mercoledì , 21 febbraio 2018
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(Photo @ European Parliament, www.flickr.com)

Oëttinger, un passo a lato e uno indietro

Tra gli otto Commissari confermati da Jean-Claude Juncker dopo l’esperienza nella Commissione Barroso II, quasi tutti hanno goduto di promozioni sostanziali, come passare dall’essere un semplice Commissario a essere uno dei Vice Presidenti della Commissione – posizione centrale nella nuova impostazione voluta da Juncker. L’unico Commissario confermato, ma “degradato”, è il tedesco Günther Oëttinger, Commissario uscente per l‘Energia e ora solamente Commissario per l’Economia e la Società digitali, posizione tanto vaga quanto ampia, posta sotto il coordinamento del Vice Presidente per il Mercato Digitale Unico e del Vice Presidente per il Lavoro, Crescita, Investimenti e Competitività.

Per capire cosa effettivamente dovrà svolgere questo sessantunenne politico di Stoccarda bisogna leggere la mission letter con cui Juncker gli consegna, con tanto di tempistiche dettate, oneri e onori dell’incarico: entro i primi tre mesi contribuire al pacchetto sul lavoro, crescita e investimento; entro sei mesi preparare ambiziosi passi legislativi verso la creazione di un mercato digitale unico. Rimane poi il non certo facile compito di portare avanti la Digital Agenda for Europe: tra gli obiettivi di Europe 2020, il programma è stato lanciato nel 2010 e rappresenta sicuramente il lascito più cospicuo della Commissaria uscente Nelie Kroes.

Molti dei traguardi sono stati prefissati per il 2015 e, nonostante i progressi fatti, soprattutto per quanto riguarda le tariffe in roaming e l’utilizzo globale di internet, alcuni di questi rimangono ambiziosi: bisogna ancora convincere buona parte delle piccole e medie imprese ad aprirsi alla vendita online (il target è il 33% delle PMI), oltre a convincere i consumatori a comprare prodotti online anche da produttori di altre nazioni. Compiti teoricamente accessibili per un politico navigato come Oëttinger: nato a Stoccarda nel 1953, è attivo nelle file giovanili della CDU già dagli anni dell’università, dove studia giurisprudenza. In Baden-Württemberg (il Land con capitale Stoccarda) compie tutta la sua ascesa politica, da consigliere comunale a deputato nel Parlamento del Land, dove per ben 14 anni è capogruppo della CDU, fino a diventare, nel 2005, Presidente del Land.

Se nei primi anni la sua presenza viene notata solo per qualche innocua bordata (come quando chiese a gran voce le dimissioni dell’allora Cancelliere Helmut Kohl) o per qualche proposta bizzarra (nel 1989 propose di vietare le moto al traffico sulle strade pubbliche, per motivi di sicurezza), da Presidente del Land prende decisioni importanti e discutibili: reintroduce le tasse universitarie, propone la vendita di manoscritti medievali conservati nella biblioteca del Land per una cifra vicina ai 70 milioni di euro, sostiene e difende il progetto Stuttgart21, cioè la costruzione dell’enorme nuova stazione ferroviaria che ha portato alla formazione di un movimento di protesta popolare vastissimo e ad un referendum consultivo vinto dal fronte del no.

Forse per togliergli le castagne dal fuoco, o forse per togliersi di mezzo un politico alquanto ingombrante, Angela Merkel lo propose per il ruolo di Commissario europeo nella Commissione Barroso II: nonostante lesperienza europea o internazionale praticamente nulla e le critiche ricevute, Oëttinger si ritrovò ad occupare l’importante poltrona di Commissario all’Energia, mostrandosi spesso e volentieri non proprio lineare nelle scelte, con posizioni altalenanti su nucleare, energie rinnovabili e sovvenzioni.

Ma il buon Günther è di nuovo in sella, pronto a collaborare con gli altri Commissari per un miglior futuro digitale europeo, forte (?) delle sue esperienze nel Baden-Württemberg e di un‘effettiva capacità di creare reti e conoscenze. Dovrà però cercare di limitare le gaffes pubbliche: rispetto alla crisi finanziaria si disse preoccupato per Paesi come la Romania, la Bulgaria e l’Italia, definiti «sostanzialmente ingovernabili», arrivando addirittura a proporre che le bandiere dei Paesi non in regola con i conti pubblici venissero esposte a mezz’asta davanti ai palazzi di Bruxelles (scusandosi poi per «l’idea non convenzionale»). Dovrà anche cercare di imparare meglio l’inglese: nonostante abbia vinto il poco ambito premio per il “Distruttore della lingua tedesca 2005” a causa di una sua dichiarazione rispetto all’uso della lingua tedesca ormai come lingua della famiglia e del tempo libero, la sua padronanza di quella che considera la lingua del lavoro sfiora l’incomprensibile (e il ridicolo, vista la satira prodotta dopo un suo intervento ad una conferenza).

L' Autore - Daniele Marchi

Studente presso l'Università di Torino, laureato a Trento in Studi Internazionali con una tesi su Alexander Langer ed il suo progetto per un corpo civile di pace europeo. Sono volontario di Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace, con cui ho partecipato al progetto in Colombia, presso la Comunità di Pace di San Josè de Apartadò. Mi occupo di risoluzione pacifica dei conflitti, confidando che un giorno l'Unione Europea diventi potenza di pace.

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