita di voti e sono state trovate 350.000 schede stampate in modo irregolare, ben presto diventate oggetto di scambi di accuse tra i partiti. Il portavoce della Commissione Europea, Pia Hansen, ha dichiarato che si aspetta che in settimana venga fatta chiarezza su queste schede sospette e altre eventuali irregolarità nel voto.

Sembra inoltre necessario ricordare che si tratta di elezioni anticipate, le prime dal 1997. Il governo uscente si è dimesso lo scorso 20 febbraio in seguito a un’ondata di proteste, scatenate da un brusco rincaro della bolletta per l’energia elettrica e sfociate in violenti scontri di piazza. Lo scorso febbraio migliaia di bulgari sono scesi in piazza nelle principali città del paese gridando “mafia” e “dimissioni”. L’ex premier Bojko Borisov è accusato di aver creato un sistema corrotto assegnando appalti a imprenditori amici e vicini al mondo del crimine organizzato. Lo stesso passato del leader è molto discusso. Nei burrascosi anni della transizione lavorò nell’ambito della sicurezza privata, settore che aveva stretti legami con gli ambienti malavitosi. In quello stesso periodo, si segnalano legami con esponenti di spicco del SIK, una potente organizzazione criminale.

Quella appena iniziata è evidentemente una fase di svolta della storia politica bulgara.  Secondo l’analisi del politologo Evgenij Dajnov siamo a metà strada di un processo che vede un trasferimento di consensi verso i partiti minori. In fin dei conti i problemi che si trova ad affrontare la Bulgaria non sono poi così diversi da quelli italiani: disaffezione alla politica, corruzione, mafia, ingovernabilità. L’unico sollievo per il governo che si insedierà a Sofia sarà quello di avere i conti in regola.

Nota bene: L’articolo è stato scritto lunedì 13 maggio, quando gli scrutini erano già completati. Tuttavia la Commissione Elettorale Centrale (l’organo statale competente) ha pubblicato i risultati ufficiali solo giovedì 16 maggio. A differenza di quanto scritto,  la composizione della 42° Assemblea Popolare è la seguente: GERB 97 seggi, Coalizione per la Bulgaria 84 seggi, DPS 36 seggi e Ataka 23 seggi.
Fonti: http://www.parliament.bg/fr/electionassembly Sito ufficiale dell’Assemblea Popolare. 
http://results.cik.bg/pi2013/mandati/index.html Sito ufficiale della Commissione Elettorale Centrale (disponibile solo in bulgaro).

L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

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