lunedì , 19 febbraio 2018
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Van Rompuy e Letta per un’Europa più competitiva e autorevole

Il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, dopo aver rappresentato l’Unione Europea al G20 di San Pietroburgo, è volato in Italia, a Cernobbio, per tenere un discorso al Forum Ambrosetti. Nelle ore successive, lunedì, ha poi incontrato il Primo Ministro italiano Enrico Letta a Bruxelles. Van Rompuy ha utilizzato entrambe le occasioni per ribadire ancora una volta gli sforzi europei svolti negli ultimi anni per superare la pesante crisi economica del continente. In apertura del suo discorso a Cernobbio infatti, il Presidente del CE ha sottolineato come, rispetto ai precedenti G20 a cui aveva preso parte, quello appena conclusosi in Russia era stato differente, dato che finalmente le preoccupazioni dei partner non erano concentrate sulla crisi europea, ma sulla vicenda siriana e, dal lato economico, sul rallentamento delle economie emergenti e la politica monetaria della Federal Reserve americana.

L’allentamento della tensione sui Paesi europei però è dovuto anche agli sforzi compiuti negli ultimi anni, per risanare i bilanci pubblici e rilanciare l’economia: il politico belga si è anche permesso una leggera stoccata a mercati e partner internazionali, rei di aver spesso sottovalutato la volontà dell’UE di mantenere l’eurozona unita. I segnali di ripresa sono però ancora fragili e per questo motivo è necessario ricercare nuove fonti di crescita, il vero oggetto dell’intervento a Cernobbio. La chiave per il rilancio europeo è la produttività: investimenti in infrastrutture, capitale umano, innovazione tecnologica, sviluppo e ricerca sono tutti necessari per rendere l’Europa più competitiva sui mercati mondiali, anche quando le ristrettezze di bilancio potrebbero incentivare a tagliare capitoli di spesa decisivi. Anche riforme strutturali, come un’ulteriore apertura dei mercati e la revisione delle rigidità in molti mercati del lavoro, sono ritenute imprescindibili.

Una lunga serie di buoni propositi che dovrebbe aver trovato buoni riscontri nel programma ventilato da mesi dal governo italiano. Nell’incontro di lunedì, Letta ha rassicurato il Presidente del CE sulla situazione politica italiana. L’instabilità crescente nella maggioranza, che potrebbe esplodere nelle prossime ore a causa della vicenda legata alla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, preoccupa l’UE. In più, solo pochi mesi fa, l’Italia è stata accolta nel club dei Paesi virtuosi d’Europa, uscendo dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, ma le misure economiche adottate sinora dal governo sono state accolte con cautela a Bruxelles, dove si teme un nuovo sforamento del deficit. Letta dunque, ribadendo l’impegno italiano proprio per quegli investimenti in occupazione, sviluppo e competitività richiesti da Van Rompuy a Cernobbio, ha voluto placare una delle maggiori preoccupazioni europee, assicurando che la legge di stabilità verrà approvata con tranquillità in autunno e che deficit e debito non torneranno a crescere. Difficile comprendere però quanto sia credibile l’impegno del premier, data la situazione politica attuale.

Il Primo Ministro ha anche descritto a Van Rompuy “alcune idee sulla presidenza italiana di turno” dell’Unione Europea, che inizierà a giugno 2014. Un’occasione da non perdere per il Paese, dato che darebbe la possibilità all’Italia non solo di giocare un ruolo di prestigio a livello internazionale, come sta dimostrando la piccola Lituania in questo semestre, ma anche di portare con maggior forza al centro del dibattito politico europeo temi cari al governo, come quello delle iniziative per l’occupazione. Anche Van Rompuy pare d’accordo, ma dato che l’orizzonte temporale è ancora molto ampio, al momento le prospettive della presidenza italiana dipendono da troppi fattori, non ultimo quale governo sarà effettivamente in carica fra otto mesi.

Un ultimo argomento di confronto è stata la crisi in Siria. Van Rompuy e Letta hanno entrambi espresso il proprio apprezzamento per il consenso raggiunto all’incontro informale del Ministri degli Esteri europei a Vilnius nei giorni scorsi, che ha visto la Germania appoggiare la dichiarazione d’intenti dei partner occidentali stilata al termine del G20. La posizione comune raggiunta in Lituania permette anche all’Italia di ridimensionare, almeno in parte, le perplessità circa la linea politica ondivaga del governo sulla Siria. Il rappresentante dell’unità dell’UE, Van Rompuy, può dunque presentarsi ora agli interlocutori internazionali leggermente più saldo e autorevole.

In foto il Primo Ministro italiano Enrico Letta e il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy (Foto: Council of the European Union).

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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