martedì , 20 febbraio 2018
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Svendita della cittadinanza a Malta: l’opposizione del Parlamento europeo

Giovedì 16 gennaio il Parlamento Europeo ha votato, con 560 voti favorevoli, 22 contrari e 44 astenuti, una risoluzione non legislativa sulla svendita della cittadinanza europea. Questo tema è stato inserito al centro della discussione della plenaria visto che Malta intende cedere la cittadinanza nazionale, e di conseguenza europea, in cambio del versamento di denaro. Il governo di La Valletta ha approvato a novembre un provvedimento che consente ad un extra-comunitario di acquistare il passaporto in cambio di 650.000 euro. Il premier laburista, Joseph Muscat, ha dichiarato come questo provvedimento servirà ad attirare investitori e portare risorse al Paese.

A gestire la compravendita sarà un’azienda privata inglese: la Henley & Partners. Quest’ultima, vincitrice di un appalto pubblico, avrà il compito di vendere 1.800 passaporti e di far guadagnare all’isola, secondo alcune stime, 1 miliardo di euro, circa 1/3 del PIL nazionale. Il provvedimento, che entrerà in vigore a febbraio, viene considerato negativamente dal 56% della popolazione maltese. Inoltre il leader del partito di opposizione nazionalista, Simon Busutil, minaccia di indire un referendum se la legge verrà introdotta. Questo provvedimento maltese va a colpire un vuoto legislativo europeo: l’entrata nell’Unione è infatti regolata da disposizioni diverse che variano da nazione a nazione.

Mercoledì 15 il Parlamento Europeo, assieme ai rappresentanti del Consiglio e della Commissione, ha discusso di questa iniziativa. Il Commissario Viviane Reding ha affermato come il dibattito su questo tema sia estremamente importante. Con il Trattato di Maastricht acquisire la cittadinanza nazionale significa acquisire anche la cittadinanza europea, con una serie di diritti e doveri che vengono assicurati anche negli altri Stati membri. “Non è possibile mettere in vendita dei diritti” ha tuonato la Reding, “un tema come la cittadinanza non può dipendere dal conto bancario di un individuo”.

Il Consiglio, per bocca di Dimitrios Kourkolas, ha ribadito l’importanza della cittadinanza nel processo di integrazione europea ma, sorprendentemente, ha affermato che l’organo da lui rappresentato non ha ancora maturato una posizione ufficiale in merito alla questione.

Nel dibattito in aula è invece emerso, quasi all’unanimità, la contrarietà a questo provvedimento maltese. Gli eurodeputati hanno sottolineato la possibilità che la cittadinanza possa essere acquistata anche da criminali facoltosi, a cui verrebbero spalancate le porte di tutti gli Stati membri. Il PE sostiene che diritti come la libera circolazione e il soggiorno libero all’interno dell’Unione Europea non vadano equiparati ad un prodotto commerciale. L’emiciclo di Strasburgo ha inoltre sottolineato come il concetto di cittadinanza sia sinonimo di un rapporto diretto e personale con quel Paese. Non è possibile concedere questo fondamentale diritto a persone che non hanno mai messo piede su quel territorio.

I deputati croati e romeni hanno espresso il loro disappunto evidenziando come, con questa legge, venga data possibilità alle persone ricche di entrare a far parte dell’Unione Europea e godere dei diritti, mentre al loro popolo non venga garantita la libera circolazione alle frontiere visti gli accordi di Schengen.

L’eurodeputato maltese Marlene Mizzi del gruppo “Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici” ha dichiarato che la discussione in seno al Parlamento Europeo è un’ingerenza esterna. “La cittadinanza è di esclusiva competenza di ogni Stato membro” ha chiosato. Secondo la Mizzi prima di concedere la cittadinanza verranno eseguiti controlli severi sui candidati, onde evitare l’ingresso di potenziali criminali e/o riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite.

Nel testo votato scorso gli eurodeputati chiedono a Malta di riallineare il suo programma di cittadinanza ai valori europei. Il PE chiede alla Commissione di indicare chiaramente se questi programmi rispettino lo spirito dei Trattati e il codice delle frontiere di Schengen. Auspicano che la Commissione formuli le giuste raccomandazioni per evitare che tali iniziative pregiudichino i valori su cui si basa l’UE e che stabilisca gli orientamenti per l’accesso alla cittadinanza europea mediante i programmi nazionali.

In foto l’incontro fra il Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Europei di Malta Louis Grech e il Presidente del PE Martin Schulz (Foto: European Parliament) 

L' Autore - Luca Rosati

Laureato triennale in Scienze Politiche- indirizzo economico presso l'Università degli Studi di Torino. Appassionato di tutto ciò che concerne la politica e la storia. Attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze del governo, sono felice di portare il mio contribuito per questa rivista.

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