martedì , 20 febbraio 2018
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Renzi: riforma della PA e pieni poteri a Cantone

La riforma della Pubblica Amministrazione è stata varata dal Consiglio dei Ministri di ieri e, come si attendeva, comincia anche la rivoluzione nella lotta contro la corruzione. Mentre si attende la pubblicazione dei decreti, ecco per somme linee i provvedimenti adottati dal governo.

RIFORMA DELLA PA

Rispetto alla bozza di maggio, molti capitoli della riforma paiono ammorbiditi, mentre altri più critici come quello riguardante Motorizzazione, PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e Bollo Auto sono stati rimandati. Per quanto riguarda le Camere di Commercio, si è scelto di adottare un primo passo verso la loro riorganizzazione. In pratica in contributo che le aziende versano per iscriversi, depositare i bilanci e sbrigare altre pratiche non viene reso facoltativo, ma ridotto del 50%. Insomma, ingenti risparmi per le piccole-medie imprese ed un incentivo alle Camere di Commercio ad unirsi per creare economie di scala. L’ideale, secondo il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, sarebbe passare da una Camera di Commercio per Provincia ad una per ogni Regione.

Riguardo il personale della PA, viene abolita la formula del “trattenimento in servizio”, che ha permesso negli ultimi anni a numerosi magistrati, professori universitari e medici di rimanere al lavoro, nonostante il raggiungimento dei requisiti dell’età pensionistica. Si prospettano a breve migliaia di pensionamenti “forzati” e la liberazione di almeno 15.000 posti di lavoro per i giovani, pur con la deroga per i magistrati fino al 2015. Ovviamente parte delle nuove disponibilità ad assumere proverranno anche da un incentivo al part-time per il personale a cui mancano 5 anni a raggiungere l’età pensionistica. Riprende anche il turnover nella PA: aarà basato sui risparmi. Nel 2014 per esempio si potranno usare il 20% delle risorse risparmiate l’anno prima. La quota sale del 20% all’anno fino al 100% nel 2018.

Si prevede la mobilità obbligatoria entro i 50 km in caso di necessità di maggior personale in un’altra amministrazione, per una migliore organizzazione della macchina pubblica. Vengono poi tagliati del 50% i permessi sindacali per razionalizzare spese ed aumentare la produttività. Tagliati anche i compensi per l’avvocatura dello Stato ed aboliti i diritti di rogito per i segretari comunali.

Novità anche per la semplificazione del settore edile. Le SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) verranno uniformate in tutti comuni italiani. Infine, viene introdotta stretta sui dirigenti, che verranno assunti con contratti a tempo determinato di 3 anni, sottoposti ad attenta valutazione e spoil system. Grande attesa per l’articolo che dovrebbe vincolare ogni anno risparmi dell’1% della spesa pubblica.

PACCHETTO ANTICORRUZIONE

In attesa della riforma della giustizia di fine giugno in cui si dovrebbe incidere su prescrizione, falso in bilancio ed autoriciclaggio, il governo Renzi ha varato ieri un massiccio pacchetto anticorruzione. I poteri all’ANAC (Agenzia Nazionale Anti Corruzione) di Raffaele Cantone vengono rafforzati in modo ancora più grande di quello che si era immaginato. Innanzitutto sono stati nominati due uomini e due donne ad affiancarlo nel board. L’ANAC verrà dotata poi del potere di ispezione su tutti gli appalti pubblici, il commissariamento di quelli truccati e la possibilità di comminare sanzioni amministrative fino a 10.000 euro. Cantone passerà in rassegna tutti gli appalti dell’EXPO 2015 per verificare eventuali irregolarità.

Ma le vere ed inaspettate rivoluzioni sono due e vale la pena sottolinearle:

1) L’ANAC assorbirà l’Authority degli Appalti Pubblici e, di conseguenza, l’organico della nuova autorità anticorruzione passerà dai 26 membri attuali alle 300 persone entro fine anno. Verranno fuse le due banche dati e sarà messa a disposizione della nuova autorità una task force della Guardia di Finanza.

2) Alla nuova “Grande Anac” verranno trasmessi tutti i dati riguardanti le varianti d’opera di tutta Italia. In pratica, quando un’azienda corruttrice vince un appalto con ribassi sospetti, successivamente fa lievitare i costi attraverso varianti d’opera continue e costosissime. L’incentivo a presentare tali varianti crollerà dal momento che ognuna di essere andrà analizzata dall’ANAC.

Si attende il prossimo report sulla lotta alla corruzione della Commissione Europea. Molto probabilmente l’Italia verrà promossa. Soprattutto dopo la riforma della giustizia e la futura riforma degli appalti pubblici (da 600 a 200 articoli). In questo caso si può dire “ce lo chiede l’Europa e l’Italia risponde raddoppiando la posta in gioco”.

In foto Raffaele Cantone (Foto: veDro – www.flickr.com) 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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2 comments

  1. Ma tutto il restante personale appartenente a Società in house, Società cooperative per Azioni, Associazioni Regionali, Aziende Speciali, Infocamere, Cerved ecc. che fine faranno ???
    Queste sono Società i cui soci sono esclusivamente le Camere di Commercio.
    Questo personale di fatto svolge mansioni di competenza delle suddette Camere ma in maggioranza con contratto di lavoro “Multiservizi” (che equivale a caporalato di Stato).
    E’ conseguenziale che un numero di oltre tremila persone andrà tragicamente ad aumentare la platea dei disoccupati.

  2. ed i lavoratori esternalizzati ? sono centinaia in tutta Italia e se le Camere avranno meno risorse……. che ne sarà di loro?

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