giovedì , 22 febbraio 2018
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In foto, Federica Mogherini e Hashim Thaci © European Union | Council of the EU 2014

Serbia, sfiorata la crisi diplomatica con Tirana

Sempre più tesi i rapporti fra Albania e Serbia. Dopo il polverone sollevato dalle dichiarazioni di Rama a proposito di una futura unificazione fra Kosovo e Albania, sembra profilarsi all’orizzonte il rischio di una crisi diplomatica fra i due Paesi.

L’ultimo motivo di tensione fra Tirana e Belgrado è una possibile visita di Hashim Thaci, Vice Premier e Ministro degli esteri di Pristina, in Serbia alla fine di questo mese. Il fatto, quasi ironico, è che Thaci è stato invitato per partecipare ad una conferenza il cui obiettivo è proprio quello di capire come migliorare i rapporti fra gli Stati dei Balcani. L’evento, intitolato “L’integrazione europea dei Balcani occidentali: insieme possiamo fare meglio” è stato ideato da un’organizzazione non governativa chiamata Omladinski Odbor za Obrazovanje. Questa aveva invitato come relatori i Ministri degli esteri di Serbia, Macedonia, Bosnia Erzegovina e Kosovo, ovvero Hashim Thaci, e rappresentanti della delegazione dell’Unione Europea in Serbia. Tra i temi “caldi” che dovevano essere discussi: le relazioni fra Pristina e Belgrado, i problemi bosniaci e i progressi della Macedonia. Secondo gli organizzatori, Thaci aveva già confermato la propria presenza, così come l’Ambasciatore britannico Denis Keefe e i deputati dell’opposizione serba Borisslav Stefanovic e Dejan Radenkovic.

Thaci rischia l’arresto perché nel 1997 è stato condannato dalla Serbia per terrorismo: negli anni ’90 Thaci era un leader dell’Uck, l’esercito di liberazione kosovaro. Il Ministro kosovaro da allora non è più entrato in Serbia, ma il mandato d’arresto è ancora valido e il procuratore per i crimini di guerra Vladimir Vukicevic ha affermato che non esiterà ad assicurarlo alla giustizia.

Nel frattempo l’ONG organizzatrice si è trovata di fronte a forti pressioni politiche, tali da portarla a comunicare il 20 aprile il ritiro dell’invito ai Ministri degli Esteri. Sul sito di Omladinski Odbor za Obrazovanje si legge infatti un comunicato in cui si denunciano non solo forti pressioni, ma anche minacce da parte di altre organizzazioni e di singoli individui. Il comunicato continua poi affermando che la conferenza avrà comunque luogo, pur rammaricandosi che i Balcani non siano ancora pronti per un confronto aperto e sincero. A riguardo, il Vice Primo Ministro serbo Dacic ha dichiarato “Io rispetto il lavoro delle diverse istituzioni, delle organizzazioni non governative, del mondo accademico, ma tutto questo influenza la politica statale della Serbia e non può essere fatto senza alcuna consultazione con il Governo”.

È triste che un evento culturale con un obiettivo ambizioso sia stato costretto a ridimensionarsi: una sconfitta per la società civile serba e sicuramente una figuraccia a livello europeo. L’incidente diplomatico, infatti, era arrivato fino a Bruxelles che per voce di Maja Kocijancic, portavoce dell’Alto rappresentante Federica Mogherini, ha ricordato che “ci sono uffici di collegamento che hanno l’obiettivo di facilitare le visite: l’UE non ha un ruolo specifico in tali procedure”, ma si aspetta che “vengano sempre seguite le procedure previste dagli accordi siglati tra Serbia e Kosovo” per quanto riguarda le visite bilaterali. Questa volta, a causa delle pressioni sugli organizzatori dell’evento, non sarà necessario usufruire degli uffici di collegamento per organizzare l’arrivo di Ministri stranieri.

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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2 comments

  1. geppolindoferretti

    Questa organizzazione OOO è ignota ai più. Non si capisce come degli sconosciuti abbiano potuto invitare un ministro degli esteri in carica, e soprattutto questi li abbia presi sul serio, scatenando una eventuale crisi diplomatica. Gli altri ministri degli esteri invitati (Serbia, Bosnia, Macedonia) ovviamente non hanno confermato. Sembra la tempesta in un bicchier d’acqua scatenata ad arte.

  2. Ma che bello! Sorridendo dare la mano ad un rappresentante di “stato” mafioso e traficante di organi umani!
    Miserevole!

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