martedì , 21 agosto 2018
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Schulz e l’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo

L’11 e 12 aprile si è svolta, a Bruxelles, la nona sessione plenaria dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (AP-UpM). L’Assemblea rappresenta la diramazione parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (UpM), la partnership di cooperazione instaurata nel Mediterraneo con l’obiettivo formale di promuovere benessere, pace, democrazia e cooperazione nella regione. L’AP-UpM è formata dalle delegazioni parlamentari dei 27 Stati membri dell’Unione Europea, di cinque Paesi rivieraschi europei (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Principato di Monaco e Montenegro), del Parlamento Europeo (PE) e di 11 Paesi partner mediterranei (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Mauritania, Palestina, Siria, Tunisia e Turchia).

apupmL’Assemblea è stata creata nell’ambito del Processo di Barcellona, che prevedeva esplicitamente, nel programma di lavoro annesso alla Dichiarazione finale, l’istituzione di un dialogo parlamentare permanente tra i parlamenti delle due sponde del Mediterraneo. La sua istituzione è avvenuta nel dicembre 2003 in Italia, a Napoli, durante il semestre di Presidenza italiana dell’UE. Per il periodo marzo 2012 – marzo 2013 è stata presieduta da Martin Schulz, attuale Presidente del PE. Per il periodo in corso, invece, la presidenza dell’AP-UpM è toccata alla Giordania, per la durata di un anno.

Il Presidente del PE, nel discorso che ha aperto la giornata di plenaria del 12 aprile, ha anzitutto ricordato ai presenti che la domenica precedente, a Marsiglia, si è svolta su sua iniziativa la riunione dei Presidenti dei Parlamenti degli Stati membri dell’UpM. Dalla dichiarazione adottata all’unanimità alla fine del meeting è emersa la sensazione, propria sia del Nord che del Sud del Mediterraneo, della necessità di una migliore collaborazione.

Gli elementi fondamentali sui quali si concentra la dichiarazione del 7 aprile e sui quali, secondo detta dichiarazione, dovrà focalizzarsi il lavoro nel prossimo futuro sono la transizione democratica in senso parlamentare degli Stati arabi, i diritti della società civile, la parità nei rapporti di partnership, il ruolo delle autorità locali e regionali e l’importanza di accrescere la visibilità dell’UpM attraverso progetti concreti, per i quali a loro volta sono necessari investimenti da parte dei governi. I parlamenti chiedono inoltre l’istituzione di un’area euro-mediterranea nei campi della formazione professionale, dell’istruzione superiore, della scienza e della ricerca, nonché l’affermazione del valore della dignità umana, dei diritti fondamentali e della parità di genere. Per quanto riguarda la sicurezza, i parlamenti hanno sottolineato la necessità di rilanciare i negoziati di pace in Medio Oriente e di un impegno di tutti i Paesi dell’UpM per promuovere pace e stabilità nell’area sahelo-sahariana.

Il discorso di Schulz, che ha concluso il suo anno di presidenza dell’assemblea euro-mediterranea, si è concentrato sulla crisi economica che affligge la stessa UE. Ribadendo che l’austerity non è la strada giusta per uscire dallo stallo attuale, Schulz ha sottolineato l’importanza di puntare su politiche che incoraggino gli investimenti e la crescita. Il riferimento alla crisi in Europa è servito per effettuare un paragone con la situazione della cooperazione euro-mediterranea: in tale ambito alcuni si dimostrano restii a fornire le risorse finanziarie necessarie per far fronte delle sfide che coinvolgono l’intera regione, mentre altri si mostrano più ambiziosi a riguardo. Secondo Schulz è essenziale che i parlamenti coinvolti facciano pressione sui rispettivi governi e sull’opinione pubblica per sensibilizzare sulla necessità di aumentare le risorse attualmente messe a disposizione dagli Stati per il partenariato euro-mediterraneo.

Alla fine, Schulz suggerisce due strade principali da intraprendere per raggiungere gli obiettivi prospettati. La prima via consiste nel focalizzarsi sui progetti elaborati dal Segretariato dell’UpM e, a tal fine, rafforzare le relazioni e i contatti dell’Assemblea con detto Segretariato. La seconda strada è quella del potenziamento del dibattito interno all’Assemblea, che dovrebbe concentrarsi sulla discussione dei progetti concreti delle commissioni interne.

Tra le commissioni, sono state menzionate nel discorso, assieme ai rispettivi progetti, la Commissione politica, di sicurezza e dei diritti umani, quella per i diritti delle donne nel Mediterraneo e la Commissione per l’energia, l’ambiente e l’acqua. Una delle questioni concrete portate all’attenzione è stata la partecipazione politica delle donne in una fase di transizione democratica come quella che i Paesi arabi stanno attraversando. Particolarmente importanti per Schulz sono, inoltre, i progetti di sensibilizzazione ecologica “Let’s do it!” e “Eco-Villages”, sostenuti dalla Commissione energia.

L' Autore - Anna Malandrino

Laureata in Scienze Internazionali e diplomatiche, attualmente dottoranda borsista in Diritti e Istituzioni presso l'Università di Torino con progetto di ricerca sul management pubblico nella fornitura di servizi sanitari. Ho lavorato come formatrice specializzata sull'Unione Europea presso il Punto Europa di Forlì e ho partecipato come relatrice al 13mo Mediterranean Research Meeting, presso il Centro di Studi Avanzati Robert Schuman dell'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze), e alla Student Conference "Reckoning with the past in post-dictatorial societies", presso l'Università di Bucarest

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