mercoledì , 15 agosto 2018
18comix

Bilancio: la plenaria discute la riforma delle risorse dell’UE

Mercoledì 16 aprile il Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria, è tornato ad affrontare il tema delle risorse proprie dell’UE. Quest’ultimo rappresenta un argomento sempre più delicato in vista delle imminenti elezioni di maggio.

Attualmente l’Unione Europea si basa su tre tipi di risorse: quelle proprie tradizionali (RPT), consistenti principalmente in dazi doganali percepiti sulle importazioni di prodotti provenienti dai Paesi terzi, l’entrata basata sull’IVA, che è un tasso percentuale uniforme applicato alla base imponibile IVA armonizzata di ciascun Stato membro, e la risorsa basata sul reddito nazionale lordo (RNL), che è un tasso percentuale uniforme (0,73%) applicato al RNL di ogni Stato membro. Quest’ultima rappresenta i 2/3 delle entrate del bilancio dell’Unione Europea. Vi sono poi altre entrate, quali le imposte sul reddito pagate dal personale dell’Unione, i contributi versati da Paesi terzi a taluni programmi dell’UE e le ammende comminate alle imprese che violano le regole di concorrenza o altre norme.

Nel dibattito di mercoledì, l’emiciclo di Strasburgo ha discusso sulla base della relazione presentata dai due eurodeputati Anne Jensen e Jean Luc Dehaene. Il Consiglio ha elaborato un progetto che prevede di ridurre i contributi nazionali dei Paesi membri al bilancio dell’UE. In particolare, si insiste sulla necessità di ridurre dal 64% al 40% il contributo del RNL al totale delle entrate, sostituendolo con risorse proprie.

Alain Lamassoure, che ha sostituito il relatore Dehaene, ha ammesso che il sistema europeo di reperimento delle risorse è iniquo e penalizza i Paesi più poveri. Stessa posizione ribadita dalla co-relatrice Anne Jensen, che auspica l’avvento di un meccanismo equo e trasparente. Secondo la deputata danese, il PE non è riuscito in questa legislatura a cambiare questo sistema, anche perché ha un potere residuale rispetto al Consiglio.

La Jensen confida nell’operato del Gruppo di Alto Livello in vista della prossima legislatura. Questo gruppo è stata costituito a fine febbraio di quest’anno. È presieduto dall’ex premier italiano Mario Monti, coadiuvato da alcuni membri del PE, tra cui Guy Verhosfadt (ex premier belga e leader dell’ALDE), membri della Commissione e del Consiglio. Si occupa di studiare nuove formule per finanziare il bilancio europeo, senza ottenere ulteriore denaro dagli Stati membri. Nel corso del dibattito parlamentare diversi deputati hanno seguito la linea della Jensen, auspicando che questo gruppo riesca, entro il 2016, a proporre obiettivi su come modernizzare le modalità di finanziamento del prossimo bilancio di lungo periodo dell’UE.

Alla plenaria di Strasburgo hanno partecipato anche i rappresentanti di Commissione e Consiglio dell’Unione Europea. Quest’ultimo, per voce del greco Dimitrios Kourkolas, ha dichiarato di aver realizzato una proposta legislativa per adeguare il sistema delle risorse proprie al Trattato di Lisbona e al QFP (Quadro finanziario pluriennale), invitando il PE a votarlo. Lewandowski, Commissario alla Programmazione finanziaria e al Bilancio, ha affermato: “Spero che il Parlamento Europeo voti questo pacchetto legislativo entro la fine del mandato, in modo che la ratifica possa partire già quest’anno”.

I parlamentari europei, tra cui lo spagnolo Salvador Galliga, hanno espresso il loro dispiacere per non poter incidere più di tanto sul tema delle risorse proprie. “Noi vogliamo essere più partecipi della responsabilità di spesa dell’UE. Senza questa responsabilità l’Unione Europea non progredirà” ha affermato l’eurodeputato. Non sono mancate le critiche verso l’azione del Consiglio: la tedesca Jutta Haug ha dichiarato che già nel 2011 il PE presentò una relazione per chiedere una modifica sul sistema delle risorse proprie. “Il Consiglio lo ha bloccato e non ha fatto riforme. Fa finta di essere un’istituzione comunitaria, ma in realtà sono egoisti che pensano solo ai loro interessi nazionali”, afferma la Haug.

Alla fine del dibattito parlamentare sia Lewandowski che Kourkoulas hanno ammesso che il sistema non è perfetto, nonostante il pacchetto di riforme che è stato presentato. Il Consiglio ha preso atto delle proposte e delle osservazioni scaturite dalla discussione. Sarà proprio il gruppo presieduto da Mario Monti che dovrà studiare nuove formule per migliorare e modernizzare il sistema delle risorse dell’Unione Europea.

In foto l’aula che ospita la plenaria del Parlamento Europeo (© CherryX – Wikimedia Commons) 

L' Autore - Luca Rosati

Laureato triennale in Scienze Politiche- indirizzo economico presso l'Università degli Studi di Torino. Appassionato di tutto ciò che concerne la politica e la storia. Attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze del governo, sono felice di portare il mio contribuito per questa rivista.

Check Also

Kosovo: il problema del jihadismo

di Edoardo Corradi e Francesco Pagano Il contrasto al jihadismo e all’estremismo violento islamico è …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *