giovedì , 16 agosto 2018
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Le Pen vs Le Pen, Francia: il bivio del Front National

Il Front National è una forza controversa, che propugna alcuni ideali riconducibili alla tradizione gaullista estrema, ed altri orientati ad una visione di un futuro migliore, in cui la Francia tornerà ad essere protagonista, contro l’Europa dell’austerità e delle liberalizzazioni selvagge, viste come la prima causa del declino della potenza industriale francese. Non stupisce pertanto il fatto che il FN sia una (se non “la” in alcune zone) delle formazioni politiche più votate dagli operai delle industrie francesi, vittime da anni della crisi economica, per far fronte alla quale servirebbero quelle riforme strutturali che né la sinistra, né l’UMP sono riuscite finora ad attuare.

Eppure il FN sconta un difetto strutturale: non vi è alcun dubbio finora, sul fatto che si tratti del partito della famiglia Le Pen, malgrado la sua creazione sia derivata più che altro dalla decisione di una forza politica di estrema destra degli anni settanta. Era Ordine Nuovo, nata affinché tutte le forze di estrema destra potessero coalizzarsi. Attualmente il presidente del partito è la sua figlia più piccola, Marine, ma Jean-Marie ha conservato la carica di presidente onorario. Jean-Marie propone uno Stato forte, in cui le minoranze non sono bene accette, in quanto minano la coesione nazionale. Nemmeno quella ebraica fa eccezione. Attaccare gli ebrei francesi significa in primis attaccare una delle minoranze più organizzate e influenti dell’intero Paese, il cui potere può essere desunto anche da un breve esame della legislazione: la Francia ha inserito nel suo codice penale l’infrazione specifica di negazione dell’olocausto (e l’Europa spinge in questa direzione vista la recente entrata in vigore della decisione quadro 2008/913/GAI).

Facile comprendere come nel suo sforzo di opporsi in ogni modo al politically correct (trait-d’union che lega sia gauche che droite francesi), Jean-Marie si diverta sovente a provocare l’opinione pubblica con quelle che lui considera delle battute innocenti. L’ultima in ordine cronologico risale ad inizio giugno 2014: ha realizzato un elenco degli artisti detrattori del FN sostenendo che con questi ultimi si sarebbe dovuto fare una fournée (un’infornata). Peccato che tra questi ci fosse il cantante Patrick Bruel, ebreo.

A sorprendere maggiormente, però, sono state le parole della figlia Marine al quotidiano Le Figaro, l’otto giugno, in cui – sia pur proteggendo il padre e cercando di minimizzare, come sempre, le sue uscite poco felici – ha affermato chiaramente che il FN condanna da sempre l’antisemitismo. Il fatto che suo padre non avesse considerato le possibili dietrologie sulla sua frase resta comunque un errore politico.

Ma l’affaire non si è chiuso qui: normalmente J-M realizza un video alla settimana, che posta sul sito ufficiale del Front National, in cui commenta l’attualità politica. Da questa settimana è stato impedito al presidente onorario di postare altri suoi video, senza che sua figlia lo avvertisse esplicitamente. Tra i due è sceso il gelo: Jean-Marie non tollera questo affronto. Sembra che i due non comunichino più direttamente da domenica scorsa e che qualora lui si rivolga a lei nelle comunicazioni pubbliche, le dia del voi (in francese non esiste il Lei di cortesia). L’11 giugno, come già annunciato a Le Monde, Le Pen padre ha inviato una lettera aperta alla figlia che è stata pubblicata sul sito ufficiale del partito solo venerdì 13 giugno.

La stampa francese non ha esitato a definirla come una lettre au vitriol (una lettera velenosa) con tanto di frase epigrafica dedicata alla “signora figlia”: hodie mihi, cras tibi (oggi a me, domani a te). J-M deplora la decisione di interrompere la sua rubrica che ha condotto per 366 settimane senza nessun incidente degno di nota e di prestare troppo ascolto agli oppositori e agli “utili idioti” interni al partito. Con questa espressione sembra riferirsi, tra gli altri, a Louis Aliot, compagno di Marine, vicepresidente che in più di un’occasione ha mostrato insofferenza nei confronti del suocero in pectore. Papà Le Pen si è mostrato però disposto a riappacificarsi: nella lettera chiarisce che considererà l’incidente chiuso qualora Marine dovesse permettergli di fare ancora il v-logger del FN. Vedremo se Marine coglierà l’occasione per disfarsi dell’ingombrante figura paterna o per rendere ancora più coeso lo schieramento tra vecchi e nuovi “frontisti”.

Photo: David Monniaux, 2007, www.flickr.com

L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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