mercoledì , 21 febbraio 2018
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PPE: Barnier si candida per la Commissione. E Hollande…

«Se sarò scelto dal Partito Popolare Europeo sono pronto ad impegnarmi». In un’intervista al quotidiano francese Le Figaro, il Commissario al mercato interno, il francese Michel Barnier, si è fatto avanti per la nomination dei Popolari alla presidenza della Commissione Europea. Non che il diretto interessato lo avesse mai negato, tutt’altro. Le intenzioni di Barnier di correre per la successione a Barroso erano note da tempo.

Nella sua intervista a Le Figaro, Barnier non ha nascosto le difficoltà cui è andato incontro l’esecutivo comunitario. «La gestione della crisi – ha ammesso – è stata negli ultimi anni lo scopo ultimo della Commissione, che il più delle volte ha dovuto agire senza libertà di manovra». Secondo Barnier le cose dovranno cambiare. L’Europa dovrà prendere l’iniziativa in settori quali la strategia industriale, la politica infrastrutturale, quella del mercato unico, della sicurezza e dell’immigrazione.  «Si tratta di aree – ha spiegato – in cui la Commissione deve individuare l’interesse europeo e agire come fattore di stimolo».

63enne, originario di un piccolo comune nei pressi di Grenoble, molto stimato a Bruxelles e all’Eliseo, Barnier ha dedicato la sua vita alla politica, occupandosi soprattutto di temi ambientali e integrazione europea. Eletto deputato a 27 anni, Barnier ha svolto ruoli di primo piano in patria e nelle istituzioni dell’Unione. Ministro dell’Ambiente nel 1993-95, ha guidato la delegazione francese nei negoziati per il Trattato di Amsterdam. Commissario alle politiche regionali della Commissione guidata da Romano Prodi (1999-2004), è tornato a Parigi come Ministro degli Esteri (2004-2005) e Ministro dell’Agricoltura (2007-2009), per poi venire eletto deputato al Parlamento Europeo nel 2009 ed essere ri-nominato Commissario con la pesante delega al mercato interno.

Nel curriculum di Barnier manca però l’esperienza come capo di governo. I suoi ultimi predecessori hanno entrambi guidato governi nazionali (Barroso è stato premier portoghese nei primi anni Duemila; Prodi, prima di arrivare a Bruxelles, capo del governo italiano nel 1996-98). Stesso discorso per i rivali più accreditati: Jean-Claude Juncker – che ha detto che non avrebbe rifiutato la candidatura del PPE – è stato primo ministro del Lussemburgo per oltre tre lustri e ha guidato a lungo l’Eurogruppo. Sono capi di governo in attività molti altri possibili candidati del PPE: Enda Kenny (Irlanda), Dalia Grybauskaite (Presidente lituana e Commissaria al bilancio nella Commissione Barroso I), Donald Tusk (Polonia) e Fredrik Reinfeldt (Svezia).

A Barnier manca inoltre il pieno sostegno del suo partito nazionale. Pur essendo un importante esponente dell’UMP (Union pour un Mouvement Populaire), il partito di centrodestra dell’ex presidente Nicholas Sarkozy, Barnier è stato accusato di avere posizioni troppo europeiste e federaliste per uno schieramento tradizionalmente a maggioranza gollista. La stessa attività di Barnier come Commissario lo ha visto più volte alleato della sinistra europea nei tentativi di regolare in modo più stringente i mercati finanziari.

Anche per questo, il Presidente francese François Hollande sembra intenzionato a sostenere la candidatura di Barnier alla guida della Commissione dall’interno del Consiglio Europeo.  Al di là della storia politica personale del Commissario, infatti, l’Eliseo vedrebbe molto positivamente un francese alla guida dell’esecutivo europeo – ancor più di un socialista tedesco… Barnier si è detto sicuro che il Presidente Hollande sosterrebbe la sua candidatura alla guida della Commissione proprio come Sarkozy aveva sostenuto quella di Dominique Strauss-Kahn alla guida del FMI.

Anche l’azionista di maggioranza del PPE, la Cancelliera Angela Merkel, preferirebbe Barnier a Juncker, con il quale ha un rapporto politico e personale non certo idilliaco. Le candidature della lituana Grybauskaite e dell’attuale Direttrice del FMI Christine Legarde sembrerebbero però le ipotesi più gradite della Cancelliera. Il Congresso di Dublino, che il 6-7 marzo dovrà nominare il candidato dei Popolari alla guida della Commissione, potrebbe prestarsi inoltre come palcoscenico per la possibile incoronazione del primo ministro irlandese Kenny. Gollista o europeista, ecologista o conservatore, regolatore o liberista che sia, la strada di Barnier verso la poltrona più importante di Berlaymont è tutt’altro che in discesa.

In foto, Michel Barnier al lancio del “Mese del Mercato Unico” lo scorso 23 settembre (© European Commission – 2013)

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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