lunedì , 19 febbraio 2018
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Van Rompuy al PE: approfondire l’integrazione europea

Il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy ha riferito al Parlamento Europeo circa i risultati del Consiglio Europeo del 24 e 25 ottobre. Un summit molto ricco di materie scottanti, come ha sottolineato lo stesso Presidente al termine del suo intervento. Van Rompuy si è presentato all’istituzione parlamentare dell’UE come il rappresentante dell’unità europea, premendo come sempre per accelerare sulla via dell’integrazione continentale. Il rapporto che ha presentato ai parlamentari è una dettagliata sintesi di quanto i leader europei hanno stabilito poche settimane fa. Non è stato un mero esercizio compilativo: fra le righe si notano i tratti personali del Presidente.

Su tutti, spicca la priorità concessa da Van Rompuy ai temi caldi dell’economia, quelli a cui il Consiglio Europeo era originariamente dedicato. Non senza un certo sarcasmo, il politico belga nota invece come i media si siano concentrati quasi esclusivamente sulle discussioni sullo scandalo Datagate e la proposta franco-tedesca di un codice di condotta per i servizi d’intelligence. L’intenzione di Van Rompuy non è quella di minimizzare la portata fondamentale di tali tematiche, ma, come spesso accade nei suoi interventi, il Presidente sembra voler ribadire come l’UE sia molto altro rispetto alle divisioni intergovernative che i temi di politica estera comportano. Si potrebbe obiettare tuttavia che attualmente sono proprio queste divergenze a definire l’UE, oltre che le politiche di austerità.

Van Rompuy ha così parlato a lungo dei risultati del Consiglio in materia di economia digitale. Tre sono gli obiettivi da raggiungere in questo campo: più investimenti in questo settore, perché l’Europa riconquisti il primato digitale a livello mondiale detenuto vent’anni fa, la promozione di un mercato digitale a misura di consumatore entro il 2015 e un miglioramento nell’istruzione digitale, dato che nel 2015 in Europa vi saranno 900.000 posti di lavoro da soddisfare in quest’area.

Non mancano poi i soliti cavalli di battaglia: su tutti, l’approfondimento dell’Unione Economica e Monetaria (UEM), un tema molto caro al Presidente, che non si esime mai da sottolinearne l’importanza nei suoi interventi pubblici. Il Consiglio Europeo a tal proposito ha discusso della dimensione sociale dell’unione monetaria e il rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche. Dopo il voto del Parlamento a favore del Meccanismo unico di vigilanza di settembre, Van Rompuy ha voluto infine in questa sede ribadire l’importanza del completamento dell’unione bancaria e dei test che la BCE si appresta a svolgere sui bilanci delle banche europee da qui al 2015.

Le reazioni dei parlamentari al discorso di Van Rompuy mostrano un panorama politico europeo cristallizzato su posizioni nitide. Un plauso è giunto così da Corien Wortmann-Kool del Partito Popolare Europeo, che ha ricordato come l’impegno europeo per più posti di lavoro e meno debito sia certamente rassicurante. Così come il Conservatore Geoffrey Van Orden ha apprezzato la posizione di Van Rompuy in materia di deregolamentazione, tramite il programma REFIT della Commissione, e di aumento della competitività.

Più critiche le forze di sinistra, che ritengono i risultati del summit di ottobre insoddisfacenti. I socialisti hanno espresso preoccupazione per la “compiacenza” di alcuni Stati membri, che stanno rallentando il passo delle riforme in Europa. La parola usata da Gabriele Zimmer, rappresentante di GUE/NGL,è stata invece “fallimento”. Dall’altro lato dello spettro politico, ma sulla stessa linea d’onda, l’euroscettico Nigel Farage, che ha sentenziato: “nulla nell’Unione sta migliorando”, a causa di un approccio “insulso e tecnocratico” alla risoluzione della crisi.

Le critiche di un ampio arco politico non hanno riguardato solamente i risultati del Consiglio Europeo descritti da Van Rompuy. Nella medesima giornata di martedì, la commissione affari economici e monetari ha posto in dubbio il ruolo stesso della Troika, composta da BCE, Commissione e FMI. Molti europarlamentari hanno espresso dubbi sulle modalità con cui le decisioni riguardo il salvataggio di alcuni Paesi europei sono state assunte: le previsioni economiche dei funzionari della Troika non sono più accettate a priori. Un altro segnale delle perplessità crescenti del Parlamento sulla linea politica tenuta dall’UE. Van Rompuy ci ha messo la faccia, quando toccherà ai leader nazionali fare finalmente un passo avanti?

In foto il Presidente del CE Herman Van Rompuy durante il suo intervento al PE (Foto: Council of the European Union)

 

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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