venerdì , 23 febbraio 2018
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Podemos: la sfida radicale all’UE

“¿Cuàndo fue la última vez que votaste con ilusión?” È con questa frase provocatoria che si apriva il manifesto politico per le elezioni europee di un partito dal nome altrettanto provocatorio. Podemos, il cui titolo richiama un’ormai già storico slogan politico, che ha dato ispirazione e speranza alle voci che in tutto il mondo chiedevano novità e rinnovamento sociale dalla campagna “Yes, we can” di Obama in poi.

A portare questo nome e questo slogan coraggiosi è un partito spagnolo giovanissimo, nato il 27 gennaio 2014 per partecipare alle elezioni europee dello scorso maggio, che a sorpresa ha raggiunto l’8% dei voti in Spagna, piazzandosi come quarto partito a livello nazionali e terzo in numerose regioni, inclusa Madrid, riuscendo a eleggere 5 eurodeputati al Parlamento Europeo.

Il gruppo nasce ispirandosi al Movimento M-15, più noto come gli “Indignados”, e trae dalle istanze emerse negli ultimi anni dalla sinistra più popolare le sue linee guida e il suo programma politico. Il “Documento Final del Programa Colaboradivo” si basa su 6 parole chiave, che rappresentano altrettanti obiettivi da raggiungere o “recuperare”: l’economia, la libertà, l’uguaglianza, la fraternità, la sovranità e la terra. Al di là dei chiari rimandi storici, quello che risulta chiaro dall’impostazione dei discorsi e dai punti fermi della campagna è la volontà di un rinnovamento che loro stessi definiscono “semplice, ma profondo”: una rivalutazione, alla luce della crisi, delle basi su cui si reggono attualmente la politica e l’economia e di cui ci si fa forti nel tentativo di mantenere inutili privilegi e una dilagante corruzione.

Questo partito “contro la casta” porta al nuovo Parlamento Europeo proposte drastiche, ma chiare, coerenti con le istanze di cui si fanno difensori. Al primo posto, una riduzione degli orari di lavoro e dell’età a cui si accede alla pensione, compatibili con una nuova visione dell’economia, meno competitiva e maggiormente “redistributiva”, in un’ottica che metta al primo posto il benessere sociale. Dal punto di vista finanziario, le manovre necessarie sarebbero un controllo pubblico delle banche e l’inserimento, a livello europeo, della Tobin Tax, una proposta di legge che va a tassare la rendita delle azioni e quindi, si auspica, disincentiverà le speculazioni. Poi, dal punto di vista più europeo, l’introduzione di un reddito di cittadinanza e un referendum obbligatorio su tutti i temi importanti.

Al di là delle singole proposte, che saranno da confrontare anche con le idee della Sinistra Unitaria Europea, a cui il partito spagnolo ha scelto di aderire, il messaggio che il movimento prova a trasmettere è decisamente radicale. “Vogliamo decidere il modello economico nel quale […] vivere e sappiamo come farlo: con persone preparate e oneste”. Due dunque i propositi: quello di cambiare in modo profondo e sostanziale i meccanismi su cui si basa l’Europa attuale, già messi in discussione da una crisi che sembra più strutturale che contingente, e poi soprattutto un nuovo modo di affrontare la politica, in particolare a livello europeo.

Pablo Iglesias, guida del partito, che porta il nome di un importante concittadino, famoso sindacalista e attivista politico, non ha dubbi in merito e ha espresso a The Guardian, pochi giorni dopo le elezioni, la sua teoria in merito: “è compito dei cittadini fare la politica. Se i cittadini non si interessano del governo, lo faranno altri. E questo apre la strada a coloro che vorranno derubarci della democrazia, dei nostri diritti e dei nostri onesti guadagni.” Con quello che la testata britannica definisce un modo di esprimersi discreto e pacato, il giovane portavoce di questo neonato partito sta puntando a formare politici più preparati, che possano davvero rappresentare la popolazione e al tempo stesso far fronte alle sfide di un mondo sempre più complesso che richiede competenze e professionalità, creando al tempo stesso una classe politica più onesta, che parta innanzitutto da una cittadinanza più consapevole e partecipativa. 

“Quando è stata l’ultima volta che avete votato con entusiasmo?” Forse è venuto il momento per ognuno di noi di chiederselo.

 In foto Pablo Iglesias di Podemos (Foto: Podemos – www.facebook.com) 

L' Autore - Giulia Corino

Laureata triennale, sto proseguendo gli studi magistrali in Lettere Moderne e alla Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino. Sono appassionata di storia e culture del mondo antico e moderno.

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