venerdì , 17 agosto 2018
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Portogallo: ristrutturazione del debito senza austerità

“Onorevole e rispettabile”: così dovrà essere il processo che porterà alla ristrutturazione del debito pubblico portoghese secondo Manifesto 74, il movimento civico che racchiude varie istanze dell’intera società portoghese.

Per rispettare gli impegni europei, il Portogallo dovrà procedere a una nuova manovra finanziaria e a una ristrutturazione del suo debito. In vista di ciò, Manifesto 74 ha lanciato una petizione pubblica finalizzata a chiedere ai propri parlamentari un processo di ristrutturazione umano e trasparente, che non risponda esclusivamente alle esigenze dell’austerità, bensì a quelle del popolo.

La petizione, che per approdare in Parlamento aveva bisogno di almeno 4000 firme, ha raggiunto ad oggi circa 35.000 sottoscrizioni, fra le quali si contano quelle di 74 economisti stranieri e di diverse personalità della società politica ed economica portoghese come il costituzionalista Jorge Miranda, l’ex Ministro per gli affari europei Francisco Seixas da Costa e l’europarlamentare socialista portoghese Ana Gomes.

La petizione, intitolata “Ristrutturare il debito insostenibile promuovendo la crescita e rifiutando l’austerità”, prevede alcuni punti essenziali da tenere presenti nel cammino che porterà alla ristrutturazione del debito. Nello specifico, si chiede una significativa riduzione del tasso d’interesse medio sullo stock di debito, una proroga delle scadenze per il suo saldo a 40 o più anni e la ristrutturazione almeno della quota di debito che supera il 60% del prodotto interno lordo (PIL). Oltre a questi vincoli tecnici, Manifesto 74 e tutti i firmatari della petizione chiedono che l’assemblea legislativa portoghese dia avvio ad un processo parlamentare di audizione di personalità autorevoli e competenti nel campo dell’economia, a garanzia che il processo di ristrutturazione del debito del Portogallo vada a buon fine.

Il costituzionalista Jorge Miranda ha sostenuto l’importanza di innescare un dibattito pubblico sull’argomento che coinvolga l’intera società: con il tempo infatti, il problema del crescente debito pubblico portoghese sarà sempre più rilevante ed è necessario intervenire presto, prima che accada l’irreparabile.

La petizione vuole essere un modo per spingere il Parlamento a chiedere al governo di affrontare la questione della ristrutturazione del debito pubblico contratto dal Portogallo e di farlo in maniera differente rispetto a quanto accaduto finora in altre parti d’Europa. Niente carte segrete o ombre sul processo. I cittadini e le loro richieste dovranno essere al centro di questo cammino di ristrutturazione che dovrà essere portato avanti con competenza, serietà e sensibilità. Sovrano il popolo, non il debito.

Alcuni firmatari: Alfredo José de Sousa (ex difensore civio), Lidia Jorge (scrittrice), Pinto Ramalho (ex capo di Stato Maggiore dell’Esercito), Melo Gomes (ex capo di stato maggiore delle forze armate ), Gennaro Torgal (ex Vescovo delle Forze Armate), Eugenio da Fonseca (presidente di Caritas Portoghese), Pacheco Pereira (professore universitario).

In foto, Lisbona (© bill lapp / Flickr – 2009) 

L' Autore - Francesca De Santis

Laureata in Studi Europei presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, ho vissuto per sei mesi a Bruxelles nel quadro del progetto Erasmus. Questa esperienza è stata molto significativa ed ha alimentato ancora di più la mia passione per le questioni europee. Il mio percorso professionale si snoda nel campo della comunicazione: ho fatto diversi stage in Uffici Stampa, in particolare in quello della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Mi piace pensare all’Europa come opportunità per costruire una società più giusta per tutti. Sono molto felice di essere parte di questo meraviglioso progetto chiamato Europae.

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