domenica , 25 febbraio 2018
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Romania: in calo fiducia verso politica e UE

Il quotidiano rumeno Adevarul ha reso pubblico il risultato del sondaggio dell’agenzia Inscop, avente ad oggetto le preferenze riguardo il miglior capo di stato della Romania dal 1967 ad oggi. Con un campione composto da 1.055 persone, il 24,7% degli intervistati ha eletto miglior Presidente rumeno Nicolae Ceausescu, seguito da Ion Iliescu (nominato dal 19,1%). Pochissimi i consensi per l’attuale Presidente della Repubblica Traian Basescu, che ha ricevuto solo la modesta percentuale del 14,2% dei consensi. E’ paradossale pensare che la scelta ricada proprio sul “Conducator”, colpevole di genocidio, crimini contro lo Stato e fautore del tracollo dell’economia nazionale. La sua dittatura fu contrassegnata dalla compressione dei diritti umani e dal progressivo impoverimento della popolazione, ridotta alla fame e agli stenti tanto da essere privata anche dei beni di prima necessità.

In realtà, come spiega anche  il coordinatore dell’agenzia  Inscop, Darie Cristea, il risultato del sondaggio non deve essere interpretato come un endorsement  per l’ex dittatore rumeno, ma come un segnale del forte malcontento popolare nei confronti della classe politica attuale, sempre più compromessa da scandali e corruzione. Considerare Ceausescu il male minore è la riprova che il ventennio post regime non è stato proficuo per la Romania: in tale lasso temporale, il Paese non ha avuto legislazioni stabili ed è rimasto ancorato ai retaggi della dittatura comunista.

Nonostante l’ingresso nell’Unione Europea il 1 gennaio 2007 abbia permesso un’effettiva emancipazione della Repubblica rumena, i cittadini sono per la maggior parte disillusi e diffidenti nei confronti della politica e delle istituzioni. Le misure di austerità richieste dal FMI e dall’UE, i tagli degli stipendi pubblici del 25% e un PIL pro capite inferiore a 6.000 euro hanno favorito un clima di sfiducia, che si sta trasformando in movimento euroscettico.

Oltre a questo, il sondaggio può avere un secondo significato, connesso all’effettivo declino di popolarità dell’attuale Presidente della Repubblica in carica, Traian Basescu. Eletto per la prima volta nel 2004, la sua carriera politica è stata perlopiù contrassegnata da scandali politici e tentativi di impeachment, per aver violato i principi della Costituzione rumena. Nonostante il referendum del 2012 abbia espresso la volontà dei cittadini di destituire Basescu dalla sua carica, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il verdetto popolare per non aver raggiunto il quorum  necessario del 50+1 %, ma solo del  46%.

Basescu, che rimarrà in carica fino al 2014, si definisce un europeista convinto, molto più vicino a Bruxelles che a Mosca, e preme per una maggiore indipendenza dalle forniture di gas e petrolio russi mediante una costruzione di un gasdotto che possa rifornire i Paesi europei tramite lo sfruttamento dei giacimenti presenti nel Mar Nero. Durante gli anni della sua presidenza ha emanato rigorose misure di austerità, necessarie allo stanziamento di aiuti internazionali da 5 miliardi di euro, indispensabili per salvare la Romania dalla bancarotta. Elemento non trascurabile se si considera che tali misure hanno compresso di molto la fragile economia rumena.

Attanagliata dalle crisi politiche, da una pubblica amministrazione poco efficiente e da un’economia senza crescita, la Romania è il Paese più povero dell’Unione Europa, sebbene alla vigilia dell’ingresso avesse registrato un notevole e veloce incremento del PIL pro capite. Nonostante le elezioni europee dello scorso 25 maggio, abbiano registrato un’affluenza alle urne pari al 37%, tale da far credere che la fiducia nei confronti dell’Europa non fosse del tutto scomparsa tra i cittadini rumeni, lo scenario è ben diverso. Certamente l’immagine del Presidente Basescu non ha contribuito ad alimentare la fiducia nei confronti della politica, anzi, ha favorito la nascita un forte senso di malcontento.

In ogni modo, il sondaggio di Inscop, anche se non può essere certamente utilizzato come un dato ufficiale, dimostra che per una larga parte della popolazione rumena l’ordine e il rigore del regime comunista diano meno incertezza rispetto alle istituzioni attuali, tanto da far provare nostalgia per un Presidente come Ceausescu.

In foto il Presidente Basescu insieme al Presidente eletto della Commissione Europea Jean Claude Juncker (Council of the European Union, 2014)

L' Autore - Gaia Santori

Laureata in giurisprudenza presso l'università di Roma tre nel Maggio 2013, ho vinto una borsa di studio Erasmus per l'intero anno accademico 2010/2011 presso l'Univerità di Santiago de Compostela. Dall 'Agosto 2013 fino ad ottobre dello stesso anno ho frequentato un corso di perfezionamento dell'inglese giuridico ed economico a Boston. Le mie passioni sono il diritto internazionale,il diritto privato comparato e la geopolitica. Orgogliosa di far parte della redazione di Europae.

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