giovedì , 16 agosto 2018
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UKEPP: gli euro-entusiasti del Regno Unito

Da non confondere con il fratellastro UKIP nonostante la pronuncia simile, UKEPP è il nuovo partito pro Unione Europea che correrà nel Regno Unito alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo. Il nuovo partito d’Oltremanica nasce da una branca dei conservatori britannici scontenti della propaganda anti-europea ed è anzi favorevole ad un coinvolgimento maggiore del Regno Unito nell’Unione Europea.

A capo del partito vi è un leader da una carriera politica che ben dipinge la poetica alla base dello stesso UKEPP: Dirk Hazell, non solo ex-conservatore ma anche ex-liberaldemocratico. A deludere Hazell, infatti, sono stati anche i Libdem, colpevoli di essersi appiattiti anche loro in una propaganda anti-europeista, trascinati ad esempio in un governo di coalizione espressosi esplicitamente contro l’immigrazione.

L’idea alla base di UKEPP è quella di ricongiungere una parte dei conservatori con il gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo. Nel 2009 infatti, per dimostrare la sua opposizione ad ogni progetto federale europeo, David Cameron, appoggiato anche dal Primo Ministro ceco, aveva espresso la volontà di creare un gruppo parlamentare specificatamente conservatore, dando vita al Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) a cui avevano aderito 53 europarlamentari provenienti da dieci Stati membri.

Questo distacco dal PPE secondo gli UKEPP ha provocato soltanto un isolamento, quasi autoreferenziale, degli europarlamentari britannici. Ciò che servirebbe in questo momento al Regno Unito, come al resto dell’Unione Europea, sarebbe invece una politica più cosciente che non si rifugi in immagini idilliache di un passato pre-UE, ma piuttosto impegnata a migliorare l’Unione Europea prendendo parte alle sue decisioni senza soffermarsi in sterili critiche.

Nonostante i partiti favorevoli alla Brexit cerchino di dipingere un Regno Unito prosperoso e felice fuori dall’Unione Europea, i membri del nuovo partito ricordano invece quanto il Regno Unito dell’Unione Europea sia parte integrante: l’UKEPP si rifà infatti a personaggi come Winston Churchill, Harold Macmillan, Alec Douglas-Home, Edward Heath, Margaret Thatcher, John Major e Jo Grimond. Ma non solo a personaggi del passato: il leader UKEPP, nel corso di un’intervista rilasciata ad Euractiv, ha fatto riferimento anche ad Angela Merkel, non solo in quanto membro del PPE ma anche per le parole al Parlamento britannico dello scorso febbraio, con cui invitava a lavorare insieme per costruire un’Unione Europea migliore.

Il nome del partito oltre all’acronimo UKEPP è “4 freedom party” in ricordo non tanto (o non solo) delle quattro libertà alla base del progetto europeo (libertà di movimento di persone, merci, servizi e capitali), ma soprattutto delle quattro libertà enunciate da Roosvelt il 6 febbraio 1941 nel discorso al Congresso sullo Stato dell’Unione: libertà di parola, di fede, dal bisogno e dalla paura. Un partito che dunque vuole discostarsi dalla questione Brexit e accogliere i voti di coloro che vedono invece nell’Unione Europea un’opportunità da sfruttare appieno e dall’interno.

Ecco perché principalmente l’UKEPP si rivolge agli abitanti di Londra, area da sempre più favorevole alla permanenza del Regno Unito all’interno dell’Unione Europea. Ora che il fantasma euroscettico si sta facendo sempre più reale e vicino (referendum per l’uscita dall’Unione Europea fissato per il 2017), si fanno più forti anche le preoccupazioni. Ad esempio, dalla City è arrivato chiaro il parere contrario alla Brexit delle banche: l’Associazione dei Bancari Britannici (BBA) e Citigroup hanno inviato al Tesoro britannico note che segnalavano forti preoccupazioni per lo scenario post-uscita dall’Unione Europea ed anzi sottolineavano come l’attuale divisione di competenze tra Londra e Bruxelles fosse la situazione ottimale.

Ma non solo le banche, anche l’economia reale secondo alcuni ne risentirebbe. Per l’industria automobilistica, ad esempio, l’appartenenza del Regno Unito all’Unione Europea è vitale: Toyota e Nissan negli scorsi mesi hanno chiaramente affermato che gli investimenti Oltremanica si basavano sulla certezza di poter avere libero accesso al mercato europeo, mentre un’eventuale uscita porterebbe sicuramente ad una riconsiderazione degli stessi. Politicamente ed economicamente quindi, il panorama britannico non è tutto euroscettico.

Nell’immagine, Brian Paddick e Dirk Hazell, al momento dell’adesione di quest’ultimo ai LibDem, 2009 (© Liberal Democrats, 2009, www.flickr.com)

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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