martedì , 20 febbraio 2018
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Un asse italo-balcanico? Le proposte e le opportunità del vertice trilaterale

Si è svolto il 12 settembre a Venezia il primo vertice trilaterale fra Italia, Slovenia e Croazia. Denominato “Sponde. Foro di dialogo e cooperazione Italia – Croazia – Slovenia”, vuole essere l’inizio di una strategia italo-balcanica per creare un’Europa migliore. Proprio “Europa” è stata la parola più volte pronunciata dai tre premier Enrico Letta, Alenka Bratusek e Zoran Milanovic in conferenza stampa. “Sponde” è solo l’inizio, una start-up per creare una strategia comune in seno all’Unione Europea: «Insieme possiamo essere più incisivi e portare avanti le nostre proposte» afferma Letta.

Il vertice di Venezia è il simbolo di quell’Italia che vede un domani e che vuole far sentire la propria voce, invece di chiudersi in se stessa. Croazia e Slovenia sono partner ideali: infatti, sono numerosi i punti in comune con i due Paesi. Per esempio tutti e tre si affacciano sul mar Adriatico e dispongono di importanti scali portuali, che inizieranno ora a cooperare in modo da fare fronte comune nella competizione con i grandi porti europei e non. Inoltre si è creato un gruppo di lavoro tecnico su energia e infrastrutture, così da approfondire la collaborazione anche in questi temi. I tre premier hanno trovato un accordo anche per presentarsi uniti nei prossimi due Consigli dell’Unione di fine ottobre e di dicembre, nei quali si discuterà della finalizzazione dell’unione bancaria, digital economy e della creazione di un mercato unico per le telecomunicazioni. Particolare sintonia sui temi di difesa e politica estera, soprattutto per quanto riguarda l’ONU, definito come il cuore del sistema mondiale di risposta alle grandi crisi. La situazione siriana deve essere risolta sotto la guida del Palazzo di Vetro, guida che va rafforzata.

Certo, la strada per creare una vera e efficiente cooperazione fra i tre Stati non sarà facile. Al Forum di Bled si era preannunciato che a Venezia si sarebbe discusso anche del rigassificatore che dovrebbe sorgere in alto Adriatico. Fortemente voluto dall’Italia, non è invece ben visto dalla Slovenia, la quale è decisa a preservare la delicata biodiversità delle sue coste. La questione è stata dunque delegata ai Ministri per l’energia, di fatto rimandandola. In aggiunta, non è il primo tentativo di cooperazione fra l’Italia e i Balcani. Perché ora dovrebbe essere diverso? L’autostrada che avrebbe dovuto collegare Trieste e Rijeka (Fiume) è rimasta tracciata solo sulla carta e le linee ferroviarie con la Slovenia versano in pessimo stato.

Ciò che oggi può fare la differenza è la volontà, unita alle opportunità che l’Unione Europea è in grado di dare. Come giustamente è stato affermato più volte in conferenza stampa, «il fatto stesso di essere qui a ragionare sul domani in un clima di amicizia, rappresenta una vittoria del progetto europeo». A dimostrazione dell’intenzione di proseguire sulla via della cooperazione, è già stato fissato in agenda il prossimo vertice che si terrà a febbraio/marzo 2014 in Slovenia. Sarà particolarmente importante perché si concorderanno le linee guida della presidenza italiana dell’Unione, che dovranno essere «il più possibile condivise».

“Sponde” è per l’Italia l’occasione di recuperare la proprio credibilità internazionale, avvantaggiandosi dei legami culturali che storicamente condivide con l’Est Europa. Non più spettatori, ma protagonisti nelle decisioni europee: questo deve essere l’obiettivo. E il vertice di Venezia è un buon punto di partenza.

In foto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, il Primo Ministro di Croazia Zoran Milanovic e il Primo Ministro di Slovenia, Alenka Bratusek, si dirigono presso l’Isola di San Giorgio Maggiore, sede del vertice (Foto: laboratorio fotografico Chigi)

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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