Il premier romeno Victor Ponta a Satu Mare, lo scorso 25 ottobre (Foto: PSD, Flickr)
Il premier romeno Victor Ponta a Satu Mare, lo scorso 25 ottobre (Foto: PSD, Flickr)

Romania: presidenziali, Ponta è il grande favorito

Domenica 2 novembre i romeni saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente della Romania, che rimarrà in carica per i prossimi cinque anni. Potranno scegliere tra quattordici candidati: due sono espressione di alleanze, otto di singoli partiti e quattro sono candidati indipendenti. La carica di Presidente è al momento ricoperta dall’inaffondabile Traian Basescu, a palazzo Cotroceni da ormai dieci anni, che suo malgrado non potrà correre per un terzo mandato.

Secondo i sondaggi, la vera battaglia sarà al ballottaggio, previsto per il 16 novembre: se, come sembra probabile, nessuno dei candidati otterrà il 50% più uno dei voti al primo turno, si andrà al secondo turno, dove l’attuale premier Victor Ponta, certo del proprio vantaggio, se la giocherà con uno degli sfidanti.

In queste ultime settimane la campagna elettorale prosegue senza sosta in tutto il Paese. Mentre le notizie che occupano le prime pagine dei giornali sono gli scioperi sindacali e i casi di corruzione di politici, il clima è teso e avvelenato, costellato da polemiche, populismo e irreali proposte economiche contro la crisi. Come se non bastasse, l’ombra dei servizi segreti aleggia sulla campagna e sul ruolo dei mezzi di comunicazione, la cui credibilità è in caduta libera.

Il premier uscente Victor Ponta (Partito Socialdemocratico, centro-sinistra) è in carica dal 2012, ha promesso ai romeni l’aumento di stipendi e pensioni e prospetta una Grande Unione con la Repubblica Moldova. Nei suoi comizi ha più volte affermato che è necessaria una stretta collaborazione tra governo e presidenza della Repubblica, ma la lotta personale con il Presidente Basescu dura da anni ed è stata una costante di tutto il suo mandato come premier. Certo di approdare al secondo turno, il premier ha rilasciato dichiarazioni risultate particolarmente irritanti agli occhi di molti cittadini. Del resto i principali sondaggi danno al momento una ragionevole sicurezza di arrivare al ballottaggio.

La battaglia più interessante sarà quella tra i candidati di centro-destra, che cercheranno di evitare la dispersione dei voti. I partiti liberali e di destra non sono infatti riusciti ad esprimere un unico candidato, in mancanza di un vero erede politico di Basescu. In un panorama di grande frammentazione chi sembra avere più possibilità di successo è il liberale Klaus Werner Iohannis (Partito Nazional Liberale, centro-destra), di origine tedesca e sindaco di Sibiu da più di un decennio. Iohannis ha promosso fortemente l’immagine di Sibiu (Capitale Europea della Cultura nel 2007) immettendola nel circuito del turismo europeo. Ha dalla sua le credenziali di buon amministratore, ma la sua popolarità è in calo dopo uno scandalo sulla compravendita di alcune abitazioni.

Nel corso della campagna elettorale ha dichiarato di aspirare a trasformare la Romania in “un Paese delle cose ben fatte, un Paese occidentale i cui cittadini si sentano rispettati e degni”. Ha ribadito la sua piena convinzione nelle istituzioni democratiche, nel ruolo della legge e della politica. Iohannis ha fiducia nella vittoria e sostiene di lottare non per sé, ma “per il popolo e la Nazione” e chiede agli elettori di avere fiducia in lui per creare una nuova Romania.

Il liberale Calin Popescu-Tariceanu, attuale Presidente del Senato, ha iniziato la sua campagna elettorale attaccando duramente Basescu e i “suoi” candidati, Macovei e Udrea, proponendosi come unica alternativa nel campo del del centro-destra. Monica Macovei è una candidata indipendente, ex-ministro della Giustizia e artefice di molte riforme nel momento critico in cui la corruzione dilagante stava mettendo a rischio l’adesione della Romania all’UE. “Mi sono candidata perché il mio Paese combatte ancora con la corruzione e la crisi economica”, ha dichiarato.

Elena Udrea, ex-ministro del Turismo, afferma che tra le sue priorità economiche ci sarà l’industrializzazione di Mehedinti e di altre regioni del Paese. Udrea promette riforme nella sanità, nelle infrastrutture e nello sport, presentandosi come la Presidente che guiderà il Paese in una nuova era. Promette inoltre di essere un “Presidente arbitro” e sostiene un Parlamento unicamerale.

I sondaggi preelettorali confermano che Victor Ponta si attesta intorno al 40% delle preferenze, mentre il suo principale sfidante, Iohannis, tra il 20% e il 30%. Gli scenari del possibile ballottaggio danno il premier Ponta sempre vincente, con percentuali diverse a seconda dell’ipotetico sfidante: Ponta contro Iohannis 55% a 45%, Ponta contro Tariceanu 61% a 39% e Ponta contro Udrea 73% a 27%.

L' Autore - Federica Dadone

Lureata magistrale in Scienze Internazionali - China, India & Middle East presso l'Università degli Studi di Torino. Sono stata vicepresidente della ONLUS Nema Frontiera, che lavorava in Bosnia nel settore del sostegno all'istruzione ed all'attivismo giovanile. Il mio percorso di studi si è concentrato sui Balcani, sul ruolo dei media e degli organismi internazionali nelle guerre degli anni '90. Ho vissuto per un anno a New York dove ho lavorato per una Fondazione culturale.

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