martedì , 14 agosto 2018
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Il premier Cerar, a destra, con Jean Claude Juncker © European Commission, 2014

Slovenia: crisi di governo per il premier Cerar

Un programma di privatizzazione, due dossier e una tesi copiata stanno facendo tremare il governo del Primo Ministro Miroslav Cerar, in Slovenia.

La privatizzazione di Telekom Slovenjia

In Slovenia da mesi si è fatta più accesa la discussione sul programma di privatizzazione lanciato nel 2013. L’ultima azienda pubblica che sta per essere venduta è la Telekom Slovenjia, compagnia telefonica statale. Appena due mesi fa gli oppositori alla privatizzazione avevano lanciato una campagna firme di protesta, ben presto seguita da una raccolta firme di chi, invece, è a favore del programma. In molti sostengono non sia più necessario “svendere” le aziende slovene: infatti il Paese è tornato a crescere e sembra essersi lasciato ormai alle spalle il periodo peggiore. Fra i sostenitori di quest’ultima tesi si riconosce uno dei partiti al governo, il partito Social-Democratico, di cui fa parte il Ministro della Difesa Janko Veber.

In seguito ad un’ispezione a sorpresa guidata da Matej Tonin, esponente del partito d’opposizione Nuova Slovenia, si è scoperto che proprio Veber ha ordinato ai servizi segreti di analizzare il processo di privatizzazione di Telekom. Il fatto che il Primo Ministro non ne fosse informato e che, soprattutto, un’agenzia militare andasse a intromettersi in affari civili, ha scatenato numerose polemiche.

I due dossier

Janko Veber ha giustificato il suo operato affermando di voler appurare le conseguenze per la difesa di una privatizzazione di Telekom, in particolare se essa finisse in mano straniera. Ovviamente, questa argomentazione ha dato luogo ad ulteriori polemiche: quanto è facile, oggi, per i servizi segreti sfruttare Telekom per raccogliere dati sensibili? Telekom tutela la privacy dei propri utenti? Le intercettazioni sono sempre autorizzate legalmente?

Veber, in accordo con il Primo Ministro Cerar, ha allora reso pubblico il dossier redatto dall’intelligence. Eppure il rapporto non ha chiarito perché Veber non abbia chiesto l’autorizzazione al Primo Ministro: lo stesso documento non convince. Infatti presenta alcune anomalie: molte informazioni sembrano di seconda mano e riguardano soprattutto la situazione croata dopo la privatizzazione di Telco, ex azienda statale croata. Non solo, ma secondo alcuni il dossier risalirebbe ad un periodo precedente all’ordine di Veber di analizzare la Telekom.

La situazione del Ministro della Difesa andava peggiorando: solo il suo partito era rimasto unito nel difenderlo, mentre il Primo Ministro dichiarava di “dover esaminare più a fondo la questione, chiedendo anche pareri legali sulla legittimità dell’operato del Ministro”. Così, anche sotto pressione dell’opposizione, Veber ha ammesso l’esistenza di un secondo dossier,  classificato però come “documento di lavoro”. Qui si leggono diverse tesi, fra le quali sembra predominante quella secondo cui la vendita di Telekom non avrebbe ricadute negative in tema di sicurezza del Paese, anche se, essendo un documento non ultimato, manca una conclusione. Resta da chiedersi come Tonin potesse sospettare l’esistenza di questo secondo dossier: lo stesso Tonin ha dichiarato di aver ricevuto indicazioni da un informatore interno ai servizi segreti.

Crisi di governo in Slovenia?

Il Primo Ministro sloveno ha chiesto a Veber di dimettersi. Quest’ultimo ha però rifiutato, aggravando ulteriormente la crisi e aumentando la tensione fra i due partiti al governo. Il voto parlamentare sulla rimozione di Veber è previsto a giorni. Nel frattempo il 31 marzo Cerar si è visto costretto ad accettare le dimissioni di un altro Ministro, quello dell’istruzione Klavdija Markez, accusata di plagio della tesi universitaria. Markez aveva preso ufficialmente servizio da appena tre giorni, sostituendo Stanka Setnikar Cankar.

Secondo la legge Cerar ha meno di un mese per scegliere un nuovo Ministro dell’educazione o assegnare temporaneamente il portfolio ad un altro Ministro. Anche se la coalizione al governo era d’accordo nell’accettare le dimissioni di Markez, i motivi di scontro potrebbero sorgere sulla scelta del sostituto. Al rientro dalle vacanze pasquali, Cerar dovrà riuscire nel difficile compito di mantenere unita la coalizione e trovare il consenso necessario per sostituire i due Ministri. Anche se il Primo Ministro ha affermato che si aspetta che il partito Social-Democratico proponga un suo esponente per sostituire Veber, è anche possibile che l’SD in caso di approvazione della mozione contro Veber decida di uscire dalla coalizione di governo. In tal caso il partito di Cerar dovrà trovare non solo due nuovi Ministri, ma anche un nuovo partito con cui sostituire l’SD.

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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