venerdì , 23 febbraio 2018
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Renzi: le misure per crescita e semplificazione

Il governo forse non corre come aveva illustrato Matteo Renzi nelle sue prime giornate da premier, ma ieri ha proposto una serie di provvedimenti che, dalla riforma della Pubblica Amministrazione alle misure per favorire la crescita, mirano, nelle intenzioni dell’esecutivo, a scuotere la “palude” italiana. Ancora difficile tuttavia, in attesa di decreti e disegni di legge definitivi, ipotizzare la riuscita del progetto renziano. Nel suo complesso la manovra presentata ieri in Consiglio dei Ministri sembra in buona parte rispondere anche alla retorica ‘europea’ del premier.

Renzi si è infatti presentato, a Roma e Bruxelles, come colui che avrebbe scosso un sistema italiano bloccato e un’Europa eccessivamente concentrata sui vincoli di bilancio e poco sulla crescita. Solo poche settimane fa, la Commissione Europea aveva espresso un primo parere sulle intenzioni del governo italiano, con le Raccomandazioni nell’ambito del Semestre Europeo.

Fra gli otto punti sollevati da Bruxelles, due riguardavano l’operatività del piano di valutazione degli istituti scolastici e l’efficienza delle giustizia, come antidoto alla corruzione. Se il capitolo anticorruzione è stato ampiamente trattato dai provvedimenti governativi, anche scuola e giustizia non sono state dimenticate.

L’intervento sull’edilizia scolastica è stato un cavallo di battaglia di Renzi sin dalla campagna per le primarie: la proposta odierna è di escludere le spese in questo settore dal Patto di Stabilità interno, per i Comuni che ne abbiano fatto richiesta. L’esclusione delle spese dal Patto riguarda gli anni 2014 e 2015. Una misura che, secondo il governo, dovrebbe permettere interventi urgenti sulla sicurezza delle scuole italiane e rilanciare il volano dell’industria edile. Renzi ha annunciato che verrà pubblicato a breve l’elenco delle scuole in cui inizieranno i cantieri, per dimostrare che non si tratta di una mera politica degli annunci.

Per quanto riguarda la giustizia invece, non si tratta ancora della riforma complessiva promessa a suo tempo da Renzi, ma di un intervento specifico sulla giustizia civile, come richiesto dalla Commissione. Vengono infatti ventilate ‘misure per l’efficienza del processo civile telematico’. In attesa dei dettagli, si può immaginare che questo intervento sia indirizzato a semplificare il procedimento civile, introducendo strumenti telematici che lo rendano più lineare, per ridurne i tempi che spaventano i cittadini e le imprese italiane, così come potenziali investitori esteri.

Semplificazione è poi la parola chiave delle decisioni di ieri, volte a snellire la burocrazia e liberare l’economia italiana dai troppi vincoli. Non è un mistero che il governo Renzi abbia fatto della de-burocratizzazione dell’Italia uno dei motori del suo progetto di crescita promosso in Europa. Si segnalano a questo proposito la riduzione del 50% dei contributi delle imprese alle Camere di Commercio, così come l’introduzione delle prime misure per la tanto pubblicizzata pre-compilazione della dichiarazione dei redditi, che dovrebbe liberare gli italiani da un onere burocratico particolarmente fastidioso.

Sono stati poi presentati altri interventi per la crescita, che svolgono un doppio ruolo nella missione europea di Renzi: contribuire a creare posti di lavoro e facilitare l’aumento del PIL, fatto di per sé positivo, ma fondamentale anche per il rispetto dei vincoli di bilancio europei. Si inseriscono in questo filone il taglio del 10% della bolletta energetica per le PMI, altra promessa lanciata mesi fa, e il bonus per investimenti in impianti e macchinari. Altre misure prospettate sono il rafforzamento dell’ACE (Aiuto Crescita Economica), che opera mediante una riduzione dell’imposizione fiscale sui redditi derivanti dal finanziamento con capitale di rischio, e gli incentivi per la quotazione in Borsa. Rimane ancora in dubbio invece l’azione a favore delle start-up innovative.

La parola d’ordine è competitività. Facilitare la vita di cittadini e imprese, ridurre i tempi della giustizia civile e alleggerire la bolletta elettrica delle PMI sono tutti provvedimenti che vanno in questa direzione. La vera sfida di Renzi sarà ora quella di far approvare tutte queste proposte da un Parlamento che ne ha già ritardato i grandiosi progetti di rapidità. Tutto questo anche per dimostrare in Europa che l’Italia si muove.

In foto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi con il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso (Foto: European Commission) 

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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