martedì , 14 agosto 2018
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Spagna
Il premier spagnolo Mariano Rajoy (PP), del Partito Polare Europeo (Wikicommons)

Spagna: non solo Podemos. La Catalogna preoccupa Rajoy

Le elezioni amministrative in Spagna dello scorso 24 maggio hanno confermato i pronostici più ottimisti per i movimenti politici di Podemos e Ciudadanos, quest’ultimo diventato la terza forza a livello amministrativo, e segnato la fine del bipartitismo spagnolo, che ha caratterizzato la vita democratica del Paese dalla fine del franchismo. Sulla scia del “terremoto” politico delle elezioni europee nel 2014, la Spagna sta vivendo una stagione politica di rapido cambiamento rispetto al passato.

Il cambiamento a Madrid e a Barcellona

A Madrid è terminata l’egemonia del Partito popolare (Pp) del premier Mariano Rajoy, che governava la capitale da vent’anni. Manuela Carmena, nuovo Sindaco della capitale iberica, è espressione della coalizione “Ahora Madrid”, varata nel marzo scorso. A Barcellona non governano più gli indipendentisti catalani.

Ada Colau, della coalizione di gruppi e movimenti sociali di sinistra “Barcelona en Comú”, ha sconfitto “Convergència i Unió” (Convergenza e Unione) la federazione di partiti nazionalisti catalani del Presidente della Catalogna Artur Mas, nata nel 1978 e sciolta lo scorso 17 giugno. Nonostante sia risultata ancora la coalizione più votata alle amministrative, “Convergència i Unió” aveva perso circa 5,6 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2011. Il risultato ha obbligato gli indipendentisti catalani a riflettere su un rinnovamento dell’unione.

La Catalogna per l’indipendenza

Dopo il referendum simbolico dello scorso novembre (il famoso 9-N), Barcellona guarda ora alle elezioni regionali di settembre. Il 27 settembre gli elettori saranno infatti chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento catalano. Gli indipendentisti catalani hanno affermato che dichiareranno l’indipendenza della Catalogna se otterranno la maggioranza dei seggi in Parlamento.

Pep Guardiola, celebre ex allenatore del Barcellona e attuale tecnico del Bayern Monaco, sarà presente al 135° e ultimo posto della lista unitaria “Junts pel sí” (Insieme per il sì), la coalizione indipendentista che include anche il fronte liberal-democratico “Convergència Democràtica de Catalunya” – CDC (Convergenza Democratica di Catalogna) ed “Esquerra Repubblicana de Catalunya” – ERC (Sinistra Repubblicana di Catalogna), formazione politica di sinistra che sostiene l’indipendenza dei Paesi catalani. Guardiola ha già dichiarato che non lascerà mai il calcio e che, se eletto, non accetterà il seggio. La sua, ha dichiarato, è una “scelta di orgoglio e affetto” per la sua Catalogna.

Tra candidature simboliche e toni da scelta storica, il sodalizio tra Mas e Junqueras, i leader dei due partiti, preoccupa non poco Madrid e il governo di centrodestra di Rajoy, che ha confermato la linea di fermezza nei confronti delle velleità indipendentiste di Barcellona e dei catalani. Podemos e Ciudadanos, dal canto loro, stanno stringendo alleanze con i partiti di sinistra e i verdi e una loro affermazione potrebbe indebolire il fronte indipendentista a vantaggio di una battaglia politica di respiro nazionale ed europeo.

Todo cambia? Le preoccupazioni in Spagna e a Bruxelles

Il 2015 sarà ricordato come un anno di grande rinnovamento politico per la Spagna.  Un periodo di trasformazione che potrebbe continuare a settembre con le elezioni regionali e concludersi a novembre con le elezioni politiche nazionali. Bruxelles guarda a Madrid, in particolare agli indignati di Podemos che, all’indomani del successo alle amministrative, aveva dichiarato che “il processo del cambiamento è ora irreversibile”.

Nei palazzi delle istituzioni europee, così come a Berlino e in molte altre capitali dell’Unione, si auspica che il vento di cambiamento che spira in Spagna non porti a risultati simili a quelli che hanno portato Atene, nelle scorse settimane, a un passo dall’uscita dall’euro e dal default. Il premier spagnolo Rajoy, non a caso tra i più duri oppositori del nuovo corso tentato da Tsipras in Europa, si augura lo stesso.

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

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